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DECIMOMANNU: 14 PERSONE INDAGATE PER VILI E IGNOBILI ATTI NEI CONFRONTI DEI PAZIENTI DISABILI DELLA STRUTTURA AIAS DI VIA CARDUCCI (clicca per vedere il VIDEO dei NAS e per leggere l'articolo)

aias decimomannu

 

 

di SANDRO BANDU

 

Clamorosa denuncia per 14 persone dell'Aias di Decimomannu, in seguito a un'indagine, partita da un esposto di una dipendente Aias nel 2014 e condotta dal pm Liliana Ledda, per maltrattamenti, percosse e lesioni personali nei confronti dei pazienti disabili psichici ospiti della struttura Aias di Decimomannu.

Le gravi accuse a carico di 10 OSS, 1 infermiere, 1 educatrice e dei due responsabili della struttura, tra i quali Vittorio Randazzo ex consigliere regionale, sono testimoniate da filmati realizzati grazie a telecamere nascoste.

“I pazienti – afferma Davide Colajanni, il Comandante dei Nas di Cagliari - venivano maltrattati, subivano angherie di ogni tipo e venivano portati nudi sotto le docce tutti insieme, maschi e femmine indifferentemente, venivano poi asciugati con lo stesso asciugamano e quando andava bene con lenzuola e stracci di ogni genere”.

E, a quanto pare, i dirigenti sapevano: ecco perchè Vittorio Randazzo, direttore amministrativo Aias, e Sandra Murgia, responsabile centro Aias Decimomannu, sono indagati per omissione d'atti d'ufficio.

Quando gli operatori si lamentavano e chiedevano materiale e attrezzature per lavorare sui pazienti, venivano zittiti con la scusa che, a causa delle ristrettezze economiche, non si poteva fare di più.

Ormai queste cose sono all'ordine del giorno, i mass-media ci bombardano di filmati realizzati con telecamere nascoste, purtroppo quasi quotidianamente, che ci mostrano questi ignobili atti perpetrati a danni di persone indifese delle case di riposo, dei bambini delle scuole primarie o peggio ancora dell'infanzia.

Ma mai ci saremo aspettati un fatto così vile e ignobile in una struttura sanitaria del nostro paese. La gente quando legge queste notizie inorridisce, maledice e si augura che a costoro venga inflitta una giusta pena, magari aggravata ancora di più, perché i maltrattamenti venivano subiti da pazienti disabili e incapaci di difendersi.

Ci si chiede se queste persone oltre ad avere i diplomi e gli attestati per esercitare questa professione, avessero anche i titoli morali e le giuste competenze per svolgere al meglio questo delicato lavoro.

Ma queste cose ormai non contano più.

Ormai si bada ad altri requisiti o, peggio ancora, a convenienze  reciproche.

È risaputo ai più che in questa struttura e in altre strutture AIAS della Sardegna, molte assunzioni sono state effettuate alla vigilia di alcune elezioni elettorali, dove in cambio del lavoro, talvolta anche solo per pochi mesi, veniva chiesto il voto.

Fa specie che tra questo elenco di persone indagate, lo trovate più avanti, si trovi anche un infermiere; una persona che ha conseguito un diploma o laurea in scienze infermieristiche, che tra le materie di studio contempla tecnica infermieristica, anatomia, fisiologia, patologie mediche e chirurgiche, farmacologia e altre ancora.

Anch'io sono un infermiere e spero che questo collega, quando ha scelto di svolgere questa professione lo abbia fatto sì per procurarsi un reddito con cui vivere, ma soprattutto per essere di aiuto e di conforto a chi si trova a vivere l’esperienza, e spesso le sofferenze della malattia.

Chi sceglie di fare il medico, l'infermiere o l'OSS, non deve mai dimenticare queste poche informazioni: prima di tutto il paziente, poi le polemiche e le discussioni per risolvere i problemi.

Ma a quanto pare per queste persone non è proprio così.

I video sono impietosi dai quali è difficile difendersi e arrampicarsi sugli specchi: tutti ci auguriamo, una volta appurate le singole gravità delle azioni compiute, che tutti i responsabili vengano puniti severamente, radiati, e dirottati a svolgere altri lavori che niente hanno a che fare con la cura delle persone che stanno male e che chiedono di essere aiutate con competenza e umanità.

 

I NOMI E LE ACCUSE - Ecco i nomi degli indagati e le accuse contestate:

 

Vittorio Randazzo (Cagliari) - direttore amministrativo Aias: omissione d'atti d'ufficio;

Sandra Murgia (Dolianova) - responsabile centro Aias Decimomannu: omissione d'atti d'ufficio;

Pierluigi Mei (Cagliari) - operatore socio sanitario: maltrattamenti in famiglia;

Maurizio Girina (Uta) - operatore socio sanitario: maltrattamenti in famiglia;

Elsa Giorgi (Aritzo) - educatrice: maltrattamenti in famiglia;

Roberto Cannavera (Dolianova) - infermiere: maltrattamenti in famiglia e lesioni;

Luigi Lobina (Iglesias) - operatore socio sanitario: maltrattamenti in famiglia e lesioni;

Eugenio Ena (Cagliari) - operatore socio sanitario: maltrattamenti in famiglia;

Tiziana Meloni (Decimomannu) - operatore socio sanitario: maltrattamenti in famiglia;

Sonia Piroi (Iglesias) - operatore socio sanitario: maltrattamenti in famiglia;

Vanessa Zanda (Cagliari) - operatore socio sanitario: maltrattamenti in famiglia;

Carlo Pintus (Iglesias) - operatore socio sanitario: maltrattamenti in famiglia;

Sandro Gambicchia (Cagliari) - operatore socio sanitario: maltrattamenti in famiglia;

Sabrina Carta (Domusnovas) - operatore socio sanitario: maltrattamenti in famiglia.

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