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Barbara Trudu, ragazza decimese di 21 anni, dopo aver studiato per un anno nella Facoltà di Giurisprudenza a Cagliari ha deciso di trasferirsi a Bologna, per cercare di raggiungere i suoi sogni: diventare un magistrato!

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di ALESSIO CARIA

 

Come mai hai deciso di studiare fuori dalla Sardegna?

“Prima di rispondere a questa domanda vorrei partire da una premessa per farti capire meglio le ragioni che mi hanno portato alla scelta di divenire una studentessa fuori sede. Io ho sempre sognato, fin da piccola, di intraprendere la carriera forense, però in realtà non sapevo bene quale strada e quale carriera poi avrei intrapreso.

Solo con il tempo e grazie anche agli studi del liceo ho capito che in realtà la mia volontà non era solo quella di intraprendere una semplice carriera forense, bensì, avrei voluto intraprendere la carriera della magistratura.

Perchè? (ti chiederai) Perchè al giorno d'oggi credo che l'Italia sia ancora un paese che debba crescere molto ed è proprio nei momenti di crisi che dimostra ciò: guarda ad esempio come vi siano ancora delle disparità di trattamento tra uomini e donne, tra cittadini italiani e stranieri, tra ricchi e poveri.

Ecco, io credo che oltre che con la cultura l'Italia possa essere aiutata mediante il potere giurisprudenziale, il quale è il primo potere tra tutti che abbatte ogni barriera ed ogni ostacolo che la società organizzata per natura possiede.

Infatti il potere e le funzioni giurisprudenziali permettono di rendere gli individui eguali dinanzi alla legge e, grazie anche ai principi sanciti dalla Costituzione italiana, come quello relativo all'uguaglianza formale e sostanziale trattato dall’art 3 cost., alla legge viene attribuito il compito di rimuovere le differenze tra gli individui.

La legge infatti è uguale per tutti (cittadini stranieri, bianchi, neri, ricchi, poveri, ecc).. Quindi in base a ciò ti dico che l'unica facoltà che mi può permettere di raggiungere questi obiettivi è la facoltà di giurisprudenza.

Parlaci del momento della scelta scelta.

"Ho scelto di studiare da fuori sede e non a Cagliari, in Sardegna, perchè io cercavo una facoltà che potesse permettermi di avere un'istruzione di eccellenza, preparandomi, al contempo, al meglio per affrontare il concorso pubblico che successivamente mi permetterà di accedere alla carriera forense.

E questo Cagliari, non era in grado di fornirmelo. Ho iniziato ad analizzare i piani di studi delle più importanti facoltà italiane nel campo giuridico e la mia attenzione si è soffermata sopratutto sull'università “Alma Mater Studiorum”di Bologna.

Cosa ti ha colpito maggiormente del piano di studi dell’Alma Mater Studiorum e quali sono le differenze che essa presenta in relazione al sistema universitario sardo?

“Il piano di studi di Bologna è a misura di studente.

Oltre alle materie fondamentali che la giurisprudenza ha sempre previsto, si concede allo studente di integrare annualmente 2 o 3 esami (dipende dall'anno) a scelta, i quali permettono ad ognuno di esprimere la propria personalità e dare il meglio di sé.

Inoltre si permette allo studente di compilare il proprio piano di studi in base alle proprie aspirazioni future.

Infatti, in base alla carriera che successivamente si dovrà affrontare (quindi anche in vista degli stessi concorsi), gli studenti stilano i piani di studi sulla base delle proprie passioni e intenzioni future.

Ti faccio un esempio: al quinto anno si è lasciata carta bianca allo studente in quanto si devono scegliere 4 esami che si addicono meglio al percorso di studio.

Io volevo intraprendere la carriera di magistrato ed ho scelto “criminologia”, “mafia” e antimafia", “diritto dell'esecuzione penale” e “logica e argomentazione giuridica”.

Ma la cosa più importante che, secondo la mia opinione, rende il programma di Bologna differente da qualsiasi altro piano di studi italiano, è che viene strutturato in maniera tale da permettere allo studente di sviluppare a pieno le proprie capacità e la propria personalità. Io purtroppo non ho potuto fare il primo anno a Bologna per motivi personali e mi sono trasferita qui al secondo anno.

Il primo l'ho svolto a Cagliari e oggi ti posso dire che essere venuta a Bologna è stata la scelta migliore che potessi fare.

Prima di tutto perchè fin da subito ho notato che nel programma di studi di Cagliari gli esami sono posti alla rinfusa negli anni, senza alcun criterio e sopratutto senza dare allo studente la possibilità di scelta perchè tutti gli esami che a Cagliari vengono denominati sotto la voce di "esami facoltativi" in realtà sono tutti stati resi obbligatori.

La cosa che mi ha sconvolto di più l'anno scorso a Cagliari è il fatto che dal programma di studi sono stati rimossi degli esami assai importanti, in quanto sono vitali e fondamentali per la formazioni di un giurista, per essere sostituiti con dei percorsi storici.

