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Intervista a Marco Cassaro, capitano della squadra under 16 della selezione di volley al Trofeo delle Regioni

volley cassaro

 

di ALESSIO CARIA

 

Marco Cassaro, ragazzo di 16 anni di Decimomannu, in veste di capitano, è stato uno dei componenti della selezione regionale di volley che ha preso parte alla 33° edizione del Trofeo delle Regioni per quanto concerne la categoria Under 16, tenutasi ad Assisi dal 28 giugno al 2 luglio. Abbiamo avuto l’occasione di affrontare con Marco vari temi relativi alla manifestazione, conclusasi con un 17° posto per i ragazzi guidati dal mister Gagliardi.

Essere capitano di una selezione regionale avrà sicuramente comportato tante responsabilità per te.

"Assolutamente si, ho ricoperto un ruolo implicante grandi responsabilità dentro e fuori dal campo di gioco. Spettava infatti a me dare l’esempio ai miei compagni di squadra e rappresentare, nel mio piccolo, una sorta di modello di educazione e disciplina per gli altri atleti.L’essere capitano di questa squadra ha poi certamente incrementato la mia emozione nell’affrontare una competizione così importante, capace di formarti sia a livello sportivo che a livello umano e morale, benché vi avessi già preso parte lo scorso anno".

Avrai sicuramente faticato tanto per arrivare alla selezione. Puoi affermare che la partecipazione a questa manifestazione ripaga l’impegno e i sacrifici fatti durante l’anno?

"In ogni allenamento ho dovuto dare il 100 %. Mi sono sempre dovuto impegnare al massimo ma sapevo che tutto quell’impegno sarebbe poi stato ripagato, e così è accaduto. Quest’anno ho anche preso parte a veri e propri ritiri col Club Sardegna, i quali hanno dato modo a me e ai miei compagni di creare un gruppo unito e forte. Non abbiamo ottenuto un risultato molto esaltante, fatto che dovrebbe farci pensare. Il confronto con le altre formazioni rappresentanti le varie regioni ci ha messo di fronte ad altre realtà e ad altri modi di vivere lo sport. Ciò che mi dispiace un po’ è che spesso viene data poca rilevanza ad una disciplina come la pallavolo, soprattutto in Sardegna, fatto che emerge molto in occasione di manifestazioni come questa. Nella nostra regione vi è poi il problema del basso numero di tesserati maschi nelle varie società, fatto che comporta una posizione bassa nel ranking italiano per la selezione".

Potresti parlare più nello specifico di quanto fatto ad Assisi?

"Inizialmente siamo stati inseriti nel girone con Basilicata ed Alto Adige. Ogni giorno abbiamo affrontato due partite, entrambe la mattina. Il riscaldamento iniziava alle 8 mentre l’inizio del primo incontro era fissato per le ore 8.45. Nel complesso, abbiamo svolto 8 partite, vincendone 4 e perdendone altrettante. Avremmo potuto probabilmente fare meglio: il 17° posto non è un grande risultato per la squadra in quanto venivamo da una 13° posizione nella scorsa edizione della manifestazione. Siamo sicuramente consapevoli del fatto che è necessario continuare a lavorare duramente per poter raggiungere risultati sempre migliori".

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