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UTA. Daniela Corda: “I giovani italiani scappano all'estero perchè quì per non c'è futuro!”

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DA VULCANO N. 92 in distribuzione

 

Continua inarrestabile il flusso degli Italiani che si trasferiscono all'estero alla ricerca di miglior fortuna e di un lavoro che qui da noi è diventato un autentico miraggio.

Solo lo scorso anno 90.000 italiani, tra cui ben 7.000 sardi, hanno preparato le valigie e acquistato un biglietto per scappare, letteralmente, dall'Italia: mete preferite Germania, Regno Unito e Svizzera.

E non è un problema di età o di titolo di studio, partono tutti: non solo ragazzi appena diplomati o laureati, ma anche intere famiglie con in testa il capofamiglia, età media 45 anni, che ha appena perso il posto di lavoro e qui non garantisce più una vita decorosa e dignitosa ai propri cari.

Come si diceva, anche molti giovani sardi fuggono alla ricerca di un futuro migliore e dignitoso.

È il caso di Daniela Corda, ragazza di Uta di 32 anni, che da due anni si è trasferita a Birmingham, seconda città per abitanti del Regno Unito, dove ha trovato un lavoro presso una ditta di prodotti per l'informatica.

Daniela come potrete appurare dall'intervista è una ragazza piena di iniziative, quand'era in Sardegna non stava con le mani in mano: studiava e lavorava.

Inoltre è appassionata di Economia e fa parte di un'associazione che tratta questo argomento, a tal proposito vi rimando alla visione di un mediometraggio che ha realizzato e che spiega le ragioni della crisi economica: il video è disponibile su You Tube con il titolo “Crisi e cra(s)i integrale?

Nel mese di maggio Daniela è rientrata in Sardegna e noi ne approfittiamo per fare due chiacchiere e raccontare la sua esperienza all'estero.

Ciao Daniela, perchè ti sei trasferita in Inghilterra?

“Perchè per noi giovani qui non c'è futuro. Le opportunità sono poche e gli stipendi da fame: se non cambia qualcosa questa diventerà una nazione per vecchi, perchè i giovani continueranno ad andare via in massa”.

Pensi che un giorno si possa porre rimedio all'annoso problema della disoccupazione in Italia?

La disoccupazione è legata alla spesa in deficit dello Stato; più lo Stato riduce la spesa in deficit più aumenta la disoccupazione che non è un fenomeno naturale, ma una precisa scelta politica”.

Chi ci guadagna?

“I mercati finanziari che speculano sui titoli di Stato e le multinazionali che, piano piano, si appropriano delle nostre aziende e cercano manodopera sottopagata”.

Prima di partire per l'Inghilterra, qui in Sardegna, oltre a studiare, lavoravi?

Sì, ho fatto una miriade di lavori: ho fatto per 5 anni la badante, ho fatto la cameriera, ho fatto le pulizie presso abitazioni private e ho lavorato in un call center”.

Quindi sei una persona che avendo lavorato in Italia e adesso all'estero puoi fare delle comparazioni sul mondo del lavoro...

“Sicuramente, lì vi sono molte più opportunità di lavoro, più garanzie sul lavoro e stipendi migliori”.

Perchè questa differenza tra l'Italia e i Paesi del nord-Europa?

Perchè quando nel 2008 è iniziata la famosa crisi finanziaria il Governo Britannico ha deciso di fare il 10 % di spesa in deficit, mentre l'Italia, per via del trattato di Maastricht, non poteva spendere più del 3% e tutt'ora la spesa del Governo inglese risulta essere più alta rispetto a quella che può fare il Governo italiano. Certo loro sono avvantaggiati dal fatto che, non avendo aderito all'euro e avendo conservato la propria moneta, la sterlina, non sono ricattabili dai mercati finanziari e hanno potuto mantenere le proprie regole e la propria indipendenza finanziaria”.

Parliamo ora della tua esperienza in Inghilterra: sei partita all'estero con in tasca già un contratto di lavoro?

“No, non avevo proprio un contratto. Non avendo contatti con nessuno sono partita come ragazza alla pari presso una famiglia....

 

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