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IL PARCO REGIONALE DI GUTTURU MANNU HA IL SUO PRESIDENTE

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di ALBERTO NIOI

 

Nelle foto, in alto, panorama dal Monte Lattias (foresta di Gutturu Mannu/oasi WWF); in basso Daniele Serra neopresidente del Parco.

 

 

Fumata bianca nell'ultima riunione dell'assemblea del parco che ha finalmente sbloccato l'imbarazzante impasse che vedeva l'ente ancora privo del suo rappresentante legale

Sono stati necessari quasi due anni e una nutrita serie di riunioni tra i rappresentanti degli enti interessati (comuni di Pula, Villa San Pietro, Siliqua, Domus De Maria, Uta, Assemini, Santadi, Capoterra, Sarroch e Teulada, provincia di Cagliari, Regione ed Agenzia Forestas) ma soprattutto la decisione presa dai rappresentanti regionali, irrituale ma probabilmente prevedibile, di partecipare all'ultima votazione e far pesare il propri voto.

Così, una situazione di sostanziale equilibrio che vedeva da mesi la candidatura di Carla Medau, sindaco di Pula, ferma al palo e non in grado di convincere la maggioranza dei sindaci presenti in assemblea, è stata decisa dal voto di chi, in simili circostanze, di solito è chiamato a mantenere un ruolo equidistante.

E' pur vero che la situazione di stallo in cui si era finiti imponeva una scelta urgente ma è altrettanto vero che non è mai un bene, per la vita delle istituzioni democratiche, introdurre dei precedenti che superino regole scritte e non scritte, e che le soluzioni vanno sempre cercate con la mediazione.

Il sindaco di Pula, per una serie di ragioni, avrebbe avuto probabilmente maggiori chance di ambire al ruolo di presidente rispetto ai suoi colleghi, almeno in questa prima fase, ma questo non è stato riconosciuto soprattutto dai suoi compagni di partito, che hanno fatto valere evidentemente altre logiche nella scelta del presidente.

E' bene ricordare che Pula è il comune che mette a disposizione del Parco l'estensione di territorio più vasta.

Sempre a Pula è presente un importante realtà costituita dal compendio naturalistico della laguna di Nora che col suo Centro di Educazione Ambientale, il centro per il recupero delle tartarughe marine, l'acquario e le innumerevoli attività che qui si svolgono, costituisce uno degli esempi migliori di gestione integrata delle risorse ambientali presenti nell'isola.

Aggiungerei anche il parco archeologico della città romana di Nora, il Sito di Interesse Comunitario “Sa Tanca e sa Mura-Foxi Durci” e i 15 chilometri di bellissimo litorale.

Tutte realtà, apparentemente estranee al discorso Parco, ma che testimoniano sicuramente una dinamicità e una certa familiarità con i temi della tutela, della valorizzazione dei beni ambientali, culturali e storici, come dello sviluppo sostenibile, estremamente utili da applicare anche nella gestione di un'area protetta.

Requisiti ed esperienza che indubbiamente nessun altro centro, fra i dieci rappresentati in assemblea può vantare.

L'ultima votazione, tenutasi nel corso della riunione di giovedì 4 agosto, ha invece visto prevalere nelle preferenze della maggioranza in assemblea, il giovane sindaco Daniele Serra, che con Teulada porta in dote 64 ettari al neonato parco (contro Pula che di ettari ne porta 5654) e poi non si sa che altro, posto che di questa vicenda si conosce ben poco ad eccezione dell'esito finale.

Una scelta quindi diametralmente opposta a quella che, in altri tempi e magari con protagonisti differenti, si sarebbe fatta sicuramente.

A dirla tutta è anche vero che la posizione di Carla Medau ultimamente si era fatta abbastanza delicata, a causa delle fibrillazioni registrate in consiglio comunale, con una maggioranza che procede in ordine sparso, la consigliatura appesa ad un filo e, dulcis in fundo, un esponente di giunta che critica la nascita dell'area protetta nei suoi confini attuali e si fa promotore di un movimento denominato “Sentinelle del Gutturu Mannu, movimento di tutela delle tradizioni rurali” (sic!).

Ambire a diventare presidente di un parco, pensando di raccogliere consensi pur avendo in giunta un assessore che il parco, così com'è, non lo vuole, obiettivamente non è posizione facile da far comprendere.

Pula non è stata in grado di esprimere una posizione unitaria e coerente, in seno alla maggioranza che governa la città. Ci piace pensare che, piuttosto che altre, siano queste le vere motivazioni che hanno fatto decadere la sua candidatura e spinto la regione ad entrare in partita partecipando al voto.

Ad ogni buon conto, ora è necessario bruciare i tempi e recuperare i mesi persi perchè il Parco ha urgente bisogno di essere organizzato in tutte le sue parti amministrative e gestionali, di diventare interlocutore istituzionale di tutti i soggetti presenti nel territorio.

Soprattutto occorre prendere decisioni importanti e programmare il futuro dell'area protetta, possibilmente in un clima più disteso, che miri all'interesse generale delle comunità piuttosto che al prevalere dei campanili o, peggio, al cinico calcolo politico.

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