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Periodico di Decimomannu Assemini Decimoputzu Uta Villasor Villaspeciosa
Il grande mare del complesso serricolo fotovoltaico, che si sta costruendo a Villasor in zona su Scioffu, toglie quasi il fiato quando appare all’improvviso da dietro gli ulivi.
Ecco perchè Villasor, comunità a economia prevalentemente agricola, si trova spiazzata da un complesso che in una sola volta occupa 28 ettari di terreno.
Il Comune per ora non ha ancora deciso di rendere completamente noto cosa in effetti stia succedendo.
Il sindaco, Walter Marongiu, dice che “presto ci sarà una conferenza con i cittadini per spiegare quanto sta avvenendo. Finora ciò non si è potuto fare anche perché chi sta realizzando l’investimento non era sicuro di poter costruire l’intero impianto. Pertanto, per maggiori ragguagli, attendiamo la futura e imminente conferenza degli stessi investitori che illustreranno e forniranno tutti i chiarimenti richiesti dalla popolazione”.
Un impianto che dovrà produrre 115Mkv, ossia il più grande d’Europa, che è in fase di costruzione per mano della S.P.A. TWELVE ENERGY, costituita con capitali bancari e di un imprenditore indiano.
Per ora le uniche certezze sono queste: la progettazione e la responsabilità di cantiere, a quanto risulta dal cartello esposto all’entrata del sito, è stata affidata all’ingegnere Maurizio Loddo e al geometra Jaime Vecelio, mentre l’esecuzione dei lavori sarà a cura dalla Global Energy Service Italia SPA. Una società spagnola, avente sede anche in Italia e specializzata nel montaggio di questo genere d’impianti, che si avvale di personale altamente qualificato proveniente dalla stessa Spagna, Portogallo e dalla regione Puglia.
“Non ci siamo potuti opporre – spiega ancora il sindaco Marongiu - alle loro scelte nelle maestranze. Non esistono in Sardegna, e tantomeno a Villasor, imprese o aziende competitive nel settore. L’unica cosa che si è potuto fare, pur non avendone la competenza e neanche il potere, è stato di chiedere alla Twelve che fossero impegnate a lavorare anche le imprese di Villasor; per cui, anche se per pochi mesi, si è riuscito ad occupare, almeno nella fase di costruzione dell’impianto, una cinquantina di persone. Poi quando l’impianto andrà a regime saranno circa otto le cooperative impegnate che, per una serie di questioni difficili da spiegare, erano inizialmente tre di Villacidro e una di Decimoputzu. Poi visto che l’impianto è stato ulteriormente ampliato, stiamo cercando, attraverso un accordo, di inserire anche alcune cooperative agricole di Villasor. Altra nota positiva è che per il Comune vi sarà un ritorno economico: circa 40 mila euro l’anno; una bazzecola dirà qualcuno, ma che di questi tempi, dopo i tagli che vedranno i Comuni incapaci di poter mantenere anche i servizi più essenziali, non sono da buttare. Sia chiaro che queste somme non arriveranno al nostro ente come un favore fatto dall’azienda alla nostra comunità, fatto questo che costituirebbe un reato, ma saranno semplicemente il pagamento di imposte dovute dall’azienda al nostro Comune quale realtà produttiva operante nel nostro territorio ”.
Ma la comunità chiede come mai a Villasor, altri due impianti dello stesso tipo risultano attualmente abbandonati, uno in zona Santa Lucia e l’altro in zona Crapai, e di cui si è completamente ignari su chi li abbia costruiti e chi ne siano i proprietari.
C'è anche un altro problema: le aliquote da applicare sulle seconde case visto che molti Comuni ancora non le hanno comunicate
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