Quindi, in realtà, diciamo che il piano di studi di Cagliari può essere definito come un programma in cui lo studente non ha voce in capitol?

"Sì è così. Infatti, già da questo non mi piaceva molto. Vi è anche un’altra differenza tra Cagliari e Bologna: a Bologna ti danno la possibilità di toccare con mano e sperimentare a livello base la carriera forense.

Durante i cicli di lezioni, per alcune materie, vengono svolti dei processi simulati.

Il processo funziona in questo modo: alcuni studenti svolgono il ruolo di avvocati, altri il ruolo di magistrati; il professore assegna il caso e sta agli studenti risolverlo in base al ruolo che hanno e alle conoscenze e alle nozioni studiate per quella determinata materia e branca del diritto.

Alcuni professori (solitamente quelli che oltre alla carriera universitaria svolgono anche una professione forense), sempre durante il ciclo delle lezioni, portano gli studenti ad assistere a dei veri e propri processi per capire come realmente vengano svolte le attività giurisprudenziali.

A differenza di Cagliari, dove il piano di studi si basa solo sulla teoria, Bologna unisce teoria alla pratica, permettendo allo studente di cimentarsi pian piano nella professione che desidererà svolgere".

Rifaresti questa scelta?

"Rifarei la scelta di venire qui a Bologna altre 100 volte anche perchè anche all'interno della facoltà vi sono professori illustri, di eccellenza e veramente preparati: posso dirti che quest'anno il mio professore di diritto del lavoro (prof. Focareta) è stato l'avvocato della CGIL durante la causa FiOM-FIAT. E in questa causa è grazie alla sua preparazione professionale che il giudice ha concesso di modificare, attraverso una sentenza additiva manipolativa, l'art 19 dello statuto dei lavoratori. Oltre a lui il 95% dei professori hanno veramente una conoscenza del diritto incredibile e dei curriculum pazzeschi.

Avendo una così alta preparazione pretendono tantissimo dagli studenti, ma nonostante questo ti forniscono un'istruzione d’eccellenza. La facoltà inoltre è bellissima, è costruita dentro i palazzi del '600 e del '700 ed è bellissimo studiare e seguire dentro le aule mentre non solo ascolti la lezione ma nel frattempo ammiri l'architettura che pittori e architetti hanno lasciato noi a disposizione.”

Consiglieresti la tua esperienza ad altri ragazzi? Ti sta "arricchendo" e se si, in che modo?

“Si, consiglierei vivamente a tutti questa esperienza. Non solo perchè l'università Alma Mater è una delle facoltà migliori in tutta Italia ma perchè essere una studentessa fuori sede ti fa conoscere una nuova città, ti dà la possibilità di stringere nuove amicizie e conoscere nuove persone.

Riesci anche a capire a pieno queste ultime in quanto comprendi quanto abbiano da raccontarti e hai l’opportunità di imparare e conoscere nuovi usi, costumi, dialetti e modi di pensare.

Inoltre Bologna è una città dai mille colori e dalle tante esperienze ed opportunità.

È molto accogliente e fin dal primo momento ti fa sentire a casa".

Ti mancano i tuoi genitori, i tuoi amci decimesi, la tua casa?

 

"Per quanto riguarda l'aspetto della crescita individuale, credo che vivere soli in un'altra città sia un modo per responsabilizzarsi maggiormente e divenire sempre più indipendenti.

Io, da quando sono qui, ho cercato anche un lavoretto che non mi sottraesse tempo dallo studio e che al contempo mi permettesse di essere indipendente, senza così incidere troppo sui miei genitori, che ringrazio infinitamente per avermi permesso di costruirmi un futuro migliore.

Per quanto riguarda l’aspetto di figlia, da quando sono qui mi mancano tantissimo, ma ti dico che la nostalgia ha permesso di rafforzare il mio carattere e di apprezzare maggiormente tutto quello che loro ogni giorno mi offrono e mi concedono con tanto amore.

I gesti che i genitori compiono solitamente per i figli, da una semplice telefonata ad una lettera ad un semplice chiedere "come stai?", non riusciamo ad apprezzarli appieno, noi figli, quando viviamo con loro.

Ma nel momento in cui ti allontani e sei via per settimane o mesi impari di più ad apprezzare e vivere ogni momento.

Ogni tanto ho nostalgia della mia famiglia, della mia casa e della mia Terra, Sardegna amata, ma so che non tornerei mai indietro rispetto a questa scelta che ho intrapreso, perchè sono consapevole del fatto che qui a Bologna ho a disposizione tutti i mezzi necessari per maturare sia a livello individuale che professionale.

Solo così potrò raggiungere i miei obiettivi e, soprattutto, divenire un buon magistrato. Mi sta arricchendo veramente tantissimo questa esperienza.

È unica, da vivere a pieno.”

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