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Le novità del modello 730/2018

modello 730

 

di MARIA ANGELA CASULA

 

L’Agenzia delle Entrate ha adottato il provvedimento n. 10793 del 15 gennaio 2018 con cui ha approvato i modelli 730, 730-1, 730-2 per il sostituto d’imposta, 730-2 per il CAF e per il professionista abilitato, 730-3, 730-4, 730-4 integrativo, e le relative istruzioni.

La dichiarazione dei redditi precompilata, prevista dall’articolo 1 del Decreto Legislativo 21 novembre 2014 n. 175, deve essere redatta utilizzando i modelli annualmente approvati dall’Agenzia delle Entrate e messi a disposizione dei contribuenti dipendenti e pensionati.

I contribuenti che devono presentare la dichiarazione dei redditi - modello 730 - possono farlo direttamente tramite il sito internet dell’Agenzia delle entrate o tramite un Caf o un intermediario abilitato.

La Legge di stabilità 2018, n. 205/2017, ha introdotto alcune novità, prime fra tutte quelle relative alle scadenze per la trasmissione dei modelli 730/2018 all’Agenzia delle Entrate da parte dei CAF o degli intermediari abilitati.

Infatti è stato fissato il termine di scadenza al:

29 giugno per le dichiarazioni presentate dai contribuenti entro il 22 giugno;

7 luglio per le dichiarazioni presentate dai contribuenti dal 23 giugno al 30 giugno;

23 luglio per le dichiarazioni presentate dal 1° luglio al 23 luglio.

L’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione dei contribuenti il modello 730 precompilato a decorrere dal 15 aprile.

Il contribuente potrà, pertanto, accedere nell’apposita sezione del sito internet www.agenziaentrate.gov.it, utilizzando le credenziali riservate di accesso ovvero il codice PIN.

Con riguardo ai termini previsti per la presentazione all’Agenzia delle Entrate del modello 730 da parte del contribuente, la scadenza è stata fissata per il 23 luglio 2018.

Oltre alle novità previste in tema di scadenze, si evidenziano alcune di maggiore interesse:

il reddito dominicale e agrario non concorre alla formazione della base imponibile ai fini IRPEF per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli professionali nel periodo 2017/2019;

vengono assoggettati ad una ritenuta del 21% i canoni di locazione relativi a contratti conclusi, a decorrere dal 1° giugno 2017, con l’intermediazione immobiliare anche nella fase del pagamento/riscossione dei canoni medesimi;

le quote di pensione percepite dagli orfani superstiti sono assoggettate all’IRPEF per la parte eccedente i 1.000 euro; sono previste maggiori agevolazioni nei confronti dei lavoratori rimpatriati: i redditi sono assoggettati solo nella misura del 50%;

per i dipendenti del settore privato che non hanno percepito redditi superiori a euro 80.000 è prevista una tassazione agevolata per i premi di risultato di 3.000 euro ovvero 4.000 euro se i contratti collettivi aziendali o territoriali sono stati stipulati entro il 24 aprile 2017 e sono stati coinvolti nell’organizzazione del lavoro;

è stata introdotta una detrazione del 70% denominata “ecobonus” per le spese inerenti l’involucro dell’edificio sostenute a decorrere al 1° gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2021.

Tale agevolazione è incrementata al 75% se le spese riguardano interventi di riqualificazione energetica relativi alle parti comuni di edifici condominiali;

le novità in materia di spese scolastiche consistono nell’aumento a 717 euro per studente del limite per le spese di istruzione per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e di scuole di secondo grado del sistema scolastico nazionale;

i canoni di locazione sostenuti dagli studenti fuori sede, anche nell’ambito della medesima provincia, possono essere detratti dal reddito per l’anno d’imposta 2017 e 2018;

inoltre è stato ridotto da 100 a 50 km il limite della distanza tra l’Università e la residenza per gli studenti residenti in zone montane o disagiate;

tra le spese sanitarie è stata prevista la possibilità, per il 2017 e il 2018, di portare in detrazione l’acquisto di alimenti a “fini medici speciali inseriti nella sezione A1 del Registro Nazionale”;

a decorrere dal 2017 la quota del 5 per mille può essere destinata anche a favore degli enti gestori delle aree protette.

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