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E se ritornassimo a scuola? Al “Mattei”, per esempio…

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A volte le cose ovvie vanno dette come fossero nuove, soprattutto quando il potere le teme queste cose ovvie. E diciamone una: il sapere rende liberi. All’“E. Mattei” di Decimomannu sono aperte le iscrizioni al corso serale per adulti: perché non giocare questa carta?

 

di GIANNI RALLO

 

Il vorticoso roteare di una società sempre più tecnologica, sempre più, però, disconnessa da se stessa, sempre più malata, pur nella sua ossessiva mania di “bellezza” e “salute”, sempre più pre-occupata dell’immediato, dell’”ora e subito”, dell’individualistica ricerca di sicurezza e piacere, a discapito, spesso, di ogni altra pre-occupazione, questo vorticoso roteare, dicevo, è, però, quanto di più appropriato possa esserci per impedirci di “vedere” cosa c’è fuori dai confini della giostra, di “capire” cosa non dobbiamo vedere e perché, di “crescere” come individui e cittadini responsabili, capaci di scegliere in quale direzione sia più opportuno – e giusto, e corretto, e utile – orientarsi rispetto agli enormi problemi che, come plumbee nubi, stanno addensandosi all’orizzonte.

Inutile azzardarne un elenco: li conosciamo (quasi) tutti, questi problemi.

Ora, non v’è dubbio che la gravità di buona parte di quei problemi consista nella nostra incapacità di riconoscerli e affrontarli in tempo e nel modo appropriato.

La società dei consumi ci ha, infatti, regalato molti oggetti con cui gingillarsi o rendere più comodata la vita, molti desideri – veri o indotti da una sopraffina arte pubblicitaria che siano - dietro ai quali correre, ci istiga ad una esclusiva attenzione al presente, perché questa dev’essere la caratteristica del perfetto consumatore.

Ma ciò significa anche ignoranza profonda del passato e cecità irragionevole verso il futuro, in una parola, irresponsabilità. A cominciare da coloro che, in questo sonno della ragione, abbiamo deputato a guidarci.

Ma c’è un luogo dove a questo scempio possiamo tentare di opporci riappropriandoci della nostra straordinaria specialità di esseri pensanti: è la scuola.

Naturalmente, questo spiega perché proprio la scuola sia da tempo sotto l’attacco di cosiddette riforme, una più stupida e distruttrice dell’altra, che dovrebbero rendere i futuri cittadini più utili e ricettivi ai bisogni della società.

Di QUESTA società, beninteso.

La faccio finita e vengo al punto.

Ciò che si teme di più è che proprio gli adulti tornino a scuola, sentendo il desiderio di superare la propria inadeguatezza a comprendere quanto stia realmente accadendo, e vogliano riprendere a studiare per crescere, a vedere anziché soltanto guardare, a capire anziché soltanto sapere.

E questo è proprio ciò che accade nei corsi serali per adulti, malinconicamente trasformati, ora, in C.P.I.A. (non è il caso di entrare ora in quest’altro triste capitolo di cui nulla, peraltro, è stato detto al grande pubblico dei possibili utenti).

L’adulto, per la sua esperienza di vita, per la precisa e forte volontà che lo porta a recarsi a scuola dopo una giornata di lavoro, è pronto ad apprendere, curioso e capace di collegare immediatamente la vita concreta a quella della conoscenza superiore.

I risultati sono, nella maggior parte dei casi, straordinari e commoventi.

A Decimomannu, nello storico Istituto “Enrico Mattei”, è presente uno di questi corsi serali per ragionieri ma anche e soprattutto, mi credo obbligato ad aggiungere, per persone che vogliano dare alla propria vita un senso nuovo e profondo: al Mattei non si addestrano tecnici, si coltivano persone, e perdonate il moto d’orgoglio.

Forse ho detto più del necessario ma non volevo limitarmi a comunicare che le iscrizioni debbono essere fatte alla segreteria dell’Istituto entro la metà del mese di Aprile*, che l’orario delle lezioni è di 25 ore settimanali dal lunedì al venerdì e che il diploma è totalmente equiparabile a quello che si consegue nel corso cosiddetto ordinario, cioè diurno.

Inutile dire che vi aspettiamo numerosi e tostamente determinati…

* La scadenza di legge è a fine Maggio, ma le classi vengono formate prima, in base, appunto, al numero degli iscritti. Per cui, se tutte le iscrizioni avvenissero davvero a fine maggio,… non ci sarebbe nessuna classe! Non domandatemi quale sia la logica, vi prego…

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