| Archivio | Sponsor | Scrivici posta@vulcanonews.it |
Periodico di Decimomannu Assemini Decimoputzu Uta Villasor Villaspeciosa
In un mondo dove gli allevamenti degli animali sono visti solo in funzione della produzione della carne ai fini dell'alimentazione umana, ci sono persone che allevano gli animali solo per amore di questi ultimi.
Una di queste è il trentottenne Antonio Luigi Suella di Uta, per gli amici Gigi.
In un piccolo appezzamento di terreno situato a nelle campagne di Uta in località Giba Manna, Gigi è riuscito a mettere su una fattoria di 15 asinelli sardi - 13 femmine, di cui 7 gravide, e 2 maschi.
Ha iniziato nel 1998 quasi per caso, salvando dalla macellazione una puledrina di asino sardo di pochi mesi che, prendendola in braccio e adagiandola nel bagagliaio della sua automobile, portò nel suo piccolo terreno di 500 mq dove prima c'era una vecchia porcilaia.
A Bamby, questo è stato il nome della capostipite del suo allevamento, si è poi aggiunto un maschio: dalla coppia è nata buona parte degli attuali asinelli.
Anche se i locali a disposizione erano sufficienti per lo stazionamento e il pernottamento, il pascolo diventava sempre più un problema in quanto portare tanti asinelli all'aperto e lontano significava creare problemi di sicurezza non indifferenti, perciò dall'estate scorsa tra terreni affittati e in prestito è riuscito a mettere a disposizione dei suoi animali circa 10.000 mq.
Oltre ai suoi 15 asinelli sardi, si sono aggiunti in qualità di ospiti quattro cavalli e un pony di proprietà di un suo amico.
Inoltre, a dimostrazione della passione che nutre per gli animali, Gigi ha dato una casa anche a sette cani trovatelli e, se aggiungiamo anche le galline e altri pennuti vari, Gigi, affiancato dalla sua ragazza Alessandra, è riuscito a mettere su una sorta piccola arca di Noè.
Certo, bisogna avere tanta passione e amore verso gli animali, perché mantenere tutti questi animali è costoso e dispendioso in termini sia di denaro che di tempo da dedicargli, ci fanno sapere Gigi e Alessandra, i quali ci tengono a farci sapere anche che tutti gli animali che accudiscono sono seguiti costantemente da un veterinario il quale li vaccina e li cura all'occorrenza.
I nostri allevatori sarebbero felici di accogliere scolaresche, gruppi di amici e/o famiglie con bambini di ogni età al fine di fargli conoscere e amare gli asinelli sardi, i quali ben si prestano ad essere affettuosi e donare amicizia.
Inoltre Gigi e Alessandra si propongono con i loro asinelli di effettuare l'onoterapia (il corrispondente dell'ippoterapia con i cavalli) per tutte quelle persone che avessero necessità o il piacere di farlo. L’asino si presta, infatti, con le sue dimensioni, ad essere un animale empatico, affettuoso, coccolone, ama essere notato e, a differenza del cavallo, non tende alla fuga ma a “stare”, la sua presenza non soltanto non produce inquietudine, ma anzi induce tranquillità e consente il sorriso.
Con il suo corpo induce al piacere della comunicazione emotiva che nel paziente è in qualche modo compromessa e che il lavoro con l’asino rimette in moto.
La scheda:
L'asino sardo è un animali vivace, rustico e frugale; è caratterizzato da un mantello sorcino più chiaro sull'addome e sul muso.
La riga mulina crociata è presente. Possono essere presenti zebrature alla spalla ed agli arti e ventre di biscia. Le orecchie mostrano un bordo scuro.
Testa quadrangolare a profilo rettilineo, collo corto, spalla dritta e corta, garrese poco pronunciato.
Il dorso è leggermente disteso, lievemente depresso, lombi forti e ben attaccati, groppa corta e lievemente inclinata, petto sufficientemente largo e torace stretto e basso.
Arti robusti, articolazioni spesse e larghe, appiombi regolari e piede piccolo e duro. Andature corte, poco elastiche, ma sicure.
È un asino piccolo con altezza al garrese di circa 80-100 cm. Il peso è inferiore al quintale. Un tempo l'asino sardo era diffuso in tutta l'isola, adibito alla macina dei cereali, al trasporto dell'acqua, della legna e anche ai lavori di aratura.
La presenza dell'asino nell'isola è attestata da alcuni autori fin dal neolitico, da altri correlata all'importazione Fenicia, mentre da altri ancora la provenienza è attribuita dalla Nubia, culla degli asini africani. L'introduzione nell'isola è comunque molto antica, ma furono certamente i Sardo-Punici ad incrementarne l'allevamento con finalità agricole e di trasporto.
Molto considerato nella penisola ed all'estero, questo asinello mite e forte era parte viva dell'esistenza d'ogni giorno perché trasportava acqua e merci dalla campagna ai paesi, tirava i carretti ed era utilizzato in tutte le lavorazioni agricole.
I giudici della Suprema Corte: «Dall'ex premier accuse infamanti nei confronti dei magistrati milanesi»
Minacce al procuratore aggiunto di Milano: un «crescendo» di lettere anonime nelle ultime settimane