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DAL NORD AFRICA AI BALCANI Lorenzo Manca, un giovane decimese racconta le sue esperienze all’estero

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di MARIOLINA RICCIARDI

 

Lorenzo, conoscendoti so che viaggiare e andare alla scoperta di nuove culture e paesi diversi è uno dei tuoi obiettivi ... Raccontaci un po’ di te.

"La mia prima esperienza all'estero e l'amore per i viaggi risalgono al 2012.

Durante quell' estate infatti, dopo aver conseguito la maturità presso il Liceo classico Dettori di Cagliari, decisi di fare un piccolo viaggio in Tunisia, un Paese che mi aveva sempre incuriosito fin da piccolo.

Tornai con il "mal d'Africa", che mi indusse l'anno dopo a tornare a Tunisi, unendo l'utile al dilettevole.

Per ben due anni (2013-2014) durante il mese di luglio ho frequentato dei corsi di lingua araba nella celebre Bourguiba School di Tunisi ottenendo le relative certificazioni di primo e secondo livello.

Sono molti gli studenti italiani, tra cui molti sardi che come me, ogni anno si recano a studiare lingua araba a Tunisi e, non manca chi ha deciso di trasferirsi lì per sempre.

Sia per la vicinanza geografica che culturale, in Tunisia i nostri connazionali sono numerosi.

A Tunisi, è soprattutto il quartiere de La Goulette ad ospitarli, esso è popolato soprattutto da siciliani, ma vi risiedono anche molti sardi.

La Sardegna e la Tunisia hanno davvero tanto in comune, sia dal punto di vista storico che linguistico.

Chi direbbe che nomi comuni di frutta e verdura come “piricoccu” e “perdingianu” derivino proprio dall'arabo?

E quanti sanno che l'attuale presidente della Repubblica tunisina, Beji Caid Essebsi, vanta origini sarde?

La Tunisia mi è rimasta nel cuore e ho lasciato laggiù tanti amici e bellissimi ricordi".

 

In seguito ti sei nuovamente spostato per motivi di studio. Dove sei stato?

"La seconda tappa del mio peregrinare è stata la Romania, un’esperienza indimenticabile durata sei mesi. Da febbraio a luglio 2016, con la borsa di studio Erasmus ho potuto studiare presso la facoltà di Lettere dell' UVT di Timişoara, conosciuta come la “piccola Vienna dell’Est”.

Una città elegante, ricca di giardini, ordinata e soprattutto vivace culturalmente.

A Timişoara ho avuto il piacere di collaborare agli incontri culturali dell'Istituto Dante Alighieri, dove la professoressa Viorica Bălteanu, italianista di estrema cultura e cavaliere della Repubblica Italiana per meriti culturali, palesando il suo grande amore per l’Italia e in special modo per la nostra Isola, ha organizzato numerose serate dedicate alla storia e alla letteratura sarda.

L'Istituto Dante Alighieri di Timişoara mi ha dato l'opportunità di celebrare in Romania autori come la Deledda ed Emilio Lussu.

A Timişoara ho avuto modo di studiare il romeno, ottenendo il certificato di livello B1 del quadro europeo per questa lingua che ha notevoli assonanze con quella sarda; anche nei costumi romeni, non può non saltare all’occhio la singolare somiglianza con il tradizionale abbigliamento del popolo sardo.

Amo la Romania, la sua cultura, la sua letteratura e conservo il ricordo delle lunghissime notti trascorse in treno, partendo da Timişoara la sera per raggiungere Bucarest all’alba.

Anche in Romania ho incontrato moltissimi italiani; a Timişoara ho conosciuto anche degli emigrati sardi, felici di vivere lì, dove hanno messo sù famiglia e lavorano.

Alcuni praticano l’allevamento del bestiame e in quei territori hanno impiantato delle grosse aziende zootecniche".

 

La tua tappa odierna è ancora la Penisola Balcanica. Ora, esattamente dove ti trovi?

"Attualmente sono in Albania, dove grazie a una borsa di studio sto svolgendo un tirocinio come docente di lingua italiana presso la Facoltà di lingue straniere dell’Università di Tirana.

Il cosiddetto Paese delle Aquile, l’Albania, essendo stato parte del Regno d’Italia per diversi anni, anche per via della sua vicinanza geografica, è talmente simile al nostro Bel Paese che a volte mi sembra di stare a casa.

La storia dell’Albania e della Sardegna sono fortemente intrecciate e c’è chi, in questi ultimi anni, ha avanzato l’ipotesi che nell’antichità vi sia stata una stretta correlazione tra la civiltà sarda e quella illirica.

Il prof. Alberto Areddu, nel suo interessante libro “ Le Origini Albanesi della Civiltà in Sardegna”, conformandosi ad alcune analogie lessicali e toponomastiche presenti nelle regioni più conservative dell’isola (Barbagia e Ogliastra), sostiene che esse potrebbero tuttora trovare concordanze formali e semantiche nelle seppur minime testimonianze della lingua illirica che ancora sopravvivono nella lingua albanese.

E qui, aldilà di queste tracce lessicali, a proposito di legami tra la Sardegna e l’Albania non posso non ricordare, la figura del grande politico e pensatore Antonio Gramsci, per parte di padre di origine albanese.

Voglio concludere questa mia chiacchierata dicendo che nello scorso mese di maggio a Tirana è stata presentata l’antologia poetica bilingue francese-italiano “Entre ciel et terre, l’olivier en vers / Tra cielo e terra, l’ulivo in versi” a cura di G. Dotoli, E. Medina Arjona, M. Selvaggio, alla cui stesura ho preso parte traducendo alcune poesie dal francese, dall'albanese e dallo spagnolo in lingua italiana.

In quell’occasione ho avuto il piacere di incontrare il grande poeta albanese Xhevahir Cirongu e di godere della sua compagnia unendomi ai suoi versi e alla magia dell'olivo, simbolo del nostro comune Mar Mediterraneo".

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