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SERVITU' MILITARI - COMANDINI (PD): NO alla chiusura dell’aeroporto militare di Decimomannu

piero

 

La struttura risale al 1954, insiste sui comuni di Decimomannu, Decimoputzu, San Sperate e Villasor, l’intero sistema economico si riversa su tutto il territorio composto anche da altri piccoli comuni, costruita come base marittima per l’Alleanza Atlantica sull’area del vecchio campo di volo militare utilizzato durante la 2^ guerra mondiale, le operazioni di bonifica e i lavori di allestimento sono stati completati con l’apporto di fondi della Nato e, nel corso degli anni l’intera attività ha preso forma divenendo un punto di riferimento non solo per l’Aeronautica Militare Italiana e Tedesca ma anche per altre forze aeree di nazioni non partecipanti al patto Atlantico.

L’aeroporto militare di Decimomannu è fonte di reddito per circa 1200 professionisti tra militari e civili e 800 lavoratori dell’indotto, garantisce stipendi per circa 46 milioni di euro, nonché investimenti con contratti centralizzati per un giro d’affari di circa 15 milioni di euro.

Dietro queste cifre, ci sono il passato, il presente ed il futuro di intere famiglie che hanno incentrato la propria vita in questi territori contribuendo alla costruzione di un tessuto socio-culturale perfettamente integrato nel contesto geografico.

Inoltre la presenza della base vede i militari impegnati in azioni di salvaguarda del territorio, soprattutto in momenti di calamità naturale come le alluvioni, impegnati nel servizio antincendio e salvataggio in mare, attività questa garantita anche nelle ore notturne, importantissimo il ruolo che svolgono con i voli ospedalieri, i cosi detti voli della speranza, per quei pazienti che necessitano di particolari cure mediche in strutture ospedaliere che si trovano fuori Sardegna, e ultimo ma non per questo di minor importanza il servizio meteorologico.

Inoltre, il susseguirsi di episodi di terrorismo internazionale, le recenti crisi in Asia, la situazione in Medio Oriente e anche in Europa e la difficile crisi in più aree hanno evidenziato l’esigenza di disporre in tempi brevi di strumenti efficaci per il controllo e la sicurezza dell'intera area del Mediterraneo.

NON POSSIAMO, CON UN COLPO DI SPUGNA, DISATTENDERE le aspettative di queste famiglie, e di tutti coloro che contano sulla presenza e collaborazione dei militari, la dismissione della struttura militare vedrebbe le attività dirottate presso regioni più ospitali con una ricaduta economica senza pari e con gravi conseguenze occupazionali lasciando alla Sardegna solo la crisi che segna già pesantemente l’intero territorio, afferma Piero Comandini (primo firmatario, assieme ai colleghi di partito, di un’interrogazione rivolta al Presidente dell’Esecutivo locale a febbraio scorso in cui si chiede di operare per il mantenimento dei posti di lavoro e della storica struttura dell'aeroporto militare di Decimomannu).

Non si può, per mera ideologia, cancellare un pezzo di storia isolana e un presente economico importante per le comunità interessate, l'esponente del PD ribadisce, con fermezza e decisione, che con la giusta concertazione tra le parti interessate e soprattutto con chi accetta un serio confronto, perchè è da qui che dobbiamo partire, confrontarci per incontrarci, trovare un punto d'intesa, si potrebbe progettare un piano alternativo volto alla valorizzazione dell’intera struttura e l’ulteriore professionalizzazione del capitale umano, che preveda sì un piano di dimensionamento militare ma affiancato da un serio progetto di riconversione civile, scongiurando così la perdita di posti di lavoro in un territorio già profondamente colpito da una difficile crisi economica e sociale.

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