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Intervista a Pablo Poli, allenatore dei Giovanissimi della Decimo 07

lallenatore pablo pooli

 

di ALESSIO CARIA

 

Pablo Poli, ex calciatore argentino, è l’attuale allenatore della squadra dei giovanissimi della Decimo 07, con la quale sta ottenendo degli ottimi risultati.

Abbiamo avuto modo di incontrarlo per conoscerlo un po’ meglio e chiedergli quali fossero le sue impressioni relativamente a questa prima parte di stagione.

Prima di tutto ci piacerebbe sapere qual è stata la sua carriera da giocatore e come si è avvicinato al mondo del calcio.

"Ho iniziato a giocare quando avevo appena 5 anni. Grazie alla passione e ai tanti sacrifici sono arrivato fino alla prima squadra del Newell’s Old Boys, militante nella Primera Division argentina. Ho addirittura avuto la possibilità di giocare nella Bombonera, uno degli stadi più noti al mondo, e di sfidare il Boca Juniors, in una partita terminata 2 a 1 per i miei avversari e decisa dalla doppietta dello storico capitano del Boca, Martin Palermo. Dopo una parentesi nella serie b argentina mi sono trasferito in Sardegna, dove ho giocato in varie squadre, fra le quali Samassi e Assemini, e dove ho conosciuto Melania, mia moglie, alla quale va un grande ringraziamento per il supporto e per starmi accanto giorno dopo giorno".

E per quanto concerne il ruolo di allenatore?

"Ho allenato a Uta, Decimoputzu e Decimomannu, dove ho seguito i giovanissimi regionali e la prima squadra della 07. Dopo queste belle esperienze sono tornato in Argentina, dove sono rimasto ben 3 anni. Qui ho allenato per un breve periodo per poi tornare di nuovo in Sardegna, dove ho ricevuto la chiamata del presidente della Decimo 07 Gianpiero Simbula. Devo ammettere che mi ha fatto molto piacere tornare in questa società. Conoscevo già l’ambiente e molti dirigenti i quali hanno contribuito a farmi sentire subito a casa. Effettivamente posso affermare di aver avuto l’occasione di lavorare all’interno di questa grande famiglia nella quale tutti sono molto disponibili e cercano sempre di darti una mano in qualsiasi occasione".

Quali sono le sue impressioni riguardo questa stagione?

"Devo ammettere di essere molto soddisfatto. Ad inizio stagione siamo partiti con due obiettivi: imparare e divertirci. Le cose poi sono andate molto bene e ora ci ritroviamo al primo posto in classifica. Siamo molto contenti ma sappiamo che c’è ancora tanto da lavorare: possiamo migliorare parecchio e dobbiamo cercare di puntare sempre il più in alto possibile. Sono molto fortunato perché posso lavorare con dei bravi ragazzi che hanno tanta voglia di imparare".

Quanto sono importanti i sani valori che lo sport può insegnare?

"È sicuramente molto importante riuscire ad insegnare ai giovani i veri valori dello sport. Io stesso cerco di educarli dal punto di vista sportivo, aiutandoli a crescere e a migliorarsi giorno dopo giorno. A parer mio è fondamentale per i ragazzi riuscire ad allenarsi con la giusta mentalità e scendere in campo con la dovuta concentrazione, rispettando sempre il proprio avversario. Fortunatamente, come detto, sono tutti dei bravissimi ragazzi con alle spalle delle famiglie di persone disponibili e comprensive. Ho avuto la fortuna di conoscere dei genitori davvero in gamba che comprendono e accettano le mie scelte tecniche".

Quali sono le principali differenze tra il calcio argentino e quello italiano?

"In Argentina siamo sicuramente molto più fanatici rispetto agli italiani. Le differenze sono varie e si vedono già a livello giovanile. In Argentina i ragazzi hanno forse un pizzico di “fame di arrivare” in più e, inoltre, hanno molte più possibilità di giocare anche ad alto livello, fatto quest’ultimo che porta molti giovani a lasciare la scuola e gli studi per dedicarsi interamente alla loro passione".

 

15.03.2018

 

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