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Attività all'aria aperta ed escursionismo: uso delle coordinate (2)

coordinate punto
reticolato chilometrico su carta igm
carta igm e coordinatometro

 

di ALBERTO NIOI

 

Nel precedente articolo abbiamo accennato alle carte normalmente utilizzate per uso escursionistico, ovvero le carte prodotto dall'Istituto Geografico Militare, a come orientarle rispetto ai punti cardinali e ad interpetarne l'orografia con la lettura delle curve di livello.

Infine abbiamo fatto un breve cenno al reticolato chilometrico presente nelle carte, argomento che qui approfondiamo introducendo il concetto di “coordinata”.

Sono proprio i dati legati alle coordinate a costituire l'elemento chiave utile alla localizzazione di un punto nel territorio quindi si capisce subito che imparare a rilevarle in una carta topografica è fondamentale ai fini del nostro orientamento.

Le coordinate Trattando di cartografia ad uso escursionistico e di nozioni legate all'orientamento ci limiteremo a parlare di sole coordinate chilometriche ma dobbiamo sapere che esistono anche le coordinate angolari.

Queste svolgono la medesima funzione di quelle chilometriche ma nel nostro caso si rivelano poco pratiche perchè sono altri i loro campi di impiego. Le coordinate chilometriche sono delle misure, dei dati numerici che rappresentano le distanze esistenti tra punti da noi scelti ed altri punti che costituiscono il riferimento.

Facciamo un esempio per capirci: due atleti A e B che partecipano ad una gara di corsa, in un certo istante si trovano a distanze differenti rispetto al punto di partenza.

Ammettiamo che l'atleta A si trovi a 450 metri dalla partenza e l'altleta B invece a 600 metri. Possiamo assimilare 450 e 600 al valore di due coordinate misurato dalla linea di partenza.

Senza il riferimento della linea di partenza sarebbe impossibile stabilire dove si trovi ciascun atleta.

Lo stesso principio è applicato alle coordinate che caratterizzano il reticolato chilometrico delle carte IGM (vedi articolo “Attività all'aria aperta ed escursionismo: localizzare la nostra posizione (1)”) ovvero ciascuna delle linee verticali ed orizzontali che rappresentano rispettivamente longitudine e latitudine (semplificando molto possiamo assimilare le linee verticali ai meridiani e quelle orizzontali ai paralleli terrestri) si trova ad una distanza prestabilita rispetto ad una linea omologa di riferimento, quindi ognuna si trova in posizione ordinata nel sistema di rappresentazione.

Il valore di tale distanza è leggibile sul bordo della carta.

A differenza dell'esempio citato in precedenza però, le coordinate cartografiche devono ovviamente essere due, come nel gioco della battaglia navale per capirci, ed il loro incrocio individua il punto cercato.

Ogni punto sulla carta è individuato da una coordinata EST, la longitudine, che misura i chilometri secondo una progressione che procede da ovest verso est (da sinistra verso destra guardando la carta) ed una coordinata NORD, la latidudine, che misura i chilometri secondo una progressione che procede da sud verso nord (dal basso verso l'alto guardando la carta).

E' assolutamente importante ricordarsi che per convenzione l'ordine cronologico nella lettura e nella scrittura delle due coordinate è prestabilito, non va invertito, ovvero prima si scrive la longitudine (est) poi si scrive la latidudine (nord).

Se si condividono le coordinate della nostra posizione con altre persone, però invertendo il loro ordine, ovvero prima la NORD poi la EST, si commette un grave errore e possiamo stare certi che non saremo mai individuati e raggiunti.

Posto che il reticolato chilometrico indica distanze in chilometri (ogni quadrato ha il lato di un chilometro) quasi sempre sarà necessario misurare con più accuratezza e direttamente dalla carta le nostre coordinate.

Per fare questo è necessario ricordarsi che nelle scale al 25000 dell'IGM (quelle che solitamente usiamo) ogni millimetro equivale a 25 metri, ogni centrimetro a 250 metri.

Fatta questa premessa non ci resta che affinare la coordinata EST, e misurare la distanza tra il nostro punto e il meridiano posto alla sua sinistra: contiamo i centimemtri (se ce ne sono) e i milllimetri e li moltiplichiamo per il valore corrispondente in metri.

