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ISIS – ESCALATION DI VIOLENZA Quattro attentati in pochi giorni

madre e figlia
medina

 

di CARMEN CORDA

 

Negli ultimi giorni assistiamo ad una escalation di violenza da parte dello Stato Islamico che in pochi giorni firma ben quattro attentati.

Dopo il terribile attentato a Dacca, nel quale hanno perso la vita nove nostri connazionali che si trovavano in Bangladesh per lavoro, altri tre attentati sono stati compiuti a Jeddad, Medina e Baghdad.

A Medina un uomo si è fatto esplodere nei pressi della moschea del Profeta Mohammad, uno dei luoghi sacri dell’islam che ospita, al suo interno, la tomba del Profeta.

Contemporaneamente era arrivata la notizia di un altro attacco contro una moschea sciita a Qatif, nella parte orientale dell’Arabia Saudita, attacco nel quale nessun fedele è rimasto ucciso o ferito.

All’alba dello stesso giorno, era fallito un attacco nei pressi del Consolato statunitense a Jeddah (che già in passato era stato colpito) nel giorno in cui gli Stati Uniti celebrano la loro indipendenza.

A Baghdad l’ISIS è tornato a colpire con due distinti attentati facendo oltre 200 morti tra cui 25 bambini: una strage.

Questa escalation di violenza si spiega con la necessità di mostrare la propria forza e rilanciare la propria immagine, in Europa e nel mondo, in un momento di innegabile arretramento sul terreno.

Non si deve ingenuamente credere che questi attentati siano orchestrati in prima persona dal “Califfo” Al-Baghdadi o dai suoi uomini, ma sono soprattutto il risultato di una penetrante propaganda sul web che ha prodotto (e produce) i cosiddetti “lupi solitari” che si dicono affiliati all’ISIS, giurano fedeltà al Califfo e rivendicano gli attentati un suo nome e in nome di Dio.

Nel nome di chi?

Contro chi?

È stato riportato che il criterio con il quale gli attentatori a Dacca hanno scelto di salvare, o uccidere, gli ostaggi è stata la capacità di recitare il Corano, considerata segno inequivocabile di appartenenza religiosa.

Quindi nel mirino dell’ISIS ci sono gli infedeli?

Direi di no, o almeno, non solo. A Baghdad le vittime erano tutte musulmane, tutte sapevano recitare il Sacro Corano.

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