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POLVERE DI STELLE

nicol + sacchetti

 

di Roberto Piras

 

Le vittorie sportive ottenute nella scorsa stagione dalla Dinamo Sassari dal ciclista villacidrese Fabio Aru e dalle tenniste pugliesi Roberta Vinci e Flavia Pennetta hanno portato alla ribalta il valore dei valori dello sport: l’educazione, che rappresenta il fine ultimo di ogni attività sportiva, in quanto finalizzata non solo a educare il corpo e la mente della persona, ma anche a trasmettere valori, integrazione sociale e solidarietà, i valori in particolare rappresentano il punto di partenza, il contenuto e il fine dell’educazione e dell’attività sportiva nel suo complesso.

I bambini hanno bisogno di giocare, come priorità assoluta nella loro vita. Attraverso il gioco apprendono a stare al mondo.

Non gli è richiesto altro, non sono adulti.

Allora è importante far vivere ai bambini esperienze di movimento, di divertimento legato all’azione di gioco.

E’ uno sfogo, noi avevamo la strada, passavamo ore a giocare nelle vie della nostra città, del nostro paese, ci sbucciavamo le ginocchia sull’ asfalto ed ancora prima sulla strada ciottolosa.

Vivevamo il nostro ambiente lì dove era, immersi in esso.

Il rischio reale è che i nostri figli non possono vivere le stesse nostre esperienze.

Allora occorre ritornare al gioco di strada, ma laddove non è possibile, l’esperienza dello sport giocato fuori, in gruppo, supplisce magnificamente la “perdita della strada”, ricordo più o meno lontano della nostra infanzia.

Rialzarsi e riprendere la corsa.

L’errore non deve essere visto come qualcosa di negativo, ma anche come qualcosa di positivo.

L’errore è la colonna portante di ogni progresso e di ogni miglioramento.

Sbagliare è progredire, la vita come la competizione, procede per problemi e per errori. Alla fine, passando attraverso gli errori, avrai migliorato la tua prestazione e la tua persona.

Allenare i ragazzi a superare gli errori significa irrobustirli interiormente, cosicché saranno in grado di affrontare le inevitabili situazioni difficili che si presenteranno nella loro vita.

L’allenatore ed il genitore debbono stringere una alleanza educativa.

L’allenatore è vincente se educa, contrariamente al passato nel quale si affermava che l’allenatore era vincente se affermava il primato dei risultati sulle esigenze della squadra, sulle esigenze degli allievi.

Educare allo sport è educare alla lealtà, al fair play, che è una regola non scritta in nessun regolamento, ma sta alla base di ogni sport.

Il rispetto dell’altro che si apprende nel gruppo e diventa rispetto dell’arbitro e delle sue decisioni, rispetto dell’allenatore.

Ancora un’ultima considerazione.

E’ di primaria importanza educare al sogno: il sogno, il pensiero più bello.

Occorre ridare ai ragazzi il significato autentico della parola sogno.

Sogno non è il territorio dell’impossibile, ma il territorio del lecito, anche se il minore va aiutato a volare in sicurezza.

In questo si racchiude la mission del settore giovanile della Dinamo Sassari che nel 2014 ha fatto tappa a Decimomannu con il Summer Camp che venne organizzato nella locale base dell’aereonautica militare.

In quella occasione il coach Meo Sacchetti allenò una squadra giovanile formata da adolescenti provenienti da varie società sportive del circondario.

Richiamando il concetto di sogno non come territorio dell’impossibile ma come territorio del lecito questa esperienza, questo incontro della squadra di Pallacanestro campione d’Italia in carica con il nostro territorio ha regalato un sogno ad alcuni ragazzi che lo staff della Dinamo Sassari ha scelto per passare al proprio settore giovanile.

In particolare ha premiato Nicolò Mura, quindicenne, siliquese.

Ricordo che in diversi periodi tra Decimomannu e Siliqua c’è stato uno scambio di competenze nel campo del Basket sia per quanto riguarda l’allenatore che per i giocatori.

Nicolò è cresciuto nel vivaio della società di basket locale di Siliqua e quest’anno è in prestito alla squadra giovanile della Dinamo Sassari.

La grande occasione che si apre per Nicolò e i suoi due compagni di viaggio non è misurabile.

Questo ripaga gli sforzi delle persone che a vario titolo e spesso in modo extraprofessionale e gratuito riescono a far crescere questi campioni in erba.

Senza dimenticare lo sforzo organizzativo della Dinamo Sassari che si propone con questi eventi come volano di sviluppo e crescita delle nuove leve sportive.

Eventi che sono colmi di senso magico, che regalano ai ragazzi una atmosfera di sogno impregnati di polvere di stelle, appunto. Lo sport è cultura.

In vari modi si sta assistendo in Sardegna ad una, uso le parole del Rettore della Università di Cagliari, Maria del Zompo all’atto del suo insediamento rilasciate al TGR regionale, “desertificazione “vera e propria della nostra isola.

Infatti, afferma il neo-Rettore: “ci sono due modi per desertificare un territorio: togliendogli l’acqua o togliendogli la cultura”.

Le società sportive locali, la Dinamo Sassari e gli eventi quali il Summer Camp organizzato con e grazie all’amministrazione militare locale, compartecipano sinergicamente al limitare di questo secondo aspetto che potenzialmente concorre alla desertificazione culturale del nostro territorio.

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