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UTA, SCUOLA GIUSEPPE GARIBALDI: UN ETERNO CANTIERE Le strutture scolastiche italiane che cadono a pezzi

10 scuola garibaldi

 

DI VERONICA MURRU

 

"Colui che apre una porta di una scuola, chiude una prigione”

diceva lo scrittore francese Victor Hugo.

 

Eppure queste parole spesso vengono dimenticate da chi ci governa, che senza rimorso taglia i fondi all’istruzione, danneggiando giorno dopo giorno la risorsa più grande di ogni Paese: i giovani.

E se istruzione significa costruire e dare una struttura, il senso di questa parola va rispettata proprio dalla radice, ovvero dalla costruzione e la cura degli edifici scolastici, oggi in Italia ancora un problema da superare.

Un caso vicino a noi è quello della scuola primaria Giuseppe Garibaldi di Uta, da anni ormai diventata un cantiere che non sembra avere una fine.

Promesse e inganni non hanno fatto altro che accrescere il malcontento e la delusione dei genitori, con la conseguente esplosione di proteste.

Se può consolare, ma non credo, quello utese non è un caso isolato, c’è chi ha rischiato davvero la vita dentro edifici in degrado.

In Italia sono migliaia le strutture scolastiche che stanno letteralmente cadendo a pezzi.

Il 10 settembre del 2014 a Tivoli è crollato il soffitto di una scuola primaria ferendo due insegnanti.

L’estate del 2014 il premier Matteo Renzi ci aveva promesso un piano di edilizia scolastica in grado di garantire interventi in tutte le scuole italiane più a rischio.

Da allora nelle scuole continuano a cadere i soffitti e le colonne in testa agli studenti e ai loro insegnanti.

Tornando al caso utese, la scuola elementare Giuseppe Garibaldi è l’edificio scolastico più antico del paese, costruito nel maggio del 1932 di fronte all’omonima piazza.

Negli anni gli interventi di manutenzione e restauro non sono stati evidentemente sufficienti, tanto che a dicembre del 2013 un grosso problema al soffitto ha richiesto lavori urgenti, nonché molto costosi.

Erano stati alcuni genitori, preoccupati per l’incolumità dei loro figli, a chiamare i vigili del fuoco attestando la pericolosità delle soffitte di diverse aule.

L’allora sindaco Giuseppe Pibia un mese dopo aveva dichiarato a mezzo stampa che, in seguito ai lavori di manutenzione del tetto per una spesa di circa 35.000 euro, i bambini della scuola Giuseppe Garibaldi sarebbero potuti rientrare a lezione presso la struttura.

Promesse che sono state disattese. La struttura scolastica in questione necessitava allora, come oggi di grossi lavori di ristrutturazione, soprattutto dei piani superiori.

Durante l’estate del 2014 degli interventi promessi non se n’ era vista neppure l’ombra.

A pochi giorni dall’entrata a scuola degli alunni c’era ancora lo stesso vecchio problema dei mesi precedenti: dove avrebbero fatto lezione gli alunni sfollati delle Garibaldi?

Le opzioni erano due: dividere le classi presso le strutture comunali aventi stanze libere, oppure effettuare turni serali presso le scuole di Regina Margherita.

Gli incontri con il sindaco e l’amministrazione non avevano portato ad un compromesso reale e avevano piuttosto infiammato gli animi dei genitori.

Da una parte le madri forse troppo agguerrite e poco propositive, dall’altra emergeva un palese disaccordo tra comune e la dirigente scolastica. Il risultato era stato prevedibilmente disastroso.

A novembre scoppiavano le polemiche perché due classi erano costrette a svolgere lezione negli spogliatoi della palestra, dove qualche tempo prima venivano “chippati” i cani.

 Le aule improvvisate in Via Argiolas Mannas erano piccole, con poche finestre e l’ambiente diventava irrespirabile.

A confermare i timori delle madri era arrivata la nota del direttore del servizio igiene e sanità pubblica Asl8, nella quale si disponeva il divieto di utilizzo di quei locali.

Dal dicembre del 2014 la scuola Giuseppe Garibaldi di Uta è stata definitivamente chiusa per procedere ai lavori tanto attesi.

I bambini sfollati sono stati sistemati in aule più consone presso l’altra scuola primaria di Via Regina Margherita e nei locali di via Santa Giusta, ex ludoteca.

A quasi un anno dalla sua totale chiusura la scuola Giuseppe Garibaldi resta ancora inagibile, fortunatamente il cantiere è stato riaperto ma non si sa quando la struttura potrà essere finalmente agibile.

Quattro chiacchere con il neo Assessore all’Istruzione di Uta Andrea Onali.

 In che modo verranno attuati dall’amministrazione di Uta, quei progetti di riqualificazione e di modernizzazione delle strutture pubbliche citati nel programma di Inversione a Uta?

"Ci auguriamo di cuore che le strutture pubbliche a Uta, soprattutto quelle dedicate ai giovani ed all’istruzione, siano rivalorizzate come meritano e che le promesse e gli impegni presi siano mantenuti fedelmente. La popolazione italiana è stanca di quei casi di incompiute e degli eterni cantieri che gravano sempre solo su noi cittadini e contribuenti". 

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