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VULCANO NON È RAZZISTA!

barcone immigrati

 

di SANDRO BANDU

 

Intervengo a proposito di un articolo pubblicato nei giorni scorsi nel nostro sito.

Il suo titolo è “Una voce che grida sotto il sole” per mano della nostra Giuliana Mallei.

Non l'ho mai fatto in più dodici anni di conduzione di questa testata, ma stavolta mi tocca!

Scrivo questo articolo per difendere Vulcano e fugare ogni dubbio: Vulcano non è razzista!

Vorrei comunque precisare che questo non è un articolo riparatore a quello di Giuliana: ognuno di noi, in redazione, si assume le proprie responsabilità, e Giuliana, ve lo assicuro, è una brava giornalista che ha sempre fatto il suo lavoro con dedizione e, direi, professionalità, e non è una che scaglia la pietra e nasconde la mano.

Immaginavo che questo articolo, visto il tema, avrebbe creato un forte dibattito e tanto clamore, ma tutto ciò è andato oltre tutte le nostre previsioni.

L'articolo, da alcuni tacciato di vero razzismo, è stato visto, dopo quasi tre giorni dalla pubblicazione, da oltre 20.000 persone e ben 103 sono state le condivisioni: chi conosce il web e i social network sa che questi sono numeri importanti.

Comunico questi dati non perché orgoglioso di tanta risonanza, ma per dimostrare, se ce ne fosse ulteriore bisogno, che il tema degli immigrati è un tema molto sentito nel nostro Paese.

La platea dei nostri lettori si è letteralmente spaccata a metà: moltissimi sono stati i contestatori, ma altrettanti sono stati coloro che hanno apprezzato e pertanto condiviso l'articolo.

Intanto, vorrei subito puntualizzare che io personalmente, ma vi assicuro anche Giuliana Mallei, sono assolutamente d'accordo con l'accoglienza di queste povere persone che arrivano in Italia; costoro arrivano qua non per vacanza e per oziare nei nostri alberghi a 5 stelle, come sostiene qualcuno che invito ad andare a vedere dove vengono sistemati alcuni immigrati (veri e propri ruderi riadattati alla belle e meglio, per fortuna non tutti sono così, dove il gestore guadagna 1000 euro al mese, per ogni immigrato che ospita, per vestirli, dargli da mangiare e dormire), ma perché nella loro patria si fa la fame e in molti dei loro Stati vi è la guerra, quasi sempre voluta dai nostri governanti occidentali e dalle forti lobby dei mercanti d'armi e di morte che fanno affari con la guerra: una di queste fabbriche di armi, o per meglio dire di morte, ce l'abbiamo anche a pochi chilometri da casa nostra, precisamente a Domusnovas.

Comunque sia, nel web si è scatenato l'inferno, e sarei molto contento se tutte queste polemiche e critiche, alcune veramente aspre e veementi, per usare un eufemismo, che ha suscitato questo articolo in metà della platea dei nostri lettori, venissero messe in campo, da noi italiani, contro le politiche europee e del nostro Governo, che niente o poco stanno facendo per tirare su l'economia del nostro Paese.

Questo è il vero problema: sta diventando una guerra fra poveri.

Da una parte i poveri italiani, dall'altra i poveri immigrati che scappano dal loro paese.

Ma io dico alle persone che contestano gli immigrati: se a voi buttassero giù la vostra casa, distruggessero con le bombe la vostra città, quanti minuti in più rimarreste nel vostro Paese?

Siamo sicuri di conoscere la vera storia di queste persone?

Io penso che se uno scappa dal proprio Paese perché non sa come sfamare la famiglia, imbarcandosi in un viaggio lungo e terribile, pieno d'insidie e pericoli, con moglie e figli piccolissimi, un motivo ci sarà.

Forse qualcuno non conosce la storia degli italiani emigrati, soprattutto agli inizi del novecento, quando intere generazioni sono emigrate negli Stati Uniti o in Argentina: e se li avessero buttati tutti a mare?

O non sa che molti giovani italiani hanno ripreso ad emigrare in mezza Europa: pensate solo che in Gran Bretagna ve ne sono quasi ottocentomila.

Ma passiamo al tanto contestato articolo.

In linea generale non mi sembra razzista, ma vi sono delle affermazioni che io non condivido assolutamente e non avrei mai scritto: l'ho già detto a Giuliana e l'ho scritto anche nei commenti apparsi sulla bacheca di Facebook.

Intanto una buona regola del giornalismo, quando si racconta un fatto di cronaca su un tema così importante, dice che le opinioni personali del giornalista debbono stare lontano un miglio dal testo.

Poi, in altra sede, può esprimere e argomentare tutte le sue buone ragioni per sostenere la propria tesi su un qualsivoglia tema.

Primo punto: io non penso che tutta Villaspeciosa sia d'accordo con la signora Assunta, la donna che va in giro per il paese con quel cartello contro gli immigrati.

Io penso, invece, che anche a Villaspeciosa la metà sia pro e l'altra contro questo problema dell'inserimento degli immigrati.

Se qualcuno non si espone, presumo che lo faccia non perché ha paura di essere tacciato di essere un razzista, ma perché comprende drammatici motivi per cui questi uomini dalla pelle diversa dalla nostra hanno lasciato le loro città sfasciate e distrutte dalle nostre bombe.

Secondo punto: il paragone e il confronto degli immigrati con gli ebrei di Auschwitz è veramente infelice e fuori luogo: per fortuna non siamo ancora arrivati a quella situazione (ma veramente qualcuno spera che questa povera gente faccia questa fine? Perché allora dalla storia non si impara niente).

Speriamo davvero di non tornare indietro e rivivere quella drammatica fase storica del genere umano.

Ecco questi sono i punti che avrei corretto, ma ve ne sono altri che sono condivisibili.

Giuliana scrive nel suo articolo anche che questi sbarchi sono legati ed alimentati da un business internazionale: perché, non è vero?

Ormai è chiaro a tutti che associazioni malavitose (mafia, ndrangheta e persone senza scrupoli) si stanno arricchendo con questi dannati sbarchi.

Giuliana scrive poi di Politiche Europee inesistenti e\o inefficaci: perché, non è vero?

Fatemi capire cosa sta facendo l'Europa in questo senso, qui è evidente il vero fallimento dell'Unione Europea: davvero volevamo questa Europa?

Non sarà un caso che in Gran Bretagna, e penso che non sarà un caso isolato, hanno deciso di staccarsi?

Ecco, l'articolo è forte, con qualche lacuna e paragoni infelici, ma perché forte è il tema.

Un problema colossale che stanno, stiamo, vivendo tutti noi poveri del mondo: ci stanno mettendo l'un contro l'altro: sarebbe ora di svegliarci e di tirare fuori gli attributi.

Tutti abbiamo diritto di popolare e di vivere con dignità questo pianeta.

Vorrei, e mi ripeto, che tutti coloro che si scagliano contro gli immigrati riversassero il proprio malcontento e le proprie energie anche contro le politiche del cavolo del nostro Governo e delle Politiche Europee: sarebbe l'inizio di un risveglio da un torpore al quale noi italiani ci stiamo assuefacendo.

Mi pare proprio che il nostro stato confusionale non ci permette di capire chi sia veramente il nostro vero nemico.

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