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UTA-IL COMITATO URLA NO ALLA DISCARICA Perdura l’aspro dissenso del ‘Comitato No Discarica’ di Uta alla ventilata costruzione di una mega sito di incenerimento e smaltimento da realizzare nell’area Cacip. Assente al dibattito il sindaco Giacomo Porcu.

la sala gremita del centro sociale di uta
lex consigliera regionale claudia zuncheddu
attivisti utesi del comitato

 

 

di Tonino Uscidda

 

 

C’è fibrillazione a Uta in conseguenza della ventilata temuta discarica di servizio che il Cacip - già Tecnocasic - intende realizzare in agro ‘’S’Otioni Mannu’’: un mega impianto da 10 milioni di euro (spese di gestione escluse?) su una superficie pari a quella di 28 campi di calcio che dovrebbe smaltire almeno 1 milione e 600.000 metri cubi di rifiuti tra speciali e ‘’ordinari’’.

E’ l’ennesima, controversa, vicenda che vede questa volta di scena la comunità del piccolo centro agricolo del cagliaritano nel cui territorio ha sede la vasta area industriale di Macchiareddu comprendente, appunto, il Cacip.

Le ragioni del no (visto che anche in questa circostanza non vi è traccia di contradditorio sul versante tesi votate al si) sono state dibattute nel pomeriggio del 14 novembre all’interno del Centro Sociale ‘’Argiolas Mannas’’, gremito da oltre 200 persone.

Un dibattito partecipato, in certi momenti anche aspro che ha visto vari relatori intervenire dal tavolo dei lavori: «Non vi è dubbio che questo sito può essere realizzato da una altra parte – ha rilanciato uno dei moderatori dell’incontro, la dott.ssa Enrica Tuveri dell’Università degli Studi di Cagliari - Bisogna essere molto attenti prima di dare il via a questa mega opera anche perché non bisogna dimenticare che il problema riguarda non solo l’eventuale discarica di Uta, ma l’intera Sardegna; è necessario – ha auspicato - lavorare tutti insieme per individuare siti di conferimento migliori, atti ai processi di incenerimento e smaltimento.

In quel caso vi invito veramente a fare tanta attenzione e a prendere conoscenza di quella che è la normativa vigente riguardante questi impianti. Vi invito anche ad incalzare le Amministrazioni locali, la Regione (forte del Decreto ‘Sblocca Italia’, Piano degli Inceneritori, varato dal governo Renzi) e gli altri organismi competenti a svolgere gli opportuni controlli con tanto di analisi pubblicate.

Questo perché esistono limitazioni di legge che devono essere assolutamente rispettate.

Quindi – ha avvertito la Tuveri - massimo controllo da parte di tutti». C’è anche da dire che l’area individuata – pur non essendo compresa nel Piano d’Assetto Idrogeologico – potrebbe rivelarsi a rischio; soggetta a inondazione, come già dimostrato dai ben 350 mm di pioggia che caddero in poche ore in occasione della drammatica alluvione nel novembre del 1999.

Vista l’assenza (?) dell’attuale nuovo sindaco di Uta Giacomo Porcu (è stato il consigliere di maggioranza Patrizio Maria Cossu, tra gli intervenuti, ha proferire verbo all’indirizzo della quasi inviperita platea con un: «Se noi diciamo no facciamo in modo che possa dire si qualcun altro..») ci ha pensato poco dopo, da par suo, l’ex primo cittadino uscente Giuseppe Pibia (nella foto) a dire la sua sulla discarica: «Non potete immaginare – ha ricordato - quanti controlli e bonifiche ho fatto fare quando guidavo questo paese.

Non mi sono di certo mai tirato indietro quando c’era da avvisare anche l’Autorità giudiziaria..» ha puntualizzato Pibia.

«Un imprenditore è stato condannato a tre anni per inquinamento ambientale. La Regione Sardegna, purtroppo, su questa delicata questione ha scarso potere in materia decisionale.

Vedrete, qui arriverà di tutto; immaginate voi cosa può succedere con la realizzazione di un ulteriore grande discarica ubicata in quell’area industriale.

Ditemi voi chi è quell’imprenditore che a quel punto vorrà sviluppare un attività imprenditoriale nelle vicinanze di un sito di incenerimento e smaltimento.

Il Comune – è la stoccata finale - , pur a dispetto dello scarso peso avente nel Consiglio amministrativo del Consorzio Industriale e in Regione, deve decidere una volta per tutte il da farsi politicamente. Siamo d’accordo o non lo siamo?! » ha tuonato al microfono Pibia.

E’ fuor di dubbio che anche per il vulcanico ex primo cittadino il momento è difficile; rapida e responsabile si impone a questo punto la scelta politica-amministrativa nell’interesse, in primis, della cittadinanza.

L’assemblea ha visto anche gli interventi di alcuni esperti in materia ambientale tra cui: l’ingegnere Gianni Cossu, la dott.ssa geologa Marina Pomodoro, il dott. Guy D’Hallewin del CNR Sassari, l’ex consigliera regionale, medico Isde, Claudia Zuncheddu, l’avvocato Riccardo Schirò e la dott.ssa Franca Battelli di ‘Zero Waste’ (dall’inglese ‘Rifiuti Zero’).

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