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La violenza di genere: un problema culturale: una mostra sul tema alla Mediateca del Mediterraneo

posto occupato
mostra
relatrici

 

di CARMEN CORDA

 

Venerdì 12 maggio, nel pomeriggio, nello spazio eventi della Mediateca del Mediterraneo di Cagliari, si è tenuto un seminario dal titolo “La violenza di genere: un problema culturale”.

L’incontro, che si inserisce nell’ambito del ciclo “Genere: Storia, Cultura, Politica, Istituzioni” – intitolato alla memoria della professoressa Maria Antonella Cocchiara – ha visto la partecipazione di studenti e docenti che si sono mostrati particolarmente sensibili e attenti rispetto a «un problema che non è un’emergenza, come spesso si dice, ma è un fatto strutturale».

A sottolinearlo è Maria Andaloro, ideatrice della campagna “Posto Occupato”, che nasce nel 2013 al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza di genere.

Posto occupato è un nome e un gesto fortemente simbolico ed evocativo: «è un posto sul tram, a scuola o a teatro, un posto occupato da una donna prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto, decidesse di porre fine alla sua vita».

Sono 1.700 le donne uccise in Italia negli ultimi dieci anni, un dato allarmante che richiede una riflessione e un serio approfondimento.

Come lo si combatte?

"Per combattere questo problema sociale – spiega la professoressa Silvia Benussi – è necessario lavorare sull’empatia, sull’identificazione".

In questa direzione risulta fondamentale il ruolo della scuola e della famiglia, le due principali agenzie educative di una società.

Il seminario è stato inoltre il momento inaugurale della mostra “Violate”, che la MEM ospiterà fino al 27 maggio: dieci illustrazioni stampate su tela, donate da Lelio Bonaccorso alla campagna “Posto Occupato”.

Immagini forti quanto tristi, che evocano quella solitudine profonda che Maria Andaloro indica come una delle principali cause dei fatti di cronaca che riempiono i nostri giornali.

È severo il suo giudizio sui mass media che si rivelano sempre più spesso inadeguati: «lo aveva denunciato, ma è morta lo stesso».

Questo messaggio, che semplifica un tema molto complesso, scoraggia le vittime e, al tempo stesso, delegittima le istituzioni e le autorità competenti.

Denunciare quindi, denunciare sempre: questo è il messaggio corretto che deve passare.

Mai soccombere alla violenza in casa, sul posto di lavoro, per strada.

Occupiamoci di violenza ogni giorno e cerchiamo di avere, tutti, un occhio e un orecchio più attento verso quella donna che potrebbe essere nostra sorella, la nostra vicina di casa, una nostra amica.

Quella che potrebbe essere una di voi, oppure voi, oppure io.

Occupiamoci di violenza ogni giorno perché è un nostro preciso dovere, una responsabilità sociale alla quale non dobbiamo e non possiamo sottrarci.

 

16.05.2017

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