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Snowman, il cavallo che emozionò l'America

snowman

 

di ALBERTO NIOI

 

Il documentario si apre col bel faccione di un arzillo ottantenne che inizia il racconto della sua incredibile storia e, nonostante in lingua inglese e i sottotitoli in italiano, bastano pochi minuti per venirne subito rapiti.

"Harry & Snowman", lungometraggio di Ron Davis che ha vinto numerosi premi in America, è il racconto davvero emozionante dell'incontro tra un uomo ed un cavallo diventato una leggenda vivente, che il destino ha voluto rappresentare come una straordinaria favola moderna.

Ci troviamo nell'America degli anni '50 ed Harry de Leyer con la sua moglie decidono di intraprendere il loro progetto di vita trasferendosi qui dall'Olanda, lasciandosi alle spalle gli anni di sofferenze e privazioni portati dal secondo conflitto mondiale.

Harry ha una grande passione tramandatagli dal padre: i cavalli.

Li conosce profondamente, li sa cavalcare e li sa addestrare.

Con pochissimi soldi in tasca ma animati da tanta buona volontà e speranza, i coniugi de Leyer presteranno la loro opera come contadini per diversi anni prima di potersi permettere una fattoria tutta loro: un piccolo angolo d'America dove misero su famiglia e che permise ad Harry di dedicarsi al lavoro che meglio conosceva, ovvero l'insegnamento dell'equitazione.

Cominciò così la sua lunga carriera di istruttore, privo purtroppo di sufficienti mezzi economici tali da soddisfare le esigenze della famiglia che cresceva velocemente.

Divenne così anche l'istruttore della “Knox School”, prestigioso college femminile di Long Island (New York) scuola progressista aperta alle arti, alla musica e ad altre discipline tra cui l'equitazione appunto. Scuola per ricchi, ovviamente.

Era il 1956 e durante questo suo periodo di collaborazione con la “Knox School”, dovendo acquistare un cavallo da utilizzare nel suo lavoro senza spendere troppi soldi, Harry pensò di recarsi ad una vicina fiera di equini considerati a “fine carriera”, animali a cui veniva concessa un'ultima chance prima dell'abbattimento.

Era uno dei pochi modi per poter avere a poco prezzo un cavallo che potesse ancora essere utile, magari per l'insegnamento ai bambini.

Quella mattina Harry, a causa della foratura di una gomma, arrivò che le aste erano ormai chiuse e gli ultimi cavalli venivano caricati sui camion diretti ai mattatoi.

Contrariato per l'inutile viaggio il giovane istruttore si intrattenne qualche minuto ad osservare sconsolato i pochi animali che salivano sulle rampe, rimanendo però colpito dagli occhi di uno di loro che stava già dentro un autocarro.

Furono quei pochi attimi, in cui i loro sguardi si incrociarono, a segnare per sempre i rispettivi destini.

E così Harry si portò a casa per soli 80 dollari quel cavallo: aveva otto anni, era magro, poco elegante ed aveva sempre tirato l'aratro.

Insomma non si trattava certo di un purosangue allevato in purezza.

Tuttavia Snowman, “pupazzo di neve”, così i figli di Harry battezzarono il cavallo, non tardò a rivelare le sue vere doti, non immediatamente evidenti neanche agli occhi esperti del suo nuovo padrone.

Fu quando Harry cedette per 160 dollari il cavallo ad un suo amico che viveva a dieci chilometri dalla sua fattoria, che le capacità di Snowman divennero chiare.

Per ben tre volte l'animale fuggì dal suo recinto per fare ritorno a casa di chi lo aveva salvato e questo nonostante le staccionate venissero ogni volta sollevate e rese più difficili da saltare.

Quando per l'ennesima volta Snowman si ripresentò alla fattoria dei de Leyer trascinandosi dietro la recinzione in legno a cui era stato legato, Harry capì che era inutile insistere perchè il cavallo aveva scelto lui.

Le sue straordinarie doti di saltatore vennero subito messe alla prova e perfezionate con lunghe sedute di addestramento nel salto ad ostacoli.

Snowman ed Harry cominciarono a partecipare a concorsi ippici di provincia vincendo regolarmente tutte le gare.

Un'ascesa vertiginosa che lanciò il docile cavallo ai vertici dei concorsi di equitazione più prestigiosi d'America e che lo portarono a misurarsi con selezionatissimi purosangue di fama internazionale allevati con mille attenzioni, curati dai migliori veterinari, valutati decine di migliaia di dollari.

Con i cavalli dei ricchi insomma!

Lui che era costato 80 dollari e che trascorreva pomeriggi interi a giocare con i bambini di Harry in fattoria.

Una favola meravigliosa che visse il suo apice negli anni 1958 e 1959 con le memorabili gare che lo proclamarono per due anni di seguito United States Open Jumper Champion al Madison Square Garden di New York.

La storia di Snowman e di Harry è la dimostrazione che a volte i sogni si avverano, che contro le discriminazioni e le disuguaglianze il riscatto sociale è possibile, e quando questo succede, la realtà supera l'immaginazione.

Pupazzo di neve” visse 26 anni dopo essere diventato un'autentica celebrità in tutti gli Stati Uniti d'America. La sua incredibile storia è diventato un best seller: The Eighty-Dollar Champion: Snowman, The Horse That Inspired a Nation di Elizabeth Letts (2011) purtroppo non tradotto in italiano.

Il documentario Harry & Snowman, uscito per la prima volta nel 2016 negli Stati Uniti è invece possibile vederlo sottotitolato in italiano sulla piattaforma digitale Netflix, o in alternativa per chi vuole, in lingua inglese o spagnola su Youtube.

 

30.12.2017

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