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Ad Assemini tutti i colori dell'arte urbana con “Innamor'art: la città si innamora dell'arte”. Intervista all'assessore Jessica Mostallino.

murale dell artista pils
mostallino

 

di ALBERTO NIOI

 

E' ufficialmente partita questi giorni la prima edizione della rassegna “Innamor'art: la città siinnamora dell'arte” un'idea promossa dall'Amministrazione Comunale il cui obiettivo è quello di avvicinare i cittadini all'arte di strada con opere che riqualifichino i quartieri cittadini.

Dopo la felice sperimentazione dei mesi scorsi nei quali hanno visto la luce due splendidi “murales” il primo realizzato lungo un tratto del corso Asia e il secondo nel quartire storico di “Montelepre”, l'Assessore alla Cultura del Comune, la dott.ssa Jessica Mostallino, ha presentato il progetto con cui la città e i suoi angoli meno conosciuti si aprono alla positiva contaminazione dell'arte.

Gli spazi pubblici diventano in questo modo “luoghi” che esprimono identità, spazi che talvolta diventano di relazione perchè acquistano un nuovo senso, a beneficio di un'urbanistica quasi sempre anonima e priva di qualità.

Abbiamo incontrato Jessica Mostallino, che è anche vice sindaco del Comune, ed abbiamo discusso con lei di questa sua iniziativa.

Assessore come nasce questo progetto “Innamor'art: la città si innamora dell'arte”, quali le ragioni di questa scelta in contesto come quello di Assemini.

"La ragione che ci ha spinto a ideare e promuovere questo progetto è stata la prospettiva quella di avere una cittadina possibilmente più bella, meno grigia. Assemini è/era abbastanza grigia. 

Questo progetto rappresenta uno degli obiettivi che, nel rispetto del programma amministrativo, ho voluto dare agli uffici del servizio cultura del Comune per l'anno in corso.

Con la determina n.1045 del 25 ottobre scorso sono stati individuati due direttori artistici che cureranno l'iniziativa: una è la Dott.ssa Maria Rosaria Straffalacci l'altro è il dott. Davide Pilloni, (in arte Pils), entrambi già conosciuti dalla comunità perchè autori dei primi due murales realizzati in città.

Ad ognuno di loro è affidata la direzione esecutiva di una parte di progetto. I murales che (per via della spesa e del tempo) si riusciranno a fare da qui a dicembre sono 4, due curati da Rosaria e due da Davide.

Entrambi gli artisti hanno presentato i bozzetti delle opere e scelto i luoghi di realizzazione degli stessi.

La cosa importante in questo progetto è che i due artisti, nel loro fare, saranno coadiuvati da 10 ragazzi del liceo artistico “Foiso Fois” di Cagliari , nell’ambito della alternanza scuola/lavoro".

Ora si raccolgono i frutti di un lavoro lungo che è cominciato quando?

"Quali i passaggi amministrativi?

"Esatto, il lavoro, amministrativamente parlando, è stato abbastanza lungo e ha incontrato non pochi ostacoli: è stato necessario regolamentare una materia del tutto nuova per Assemini, per questo il gruppo consiliare di maggioranza ha portato in consiglio comunale un apposito regolamento che la disciplinasse.

Un regolamento che ha avuto bisogno di diversi passaggi in consiglio comunale anche per l’ostruzionismo della minoranza.

Certo, il regolamento andrebbe rivisto e snellito in alcuni passaggi ma è la prima volta che gli uffici e l'Amministrazione Comunale si sono trovati a darsi delle regole in questo campo.

Una novità per tutti.

Questo ha comportato ulteriori rallentamenti delle procedure, a cui va aggiunto un altro aspetto non secondario: ad Assemini non è avvenuto come in altri comuni dove sono delle associazioni culturali ad occuparsi del tutto, siamo stati noi a dare questo primo input e come pubblica amministrazione abbiamo dovuto seguire delle rigide procedure anche solo per l'acquisto dei materiali di consumo come colori e pennelli".

Per Assemini si tratta delle prime esperienze di arte di strada, un modo per rafforzare l'identità della comunità ma anche per riqualificare angoli di città.

"Si proprio così, la cosa che ci ha reso ancora più entusiasti, oltre alla bellezza dei lavori già realizzati, è stata verificare che intorno a queste opere d’arte si accende un vero senso di comunità: i nostri concittadini hanno apprezzato molto il progetto e non possiamo che esserne felici".

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