log ventennale
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Vite spezzate

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di Monica Atzei

 

Prima settimana di luglio, caldo… Cagliari è bella, di giorno e di notte, bella per tutti, è bello il lungomare, è bello farsi accarezzare da un leggero maestrale, specialmente su uno scooter.

Già, con questo caldo è proprio quello che ci vuole, uno scooter per essere liberi, avere un po’ di brezza sul viso e sui capelli, la gioventù è questo… libertà, libertà di ridere, scherzare, fare baldoria.

Dove forse, per ridere e passare una serata diversa, bisogna anche trasgredire, ma cos’è la trasgressione in sé?

Disubbidire?

Non fare determinate cose?

La trasgressione è una caratteristica dell’adolescenza, in quanto durante l’adolescenza il rapporto tra regole educative e sociali viene messo in discussione.

Per questo motivo è difficile capire se c’è un disagio familiare, individuale o sociale nei ragazzi.

“Ma siamo giovani, tutto per noi è possibile, noi non abbiamo timore di nulla, cosa vuoi che succeda? Siamo invincibili e abbiamo la libertà per questa notte…”

Forse Alex e Francesco hanno pensato questo, mi piace immaginare queste idee e discorsi tra di loro, anche una semplice occhiata valeva una promessa… erano amici e gli amici, quelli con le spalle già temprate da vissuti di un certo tipo, sono veri, si capiscono e non si tradiscono.

Io non conoscevo Alex e Francesco, ma credo di conoscere tanti Alex e Francesco, tanti “spaccati di vita” e mi chiedo dove siamo noi adulti in tutto ciò?

Quanti ragazzi dovranno ancora camminare senza una meta precisa?

Senza un indirizzo?

MEA CULPA!

“Chi sono questi ragazzi?

Qual è la loro storia?

Perché si sono comportati così?

Quando sono nati c'era già questo disegno per loro?

Che aspettative avevano i loro genitori?

Cosa sognavano per loro?

Dov’erano gli adulti?

Parlavano con loro?

Cosa hanno capito di loro?

Sono stati ascoltati?

Qualcuno li ha mai fatti sentire amati?

Qualcuno li ha elogiati?

Apprezzati?

Si sono sentiti utili e importanti al mondo?

”Ogni volta poniamoci queste domande, ogni volta che incontriamo gli occhi di un ragazzo e lo “etichettiamo”, cerchiamo di andare oltre quello sguardo, perché non accadano più serate come quelle tra sabato e domenica, perchè non si scateni la “caccia all’untore” , perché non si dica più “è giusto così, ben gli sta!”… facciamoci prima quelle domande e cerchiamo di capire, soffermiamoci ad ascoltare anche i loro silenzi, parlano più di mille parole.

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