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Kepler 452b, il Pianeta “gemello” della Terra?

28 comparazione kepler - terra

 

Di Marco Massa, presidente dell'Associazione Astrofili Sardi

 

Grazie al telescopio spaziale Kepler, la Nasa ha recentemente annunciato la scoperta di un pianeta molto simile alla Terra a cui è stato dato il nome di Kepler-452b.

La notizia ha fatto il giro del mondo ed ha avuto un eccezionale appeal per i titoli utilizzati dalla grande stampa mondiale che recitavano “ Scoperto Kepler 452b, il pianeta gemello della Terra”. Kepler-452b è il primo esopianeta di dimensioni simili alla Terra, che si trova nella zona abitabile attorno a una stella simile al Sole, ma tutto questo non basta per ribattezzarlo “gemello” e vediamo in dettaglio perché.

 

Analogie e differenze

Kepler-452b è un pianeta che ha alcune caratteristiche simili al nostro, ma altre importanti ci sono ignote.

È più grande, circa 1,6 volte la nostra Terra e orbita intorno a una stella che è leggermente più luminosa e grande del nostro Sole e decisamente più vecchia.

Kepler-452b infatti è un astro di circa 6 miliardi di anni, quindi più vecchio del Sole di 1,5 miliardi di anni.

Viste le maggiori dimensioni, gli scienziati hanno calcolato che la forza di gravità presente sul nuovo pianeta potrebbe essere di due volte superiore a quella della Terra e che grazie alle capacità di adattamento della specie umana sarebbe possibile viverci.

Le dimensioni e la distanza dal proprio sole sono paragonabili a quelle del sistema Terra-Sole, ma cosa sappiamo della sua atmosfera? A oggi quasi nulla.

L’ipotesi più probabile, date le dimensioni del pianeta, è che Kepler-452b sia roccioso, ma non lo sappiamo con certezza.

Nulla si sa della sua atmosfera, del valore della sua pressione e della sua composizione chimica.

Comunque si può dire che il pianeta si trova nella “fascia di abitabilità”, definizione che identifica la regione intorno alla stella in cui un pianeta di tipo terrestre può mantenere, in qualche tempo, l’acqua allo stato liquido.

Con un’età di 6 miliardi di anni, se la sua atmosfera fosse simile alla nostra, su quel pianeta la vita avrebbe avuto tutto il tempo per evolversi, magari fino a specie intelligenti.  

Però, pur ricadendo nella zona abitabile del suo sistema solare, la radiazione emessa dalla stella potrebbe aver condizionato negativamente l’atmosfera di Kepler-452b producendo un effetto serra auto-alimentato tale da far evaporare l’acqua eventualmente presente.

L’effetto serra auto-alimentato si verifica quando un pianeta assorbe più energia di quella che riesce a rigettare indietro, riscaldando eccessivamente la superficie.

Qualcosa di analogo è successo nel passato del pianeta Venere rendendolo inospitale alla vita con temperature superficiali di oltre 400°C.

 

Distanza di Kepler 452b

La distanza di Kepler 452b da noi è di 1400 anni luce e sappiamo della sua esistenza solo perché è stata dedotta da annuali indebolimenti della luminosità della sua stella, dell’ordine di una parte su mille, osservati dal telescopio spaziale Kepler.

E’ impossibile osservare direttamente il pianeta in quanto è sempre immerso nella luce abbagliante del suo sole.

La scoperta di Kepler 452b è avvenuta analizzando per anni l’intensità della luce della sua stella e misurandone le micro variazioni luminose durante il transito del pianeta sul disco del suo sole.

Dal periodo e dalla profondità della curva di luce sono state ricavate le informazioni sull'orbita e sulla dimensione del pianeta.

Per stabilire se si tratti davvero di un gemello della nostra Terra ben altre informazioni sarebbero necessarie ma, allo stato attuale della tecnologia, ciò non è possibile!

 

Kepler 186 f

Meno clamore ha destato nel 2014 la scoperta del pianeta chiamato Kepler-186f che orbita intorno a Kepler-186, una stella nana grande circa la metà del nostro Sole, distante 500 anni luce.

A scoprire questo sistema, formato da cinque pianeti, è stato sempre il telescopio spaziale Kepler, ma i media internazionali hanno dato meno risalto alla scoperta.

I quattro pianeti più interni sono più piccoli della metà del nostro pianeta, mentre il pianeta Kepler-186f ha praticamente le stesse dimensioni della Terra e orbita intorno a una stella più fredda del Sole.

Si trova nella fascia di abitabilità per cui l’eventuale acqua superficiale potrebbe esistere allo stato liquido.

Kepler-186f orbita ogni 130 giorni intorno alla sua stella. Nello figura allegata sono comparate le caratteristiche orbitali e dimensionali dei due pianeti scoperti da Kepler con i pianeti rocciosi del sistema solare.

 

 

Prospettive future

Nella nostra galassia ci sono almeno 8 miliardi di stelle simili al Sole intorno alle quali orbitano pianeti delle dimensioni della Terra, né troppo calde né troppo fredde.

Uno studio condotto in base ai dati già raccolti dal telescopio spaziale Kepler ha pronosticato che il 20% delle stelle somiglianti al Sole ha pianeti simili al nostro per dimensioni e temperatura.

Questo significa che ci sono milioni di pianeti in cui potrebbe essersi sviluppata la vita.

Il prossimo passo è studiare l’atmosfera di questi pianeti con l’uso di potenti telescopi spaziali che non sono ancora stati costruiti.

In questo modo si potrebbe capire se qualcuno di questi pianeti ospiti davvero la vita.

Naturalmente per noi sarebbe interessante trovare pianeti simili vicini alla Terra, distanze di migliaia, o anche solo centinaia di anni luce, rendono la cosa poco pratica anche solo per stabilire un’eventuale comunicazione.

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