Ricominciare da Gramsci, ostinatamente

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11.10 - ultime . convegno gramsci
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“Odio gli indifferenti!, diceva; forse per questo gli indifferenti lo ignorano come, del resto, tante altre cose?” • di GIANNI RALLO

 

Come avevamo annunciato da queste pagine, sabato 11 ottobre ha avuto luogo il convegno-dibattito sulla figura di Antonio Gramsci.

I relatori - il prof. Eugenio Orrù, presidente dell’Istituto Gramsci Sardegna e il dott. Giancarlo Ghirra, consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti della Sardegna – hanno evidenziato alcuni tratti significativi della figura e del pensiero di Gramsci, dando poi vita ad un dibattito acceso e, a tratti, accesissimo.

Segno che le questioni da discutere ci sono, la voglia di farlo anche, le conoscenze necessarie, forse, non sempre. Ma è proprio per questo scopo che altri incontri, a partire da questo, avranno luogo: illustrare, cioè, gli elementi di base delle questioni – locali e nazionali - importanti in modo da dare spessore al dibattito e alla riflessione e poi, si spera, all’azione, direzione nella quale lo stesso Gramsci si è eroicamente mosso, e proprio dal suo pensiero, riteniamo, è necessario ripartire. Durante il dibattito, è parso particolarmente urgente portare alla coscienza di tutti che occorre distinguere gli aspetti generali di ogni problema da quelli puramente occasionale e periferici: perdendo di vista il tutto, insomma, si perde di vista anche la parte e il discorso rischia di farsi sterile. La tecnica di certi squallidi dibattiti televisivi è proprio questa: confondere i due piani per annullare ogni possibilità di discussione.

Nel caso dell’evento di sabato 11 ottobre possiamo col senno di poi dire - come semplice osservazione e promessa di maggiore attenzione - che è in qualche modo mancata la parte puramente didattica, per cui sono state date per scontate conoscenze che non necessariamente dovevano essere possedute da tutti i partecipanti.

A questo rimedieremo con un apposito articolo sul grande pensatore che comparirà sul prossimo numero del nostro giornale.

Rimane la soddisfazione del sodalizio Arci-Vulcano-Compagnia(In)Stabile per la presenza al convegno di alcuni importanti rappresentanti della politica sarda e locale, che hanno dato un intelligente contributo di rilievo alla discussione, cosi come hanno fatto, anche nell’impeto critico, alcuni altri intervenuti.

Se riusciremo pian piano a creare un gruppo di discussione e di studio che possa fare da traino per una rinascita culturale – cioè autenticamente politica - della nostra comunità (e non solo di quella locale) avremo fatto tutto quanto era in nostro potere, il resto spetterà alla volontà dei cittadini e al senso di responsabilità di coloro che sono chiamati a governarli.


(Vulcano n° 81)

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