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CAGLIARI, DIMENTICARE E VOLTARE PAGINA Il sodalizio rossoblù saluta il tecnico Lòpez e affida il nuovo corso a Maran

la festa del cagliari negli spogliatoi (foto vistanet)

 

di LUCA PES

 

Una stagione da dimenticare. Le ambizioni di un tranquillo campionato di metà classifica sono miseramente naufragate nel corso dei mesi.

La campagna acquisti, mirata a rafforzare una squadra che si era piazzata all'undicesimo posto nel campionato precedente, non si è rivelata particolarmente efficace.

Troppi uomini inadatti al palcoscenico della A, alcuni per caratteristiche tecniche, altri per l'inesorabile avanzare dell'età.

E i due allenatori che si sono succeduti sulla panchina rossoblù hanno mostrato parecchi limiti nel guidare una squadra del massimo campionato.

Era partito bene, il Cagliari di Rastelli, andando ad impensierire i Campioni d'Italia della Juventus in quel di Torino e l'ambizioso Milan sul terreno di San Siro, pur senza ottenere punti.

I rossoblù si schiodano dallo zero in classifica nelle gare seguenti ma quattro sconfitte di fila condannano all'esonero il mister campano, quello della promozione dalla B nel 2016 e della salvezza anticipata in A nel 2017.

Il patron Giulini decide di cambiare rotta affidandosi a López, ma la musica non cambia.

Il bel gioco latita, il Cagliari raccoglie pochi punti, ottenendoli più col cuore che con gli schemi tattici.

Qualche sporadica buona prestazione si alterna a sconfitte senza appello.

Il campionato scorre e i calciatori rossoblù sembrano non rendersi conto che sono tanti, troppi i punti persi per strada.

Un'eccessiva dose di tranquillità e rilassatezza trascina la squadra cagliaritana in piena zona retrocessione.

Gli stessi calciatori sono storditi da una situazione totalmente inattesa e si mostrano incapaci di reagire.

Il fondo viene toccato tra febbraio e marzo: una pessima prestazione contro il Napoli che passa per 5-0 alla Sardegna Arena e la brutta partita di Benevento, vinta in extremis contro un avversario quasi retrocesso, sembrano trascinare la squadra sarda verso il baratro.

È un Cagliari incolore, impalpabile, lontano dalla forma fisica e mentale delle altre squadre che si danno battaglia nella zona calda della classifica.

Le ultime gare diventano decisive, i giocatori fanno quadrato e reagiscono.

La sveglia arriva dopo la brutta sconfitta di Genova contro la Sampdoria.

I primi segnali positivi arrivano nella gara tutta grinta e cuore in casa contro la Roma; arriva la sconfitta ma dopo quei 90 minuti la squadra acquisisce la consapevolezza di poter raggiungere, seppur a fatica, la meta.

Una settimana più tardi arriva, totalmente inaspettata, la vittoria in quel di Firenze, ultima dimora terrena del compianto Astori.

L'ultima partita in casa contro l'Atalanta, a quel punto, va affrontata con un occhio verso lo stadio San Paolo di Napoli, in cui scende in campo il Crotone, unico avversario rimasto per la salvezza.

I partenopei fanno il loro dovere ottenendo il bottino pieno e condannando, di conseguenza, i calabresi alla retrocessione.

Alla Sardegna Arena è il gol di Ceppitelli, uno dei più positivi durante la stagione, a sancire la definitiva tranquillità e a dare il via alla festa in campo e sugli spalti.

Archiviata la salvezza, ci sarà parecchio da lavorare per regalare alla piazza cagliaritana una squadra all'altezza delle aspettative dei tifosi.

Silurato il direttore sportivo Rossi, da Empoli è arrivato Marcello Carli, lo “scopritore” di Maurizio Sarri.

Lo stesso Carli è colui che ha riportato Marco Giampaolo nel grande calcio.

La rosa andrà ampiamente rivista e rinforzata, partendo da alcuni calciatori imprescindibili, soprattutto Barella che si spera di trattenere nonostante la corte di alcuni club blasonati.

Intanto, salutato il tecnico López, a cui è stato giustamente riservato un abbraccio virtuale da parte del pubblico sardo che non può dimenticare i suoi trascorsi da calciatore e da capitano, la società ha affidato la panchina a Rolando Maran, protagonista di ottime stagioni in A sulle panchine di Catania e Chievo.

Ora è tempo di vacanze.

La squadra si ritroverà ad Assemini nei primi giorni di luglio.

Il 7 si partirà alla volta di Aritzo per la prima parte del ritiro, mentre dal 14 al 28 luglio i rossoblù saranno in Trentino, ancora una volta a Pejo, sede ormai tradizionale del precampionato.

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