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Parlamento. Tutela degli orfani dei femminicidi: è legge

anna maria busia
parlamento

 

di CARMEN CORDA

 

Finalmente il via libera del Senato al disegno di Legge che tutela gli orfani di femminicidio: con 165 sì, 5 no e 1 astenuto, il provvedimento diventa legge.

Le nuove tutele si applicano ai figli minorenni e maggiorenni economicamente non autosufficienti della vittima di un omicidio commesso dal coniuge (anche se separato o divorziato), dal partner di un’unione civile (anche se cessata) o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva e stabile convivenza.

A partire dal 2017 il Fondo per le vittime di mafia, usura e reati intenzionali violenti viene esteso anche agli orfani di crimini domestici con una apposita dotazione aggiuntiva di 2 milioni di euro all’anno per borse di studio e per il reinserimento lavorativo.

Ai figli delle vittime è assicurata anche l’assistenza medico-psicologica gratuita fino al pieno recupero psicologico ed è attribuita la quota di riserva prevista per l’assunzione di categorie protette.

Se poi il cognome è quello del genitore condannato in via definitiva, il figlio può chiedere di cambiarlo.

"L’Italia – dice la senatrice del Pd Francesca Puglisi – è il primo paese in Europa che promuove una legge a favore dei figli la cui vita è stata sconvolta dal dramma della perdita della propria madre per mano del proprio padre".

Anna Maria Busia, responsabile per la Giustizia per il Centro Democratico e autrice del testo, ritiene il provvedimento una grande conquista che tutela chi «è orfano due volte perché perde la madre per colpa del padre» con un impatto psicologico devastante.

La legge prevede – tra le altre cose – che nei confronti del famigliare per il quale è chiesto il rinvio a giudizio per omicidio venga sospeso il diritto alla pensione di reversibilità, che per un certo periodo di tempo verrà percepita dai figli della vittima.

Lo stato si farà carico inoltre delle spese sia nel processo penale sia in quello civile.

Possiamo indubbiamente affermare che questa – che porta un’importante impronta sarda – sia una delle più belle pagine, tra tante di segno negativo, di questa legislatura che volge al termine.

Merito anche, se non soprattutto, dei familiari delle vittime.

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