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Gli ospiti dell'AIAS di Decimomannu sorpresi con le “mani in pasta!”

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di SANDRO BANDU

 

È inevitabile che appena si nomina il binomio AIAS Decimomannu ritornano alla mente le cruenti immagini del gennaio 2006, dove vari operatori venivano immortalati dalle telecamere dei Carabinieri NAS e successivamente accusati a vario titolo, chi per aver materialmente effettuato il reato e chi per non aver vigilato, di maltrattamenti e lesioni personali verso alcuni pazienti psichiatrici ospiti della struttura di Decimomannu.

Ricordiamo per la cronaca che sono indagati 10 OSS, 1 infermiere, 1 educatrice e i due responsabili della struttura, e proprio in questi giorni il PM del Tribunale di Cagliari Liliana Ledda, ha avanzato le richieste di condanna per due di essi; per altri nove era già stato proposto il patteggiamento, mentre per i responsabili della struttura il dibattimento è ancora in corso.

Ma l'AIAS sarda, che conta migliaia di dipendenti nei vari centri dislocati nella nostra Regione, non è fatta solo di queste persone, che dal punto di vista professionale, deontologico ed etico, non hanno dato sicuramente il meglio (per usare un eufemismo): purtroppo le mele marce esistono in tutti i settori e in tutte le categorie.

Per fortuna la stragrande maggioranza dei dipendenti AIAS è composta da tanti altri dipendenti che hanno a cuore la situazione di persone sfortunate, che la vita ha regalato in sorte una malattia devastante e degenerante, e per la quale dipendono totalmente dagli operatori sanitari.

Purtroppo le malattie non si scelgono e quando ti arriva il colpo basso devi solo sperare che qualcuno si occupi di te in maniera professionale e con tanta umanità.

Chiudo questa premessa per parlare ora di una bellissima esperienza di cui mi hanno fatto partecipe le componenti del CIF di Decimomannu, il responsabile della struttura Aias di Decimomannu, il dottor Rodolfo Laconi, coordinatore amministrativo, la psicologa Maria Angela Daga, e la pedagogista Alessandra Denegri.

In un freddo pomeriggio del dicembre scorso sono stato invitato all'Aias di Decimomannu di via Carducci, dove ho trovato tanto calore umano e dove ho assistito a una bella iniziativa che va avanti da tre mesi e che è già alla seconda edizione, il progetto si chiama “Mani in pasta”.

15 signore del CIF di Decimomannu, capitanate dalla presidente Teresina Spiga, ogni lunedì pomeriggio offrono il proprio tempo libero e si recano in via Carducci per regalare e trasmettere agli ospiti della struttura le proprie conoscenze per la realizzazione di prodotti alimentari tipici della nostra terra, dalle paste ai dolci.

Nel grande salone sito nel seminterrato, vi è il laboratorio dove intorno a 15 tavoli vi è un'ospite che viene seguito in maniera amorevole da una componente del CIF, i vari mattarelli, scivedde, macchine per tirare la pasta, tavolette, ciotole, grembiuli e cappelli (tutti portati rigorosamente dal CIF) vengono utilizzati da mani laboriose e sapienti per realizzare delle fragranti paste come i malloreddus, ravioli, culurgiones, tagliatelle, o profumatissimi dolci come le seadas e le ciambelle, che verranno poi cucinati e serviti nel pranzo finale di fine corso.

Dottor Rodolfo Laconi, ci spieghi questo progetto.

Il progetto “Mani in Pasta” è inserito in una serie di iniziative della nostra struttura, è nato con l'intento, direi riuscitissimo, di stabilire un dialogo tra i nostri ospiti e il territorio, la realtà decimese. Ha avuto positive ricadute sui pazienti, sia sul piano psicologico, cognitivo-comportamentale, che sulle abilità nel “fare operativo”.

In questi due anni ha visto dei cambiamenti nei pazienti?

Sicuramente. I nostri ospiti, sono stimolati e motivati alla partecipazione e....."

 

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