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Le 104 primavere della Signora Annita Erriu

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di CARMEN CORDA

 

 

la foto della consegna della medaglia da parte dell'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Cagliari, Ferdinando Secchi

 

Ci riceve nella sua casa a Cagliari, con un gran sorriso, piacevolmente sorpresa dell’attenzione che le viene riservata.

Ha compiuto 104 anni e il Comune di Cagliari, su iniziativa del Circolo Culturale e Politico “Carlo Nossardi”, ha pensato di conferirle un piccolo riconoscimento: una medaglia con lo stemma della città di Cagliari, che le viene consegnata dall’Assessore alle Politiche Sociali, Ferdinando Secchi.

«Troppo onore, troppo onore!» Commenta la signora Annita.

Originaria di San Basilio, figlia di un funzionario del Genio Civile, arriva a Cagliari a soli quindici anni.

Con molta lucidità e memoria vivissima, ci racconta alcuni aneddoti della sua vita, ricordando gli anni a Santa Giusta e il buon pesce, che oggi però non ama molto.

La signora Annita lavorava all’IMAR (L’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro le Malattie), l’ente pubblico italiano al quale era affidata la gestione dell’assicurazione obbligatoria, prima della nascita del Servizio Sanitario Nazionale.

«Non ho fatto niente per vivere così a lungo, ho sempre mangiato pochissimo e non ho mai fumato.In tutta la mia vita mi sono ammalata una sola volta, quando presi la malaria».

Poi prosegue il suo racconto: «Mio padre dopo la guerra, non voleva tornare a Cagliari, io invece ci volevo restare, per poter studiare».

Ci chiede chi è il nuovo Sindaco di Cagliari perché, confessa, «sono anni che non vado a votare, ci sono andata per una vita, ma ora no, non saprei scegliere. E chi li conosce? E poi negli anni ho sentito troppe cose che non mi sono piaciute».

Ad un tratto le sue parole hanno il tono severo del rimprovero che, con tanto vissuto alle spalle, le è certamente concesso.

«Scusate, ma io sono chiacchierona».

Lei si scusa, in realtà è un vero piacere ascoltarla e un privilegio raccogliere qualche sua ironica confidenza: «Quando sarà il momento voglio sedermi di fronte al Signore, perché ho alcune cose da chiedergli e voglio proprio sentire cosa mi risponde…».

Ci auguriamo che la Signora Annita possa avere un giorno le sue risposte.

Noi la ringraziamo per averne date a noi oggi e lasciamo la sua casa con un grande insegnamento: «La vita è un sogno che, fintanto che c’è, bisogna vivere».

 

13.08.2016

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