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Attività all'aria aperta ed escursionismo: localizzare la nostra posizione (1)

curve-di-livello2
reticolato chilometrico
bussola-orientamento carta

 

DI ALBERTO NIOI

 

Cominciamo ad affrontare concretamente il tema della sicurezza e dell'orientamento per chi svolge sport escursionistici o si diletta in semplici passeggiate all'aria aperta, introducendo il principio fondante di queste attività: chiunque dovrebbe essere sempre in grado di conoscere, e condividere, i dati relativi alla propria posizione topografica rispetto al territorio in cui si trova.

Avere questa consapevolezza può essere utile a noi e agli altri. Utile a noi se abbiamo necessità di raggiungere una certa destinazione partendo dal punto in cui ci troviamo: se non conosciamo la nostra posizione non sappiamo in che direzione muoverci e quanto camminare per raggiungere la meta. Utile agli altri perchè eventuali attività di soccorso possono rivelarsi estremamente complicate senza queste preziose indicazioni.

Escludendo di fare ricorso a punti di riferimento di facile identificazione ai fini della nostra localizzazione (esempio: una croce in cima ad una montagna di cui conosciamo il nome, una località nota, il ponte in una certa strada, ecc.) preoccupiamoci di capire quale sia il linguaggio tecnico che ci consente di codificare la posizione del nostro punto sul territorio.

Per fare questo occorre innanzitutto disporre della mappa che questo territorio lo rappresenti e successivamente identificare i punti che stiamo cercando.

 

Le mappe

Le mappe o carte topografiche possono essere di diverso tipo in funzione del loro utilizzo.

Per l'uso escursionistico è buona norma affidarsi alle carte che costituiscono la cartografia nazionale, ovvero la rappresentazione grafica elaborata dall'Istituto Geografico Militare (IGM).

L'intero territorio nazionale è stato suddiviso in migliaia di porzioni, denominate “tavolette” che altro non sono che carte topografiche che, nella scala 1:25000, rappresentano un quadrato di territorio di 10 km di lato.

La scala nelle carte è un dato fondamentale perchè rappresenta il rapporto esistente tra una misura presa nella realtà (esempio: la lunghezza di un ponte) e la stessa misura presa nella carta. Le carte IGM che si usano normalmente hanno scala di rappresentazione 1:25000 (si dice uno a venticinquemila) il che significa che se il mio ponte nella realtà misura 100 mt., nella carta avrà una lunghezza venticinquemila volte più piccola: 100 mt / 25000= 0,004 metri, ovvero 4 millimetri.

Tenendo a mente questo rapporto, se utilizziamo un righello per misurare sulla carta una distanza ricordiamoci sempre che ogni centimetro corrisponde a 250 mt.

Per facilitare la stima delle distanze queste cartine topografiche hanno un reticolato chilometrico sovrapposto alla grafica di mappa, sostanzialmente si tratta di una griglia realizzata con sottili linee ortogonali tra di loro, che individuano quadrati di 1 chilometro di lato.

Queste carte vengono periodicamente aggiornate e possono essere acquistate presso l'IGM (o da altri rivenditori). Cartine delle serie più vecchie possono essere anche trovate in rete (e vanno benissimo) ricordando che per rintracciare la tavoletta che ci serve dobbiamo prima individuarla correttamente in mezzo alle altre.

Si tratta di un'operazione relativamente semplice e che omettiamo, lasciando che ciascuno la apprenda consultando le centinaia di siti internet che trattano l'argomento.

Le carte IGM sono le più utilizzate e nascono per elaborazione grafica di fotografie aeree quindi sono ricche di particolari utili all'escursionista quali la viabilità, gli insediamenti antropici, le reti tecnologiche, la vegetazione, l'idrografia e l'orografia.

