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Edifici scolastici sardi fatiscenti: i nostri ragazzi sono al sicuro?

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di SANDRO BANDU

 

Novembre 2013, Cagliari, Liceo Classico “Dettori”, cede il soffitto durante una lezione di Italiano: rimangono feriti un'insegnante e due studenti.

Subito dopo il crollo del “Dettori”, inoltre, sono state chiuse temporaneamente altre due scuole per motivi di sicurezza: il liceo sassarese “Azuni” a rischio crolli, è stato dichiarato off limits finché le verifiche non hanno accertato la stabilità della scuola.

Nell‘istituto professionale di Villaputzu, invece, i vigili del fuoco hanno chiuso un piano intero perché inagibile: per diverse settimane gli alunni sono stati costretti ad andare a scuola a giorni alterni.

Febbraio 2014, scuola media “Grazia Deledda” di Tempio Pausania: le vetrate della palestra cedono per il forte vento, e due ragazzi di 14 anni rimangono feriti, anche se non gravemente, mentre facevano lezione di educazione fisica; per loro tre giorni di cure dopo la visita al pronto soccorso.

Alcune aule della scuola erano comunque inagibili da tempo.

Sempre nel 2004, altri crolli e disagi in tante scuole della Sardegna: un anno fa i vigili del fuoco sono intervenuti a Oristano, nell’istituto professionale per i servizi socio-sanitari, dove è crollato il tetto nell’aula di informatica; a Nuoro dentro la scuola elementare cede il soffitto di un'aula; così come a Cagliari, nell‘asilo di via Beato Angelico a Cagliari, crollano calcinaci sui banchi, per fortuna senza conseguenze per i piccoli scolari.

L'ultimo clamoroso caso è quello avvenuto nell'aprile scorso a Magomadas, dove il tetto di una ex scuola elementare, ora adibita a biblioteca e ludoteca, crolla di schianto.

Qui si è sfiorata la strage perché due giorni prima questi locali erano frequentati da decine di persone la mattina, e da una scuola di ballo che alcune sere la settimana utilizzava quel salone per le prove di ballo.

Ecco, questa è solo una piccola sintesi di tanti casi - non ci sono tutti per motivi di spazio - che si sono verificati nelle scuole sarde nell'ultimo biennio.

In questo giornale cercheremo di esaminare, per quanto ci è possibile, l’aspetto della sicurezza degli edifici e delle strutture scolastiche dei paesi che noi “abbracciamo”.

Abbiamo intervistato sindaci e assessori e da quanto ci è stato riferito i nostri ragazzi sono al sicuro e non vi sono pericoli concreti per l’incolumità degli stessi studenti e del personale scolastico.

La Regione, con l'insediamento della Giunta Pigliaru tra il 2014 e il 2015, grazie al progetto “Iscol@”  ha effettuato una serie di interventi in circa 240 istituti sardi.

Ora tocca agli amministratori locali presentare progetti per la messa in sicurezza e l'adeguamento alle norme degli edifici scolastici, per la loro riqualificazione, ammodernamento e per la progettazione di nuove scuole.

Nel dicembre scorso, la Giunta regionale ha approvato la seconda delibera del programma “Iscol@”, speriamo che i nostri sindaci, con le loro amministrazioni, non abbiano dormito, lasciandosi sfilare da sotto il naso un'occasione per mettere in sicurezza e dare un nuovo volto alle nostre scuole, ma non solo: dall'ottimo articolo del nostro corrispondente Carlo Contu, di Decimoputzu, emerge che studiare e lavorare in una scuola bella, colorata e ben attrezzata, secondo uno studio dell'Università di Salford (Manchester), favorisce l’interesse degli studenti che, così, imparano di più, infatti il rendimento può migliorare fino al 25%.

Se, purtroppo, i nostri amministratori, che quando si sono proposti agli elettori hanno giurato onestà e salvaguardia dell'interesse pubblico, si sono lasciati scappare questa opportunità, forse è meglio rimandarli a scuola, o definitivamente a casa, per studiare la buona amministrazione pubblica che deve garantire ai cittadini efficacia e contemporaneamente efficienza.

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