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DA UTA AD AMATRICE L’impegno silenzioso dei Cani-Vigili del Fuoco Intervista a Gavino Fiori del Nucleo Cinofili

36 gavino fiori e art+¦
36 franco muzzolu e asia

 

di CARMEN CORDA

 

Nella foto in alto Gavino Fiori e il cane Artù; in basso Franco Muzzolu con il cane Asia

 

Contatto telefonicamente il Vigile del Fuoco Gavino Fiori, di Uta, per chiedergli se è disponibile a rilasciare un’intervista. La chiamata è disturbata da alcuni rumori in sottofondo, spari e botti come fosse capodanno.

Mi spiega che i cani stanno ascoltando un CD, che contiene una serie di suoni e rumori del quotidiano (il treno, la folla, il traffico, il pianto di un bambino etc.).

Si tratta di una tecnica comprovata di sensibilizzazione per il trattamento e la prevenzione delle fobie del suono. Mi rendo subito conto che il lavoro con i cani è intenso e costante.

Il Vigile Fiori e il suo cane-vigile Artù, sono stati tra i primi soccorritori sardi a raggiungere Amatrice.

Vigile Fiori, che situazione avete trovato ad Amatrice?

"Ad Amatrice abbiamo trovato soltanto distruzione. Macerie, polvere e distruzione. La situazione era molto diversa rispetto a quella de L’Aquila (2009), dove trovammo edifici realizzati per lo più in calcestruzzo. Le costruzioni del borgo medievale di Amatrice invece, sono state realizzate in prevalenza con pietra di fiume e calce e si sono letteralmente sbriciolate: questo ha reso particolarmente difficile il nostro intervento e soprattutto il lavoro dei cani. La scossa sismica e i movimenti ondulatori e sussultori, hanno letteralmente schiacciato le case e il fatto che le macerie fossero “compatte” ha costituito un ostacolo olfattivo impedendo la risalita degli effluvi, fondamentali per i cani. Per questi stessi motivi, le Unità di Comando Locale (UCL) presenti – presso le quali ci siamo accreditati al nostro arrivo – non hanno potuto scegliere altro modus operandi se non quello di suddividere, su carta, il paese in tre settori: le vie, le strade, le piazze non ci sono più e la localizzazione è stata possibile solo grazie al Gps. Anche noi soccorritori peraltro, così come i tanti privati che con i loro mezzi hanno dato un importante contributo, in alcuni momenti, abbiamo corso un grande pericolo per via delle scosse e dei crolli successivi, ma abbiamo lavorato senza sosta, contro il tempo".

Non le chiedo di raccontarmi nel dettaglio le operazioni di soccorso, ma vorrei che spiegasse ai nostri lettori, il suo lavoro quotidiano con Artù, il cane di cui lei è conduttore, Artù. Come nasce il vostro sodalizio, il cane appartiene al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco?

"No, il cane è mio, l’ho addestrato io e lavoriamo insieme da sei anni. In virtù di un comodato d’uso è in forza al Comando di Cagliari che ne sostiene i costi di alimentazione, le spese veterinarie, l’assicurazione (RC) e anche gli eventuali costi in caso di morte del cane. L’alimentazione, in particolare, ha costi piuttosto alti, ma non si può economizzare perché un’alimentazione sana ed equilibrata è di fondamentale importanza: un cane che non si alimenta correttamente avrà, per esempio, zampe che si spezzano facilmente".

Siete appena tornati da un addestramento a Belluno. Come mai l’addestramento si svolge così lontano, è una prassi legata a questioni organizzative interne?

"No, il motivo è più semplice: purtroppo in Sardegna non abbiamo un “campo macerie”, ossia la riproduzione in scala dei crolli che possono avvenire in caso di terremoto o a seguito di un’esplosione".

In cosa consiste l’addestramento?

L’addestramento, che facciamo con cadenza mensile, per certi versi, settimanale per altri, nonché quotidiano, è programmato e specifico per le nostre Unità Cinofile:...................................................

 

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