 

Le curve di livello

L'orografia, ovvero la rappresentazione delle variazioni di quota del suolo sul livello del mare (pianure, colline, montagne) è molto utile perchè ci offre immediatamente l'idea di quali siano le caratteristiche fisiche della nostra zona. Alla base di queste informazioni di carattere morfologico ci sono le cosiddette “curve di livello” ovvero delle particolari linee ad andamento irregolare e prevalentemente curvilineo, che sono costituite da punti che si trovano tutti alla stessa quota; da qui la loro definizione.

Le curve di livello sono poste ad intervalli regolari, ovvero le quote a cui si riferiscono sono multipli di 25 mt. (quelle tratteggiate hanno multipli di 5 mt.), partendo da quota zero proseguono con la quota 25, poi la quota 50, 75, 100 e così via.

Queste linee sono normalmente molto sottili per evitare di interferire eccessivamente col resto della rappresentazione grafica, tuttavia ogni linea a quota multipla di 100 mt. è più marcata e questo rappresenta una indicazione utile per una lettura veloce dell'andamento orografico del terreno.

Individuare sulla carta la quota delle curve di livello è facile perchè le tavolette sono ricche di punti cartografici caratteristici (cime di montagne, affioramenti rocciosi, fabbricati ecc.) di cui viene indicata la quota.

Confrontando questo dato e quello di altri punti vicini alla nostra curva di livello, siamo in grado di determinare la quota che ci interessa e le quote con la progressione delle altre curve. (inserire le due immagini su curve di livello)

 

L'orientamento delle carte

Per orientamento della carta si intende il corretto posizionamento della tavoletta rispetto ai punti cardinali e alla zona in cui ci si trova.

Il presupposto importante è sapere che tutte le carte vengono riprodotte col nord rivolto alla parte alta del foglio, il sud rivolto alla parte bassa, l'est alla parte destra e l'ovest alla parte sinistra.

Se partiamo da questo dato fondamentale ai fini dell'orientamento, possiamo facilmente orientare la carta topografica in modo che i punti cardinali su carta corrispondano a quelli reali.

Per fare questo ci serviamo della bussola che come sappiamo indica sempre il nord magnetico. Immaginiamo di poggiare su un piano la nostra bussola e la nostra carta: avremo orientata la carta quando, ruotandola, la direzione del suo nord/sud, questo coinciderà con l'allineamento nord/sud indicato dalla bussola (dobbiamo stimarlo ad occhio).

In questo modo avremo la certezza che le direzioni che noi leggiamo sulla carta (ovvero gli angoli rispetto al nord) corrisponderannno esattamente alle direzioni che osserviamo nello spazio in cui ci troviamo.

Orientando correttamente una carta, avendo una buona visibilità della zona e con un minimo di conoscenza del territorio è possibile, utilizzando una semplice bussola cartografica, determinare esattamente la nostra posizione su carta, quindi se occorre, risalire alle coordinate che ci interessano.

Di questo metodo molto semplice quanto efficace, parleremo in un prossimo articolo.

 

Il reticolato chilometrico

Il reticolato chilometrico rappresenta sicuramente l'elemento centrale ai fini dell'individuazione della posizione di un dato punto e quindi riferirsi a questa maglia diventa indispensabile nelle fasi di orientamento.

Abbiamo detto che il reticolato chilometrico individua una maglia di forma quadrata con lato di 1 km ed è formata da linee verticali ed orizzontali parallele fra loro.

Le linee orizzontali servono ad individuare la latitudine (coordinata nord) e quelle verticali ad individuare la longitudine (coordinata est).

Il concetto di coordinata a molti è noto, tuttavia lo riprenderemo nel prossimo articolo perchè è grazie alle coordinate dei punti, ovvero i dati chilometrici di latitudine e longitudine, che è possibile individuare in maniera univoca la posizione di qualsiasi punto della superficie terrestre.

Il reticolato chilometrico, in corrispondenza dei margini delle tavolette IGM, è numerato, il che consente di risalire, con semplici calcoli, alle coordinate che desideriamo conoscere.

 

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