Questo dato va poi aggiunto al dato ufficiale del meridiano, la sua coordinata, che leggiamo in alto e in basso sul bordo della carta. Stessa cosa va fatta per la coordinata NORD: contiamo centimetri e/o millimetri di distanza tra il punto e il parallelo posto immediatamente sotto il punto stesso.

Trasformiamo la misura letta nella misura reale e poi la aggiungiamo alla coordinata del parallelo, rilevabile sul bordo destro e sinistro della carta.

Le misure sulla carta possono essere prese con un righello ma come abbiamo visto dobbiamo fare un po' di calcoli, oppure con uno strumento che si chiama coordinatometro che altro non è che una particolare squadra trasparente graduata nella scala opportuna che invece facilita di molto il lavoro.

Un buon compromesso è rappresentato dalla bussola cartografica di solito realizzate su lastre di plastica trasparente su cui sono tracciati righelli graduati utili proprio nella fase di rilevazione di misure in scala.

 

I Datum geodetici

Per semplicità di esposizione sino ad ora non si è fatto cenno al Datum geodetico utilizzato nelle reppresentazioni cartografiche e normalmente chi si limita ad utilizzare coordinate che legge su mappa IGM può anche ignorare cosa questo rappresenti.

Solo in caso di condivisione di coordinate è necessario verificare che il Datum delle carte che si scambiano i dati sia il medesimo. Se però ci spingiamo, come faremo in seguito, a parlare di strumenti elettronici per la determinazione della posizione geografica dei punti, i GPS appunto (Sistema di Posizionamento Globale) non possiamo evitare di farne cenno perchè con la diffusione di questi dispositivi è molto frequente lo scambio di dati (o l'introduzione in memoria).

E' quindi indispensabile individuare il Datum giusto perchè questo parametro è in grado di influenzare sensibilmente i dati delle coordinate.

Per chiarire il concetto di Datum prendiamo sempre l'esempio della gara di corsa e degli atleti A e B.

L'atleta A in un certo istante della gara abbiamo detto che si trovava a 450 metri dalla partenza e l'altleta B invece a 600 metri. Se immaginiamo che il percorso inizi sterrato e dopo 50 metri dalla partenza prosegua su strada asfaltata possiamo dire di avere introdotto un diverso riferimento.

L'alteta A in un dato istante avrà percorso 450 metri dalla partenza ma 400 metri dall'inizio del percorso asfaltato. L'alteta B 600 metri dalla partenza ma 550 dall'inizio del percorso asfaltato.

Il nuovo riferimento per le nostre misure porta ad individuare sempre gli stessi punti ma utilizzando un criterio di misurazione differente: con uno il riferimento era il punto di partenza, con l'altro è l'inizio della strada asfaltata.

Ecco, il Datum cartografico è un parametro che in seguito a complessi calcoli geodetici, stabilisce di variare l'origine delle misure che caratterizzano il reticolato chilometrico, il punto zero per intenderci, per cui uno stesso punto topografico avrà coordinate diverse se preso su carte con diverso Datum.

A riprova di ciò è possibile confrontare carte topografiche della stessa zona geografica in cui il reticolo chilometrico riporta valori differenti e punti omologhi hanno coordinate che non coincidono.

Il Datum geodetico della nostra carta è sempre riportato ai margini della stessa (i più diffusi sono “ED50” e “WGS84”, “Roma 1940” è in disuso) ed è fondamentale comunicarlo nel momento in cui si debba condividere i dati delle nostre coordinate con altri (lo scambio è valido solo su carte con medesimo Datum), ma quando utilizziamo il GPS dobbiamo ricordarci noi di impostare l'apparecchio sul Datum che desideriamo, in modo da operare con un sistema di coordinate definito.

In conclusione la domanda che dobbiamo sempre porci è: quale è il Datum di riferimento che io utilizzo nella mia carta o nel mio GPS?

E quale è il Datum delle coordinate che sto acquisendo?

Abbiamo visto che coordinate cartografiche espresse con Datum differenti non sono compatibili a meno che non si ricorra ad operazioni di conversione, eseguibili in automatico utilizzando la specifica funzione del GPS oppure mediante l'uso di software cartografici.

 

04.11.2017

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