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Stop Abbanoa. Si alla class action

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di MARIA ANGELA CASULA

 

Venerdì primo dicembre 2017 l’on. Mauro Pili del “Comitato UNIDOS contro i conguagli Abbanoa” ha tenuto una conferenza stampa al THotel a Cagliari per comunicare gli esiti dell’ordinanza del Tribunale civile di Cagliari relativa all’ammissibilità della class action nei confronti di Abbanoa.

L’on. Pili, nel ringraziare la fattiva collaborazione dello studio legale Ballero, ripercorre i numerosi punti affrontati nell’ordinanza emessa il 28 novembre scorso, specificando innanzitutto che fa riferimento ai soli conguagli del periodo 2005/2011 relativi all’adeguamento tariffario effettuato in base al riparto dei costi sostenuti rispetto a ciò che è stato richiesto a suo tempo.

Tali conguagli, infatti, sono stati inviati agli utenti del servizio idrico nel corso del 2016 per “partite pregresse o conguagli” relativamente al periodo 2005/2011.

La portata di questa ordinanza è di immediata evidenza in quanto interessa circa 750.000 sardi con un valore che sfiora i 120 milioni di euro.

L’on. Pili prosegue spiegando quali sono i passaggi fondamentali dell’ordinanza.

In primo luogo non vi era il potere da parte di Abbanoa di emettere le fatture a conguaglio; inoltre le modalità poste in campo dalla società erano totalmente sbagliate e infine non potevano essere richieste in quanto prescritte.

Nell’ordinanza si legge che sussiste una violazione del principio di trasparenza, correttezza e buona fede in quanto “per determinare le somme richieste a titolo di conguagli regolatori o partite pregresse Abbanoa aveva utilizzato un metodo di calcolo arbitrario, avendo, da un lato, sommato tutti i costi non recuperati nel lungo periodo 2005/2011, e , dall’altro, preso quale punto di riferimento i consumi effettivi registrati da ogni singola utenza nell’anno 2012 così imponendo un conteggio forfettario e indiscriminato, tanto è vero che tale modus ha riguardato talvolta anche utenti che nel periodo di riferimento non erano neppure titolari dei contratti di somministrazione, quindi per consumi per essi impossibili o quantomeno a loro non attribuibili”.

Si legge, inoltre, che il gestore “abbia illegittimamente conteggiato in un’unica soluzione i costi complessivi del servizio erogato nell’ampio arco temporale 2005/2011, facendoli integralmente gravare sulle utenze attive dell’anno 2014, in funzione dei consumi registrati in relazione alle utenze attive nel 2012”.

Il Tribunale dichiara ammissibile la class action nei confronti di Abbanoa con riferimento alle seguenti domande proposte dal Comitato:

1) accertare e dichiarare non dovute le somme richieste per partite pregresse ”conguaglio anni 2005/2011”;

2) accertare e dichiarare prescritto l’importo richiesto a titolo di conguaglio regolatore o partite pregresse da Abbanoa spa per gli anni 2005/2011;

3) accertare e dichiarare che il gestore Abbanoa spa è tenuto a restituire quanto già versato a tale titolo dagli utenti aderenti e/o proponenti a titolo di conguagli regolatori o partite pregresse.

Pertanto tutti i cittadini titolari di un’utenza Abbanoa possono fare richiesta di rimborso delle somme versate o far bloccare l’efficacia delle bollette emesse, esclusivamente aderendo alla class action da parte di tutti coloro che sono interessati.

Prosegue l’on. Pili evidenziando che il “Comitato UNIDOS contro i conguagli Abbanoa” sta “valutando ancora il da farsi a qualche ora dall’ordinanza”.

Ci sarà, infatti, il coinvolgimento dell’Anci e di tutti i Sindaci dei comuni sardi per aiutare i cittadini interessati e per coordinare le diverse fasi della class action.

Il Tribunale civile di Cagliari ha trasmesso l’ordinanza anche al Ministero competente per la rilevanza e la portata della stessa.

Questo risultato è ancora più importante, sostiene l’on. Pili, se si pensa a tutta l’attività vessatoria svolta dalla società nei confronti degli utenti, con intimazioni a pagare e minacce di sospensione del servizio.

Invita il Presidente della Regione Sardegna a prendere atto di questa ordinanza, che, per la prima volta, dà al popolo sardo la possibilità di difendersi e non subire vessazioni.

L’on. Pili sottolinea che l’unica strada da percorrere per ottenere il mal tolto e per evitare che gli avvisi inviati da Abbanoa producano effetti è aderire alla class action.

Tale azione riguarda solo i conguagli relativi al periodo 2005/2011 con cui Abbanoa ha effettuato l’adeguamento delle tariffe, in base al riparto di partite di costo sorte nel passato, rispetto a ciò che è stato richiesto a suo tempo.

In altri termini si tratta di un adeguamento tariffario postumo, per il quale è, infatti, stata rilevata l’ammissibilità della prescrizione.

L’adesione alla class action è ammessa solo per il consumatore privato cittadino e la procedura di adesione sarà attivata a decorrere dal 28 febbraio 2018.

Le persone giuridiche dovranno, invece, seguire un percorso a sé stante. Le modalità per poter aderire alla class action verranno stabilite a breve termine e adeguatamente pubblicizzate.

L’arco temporale per l’adesione sarà di 90 giorni, tempo in cui sarà necessario un grande impegno e tanto lavoro da parte del Comitato UNIDOS e di tutti i volontari che vorranno collaborare per aiutare tutti i cittadini affinché nessuno sia lasciato solo.

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