log ventennale
log ventennale

Emilio Piano: un uomo e un medico del nostro territorio

80 - 30-31 dott. emilio piano da giovane
Le vicende umane di un medico di casa nostra che, tra le avversità della vita, ha dedicato la sua esistenza alla cura del Prossimo. • di GIULIANA MALLEI


L'affascinante storia della Medicina coinvolge in pieno la storia dell'Umanità. Da sempre l'Uomo ha cercato di curare se stesso per difendersi dalle malattie e cercare di avere una vita più lunga e confortevole. Le scoperte scientifiche in campo medico si sono susseguite, nei secoli, a ritmo serrato e ultimamente si sono ulteriormente velocizzate, grazie anche alla Tecnologia.
Sicuramente però la Medicina più potente è quella che ogni medico può somministrare ai suoi pazienti sotto forma di calore umano, disponibilità, dialogo, comprensione ed empatia; questo farmaco naturale purtroppo non è alla portata di tutti i professionisti del settore. Il taglio indiscriminato del personale medico ed infermieristico ha creato condizioni che lentamente stanno scadendo nell'indifferenza verso il paziente in quanto essere umano.
Chi appartiene ad una fascia d'età compresa dai 65 anni in su ha però un ricordo ancora vivo del dottor Emilio Piano, un medico che ha esercitato la professione proprio nel nostro territorio (tra Villaspeciosa e Decimoputzu e poi a Villasor). Certamente dott. Piano disponeva di notevoli quantità di quel farmaco tutto naturale a cui si accennava in precedenza. La sua umanità è rimasta impressa nella mente di tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscerlo e la serenità di essere suoi pazienti.
La vita non è stata clemente nemmeno con lui e non gli ha risparmiato dolori e sofferenze tipiche della condizione umana, ma ciò gli ha forse consentito di proseguire la sua professione come una vera e propria missione di vita.
Emilio Piano nacque a Sardara il 24 aprile del 1903 in una famiglia piccolo borghese composta dai genitori e da 5 figli. Frequentò la Scuola Elementare a Sardara, poi si trasferì ad Ales per le Scuole Medie, il Ginnasio e il Liceo presso uno zio sacerdote. Raggiunta la Maturità si trasferì a Cagliari per frequentare la Facoltà di Medicina e Chirurgia dove si laureò intorno al 1925 con una tesi sulla Tubercolosi, all'epoca malattia ancora incurabile e oggetto di studio da parte degli scienziati (infatti non era ancora chiaro se a provocarla fosse un virus o un batterio).
Subito dopo la laurea fu incaricato di svolgere alcune supplenze e per un breve periodo esercitò a Pabillonis e Gesturi. Successivamente fu inviato presso la colonia penale di Castiadas in qualità di medico del carcere. In quegli anni dovette risiedere negli alloggi appositamente predisposti all'interno dell'istituto di pena. La vita sociale era circoscritta alle persone che vi gravitavano, per motivi lavorativi, in quel luogo di espiazione; ma nel medesimo periodo la sua giovane moglie diede alla luce la loro figlia primogenita, fu una grande gioia.
Nel 1938 lasciò il servizio a Castiadas perché trasferito a Decimoputzu, in consorzio con Villaspeciosa. Da questo momento la vita prese il sopravvento e alcuni avvenimenti segnarono per sempre l'esistenza del giovane medico. Nei primissimi anni del nuovo mandato divenne padre ancora due volte, ma la gioia fu offuscata dallo scoppio della Seconda Guerra Mondiale nel 1940 ed egli fu richiamato sotto armi in qualità di Tenente Medico. Venne inviato in diversi distaccamenti militari, pur rimanendo sempre in Sardegna. La sua ultima destinazione fu l'ospedale da campo di Sardara, allestito nei pressi delle Terme.
L'altro avvenimento luttuoso che segnò la famiglia Piano fu la morte, a soli 33 anni, della giovane moglie nel 1941. Dott. Piano restava solo con 3 bambini piccoli, l'ultimo di appena un anno. La famiglia si separò: i bambini furono ospitati a Sardara dai parenti, mentre il padre svolse il suo dovere sotto le armi.
Fortunatamente la guerra in Sardegna ebbe termine, dopo atroci bombardamenti, nel 1943 e di lì a poco la famiglia Piano poté riunirsi. Infatti nel 1944 il dott. Piano si risposò e la famiglia ritrovò l'unità e la serenità di un tempo. La seconda moglie fu a tutti gli effetti una nuova mamma amorevole e comprensiva.
Avendo ripreso il servizio di medico condotto e di ufficiale sanitario a Decimoputzu e Villaspeciosa, il dott. Piano fissò la sua residenza, per un certo periodo, a Villaspeciosa presso la casa Podda, quella che attualmente ospita il Centro di Aggregazione Sociale.
Dott. Piano svolgeva la sua professione con spirito di dedizione e grande abnegazione 24 ore su 24 senza sosta, anche durante le feste. Egli era sempre pronto a soccorrere chi stava male e soffriva, il cavallo, perennemente attaccato al calesse, gli consentiva di arrivare tempestivamente nel luogo del bisogno. Poteva trattarsi di una partoriente, di un ferito sul lavoro oppure di un paziente affetto da tubercolosi, difterite, tifo o da qualunque altra patologia, all'epoca praticamente imperdonabile. Il medico si prodigava in tutti i modi per alleviare la sofferenza dei suoi assistiti provvedendo personalmente a somministrare la terapia.
In tanti, ormai anziani, a Villaspeciosa ricordano che dott. Piano curò contemporaneamente circa 10 persone affette da tifo, angina e altre complicazioni. Tra il 1944 e il 1945 quotidianamente questi pazienti gravissimi ricevevano assistenza dal dottore. Erano tempi difficili, la farmacia più vicina si trovava a Decimomannu e non sempre era fornita, spesso i farmaci per questi gravi ammalati si poteva trovare solo presso la farmacia dell'Ospedale Civile di Cagliari, difficilmente raggiungibile, dato il dissesto delle strade. I pazienti guarirono tutti e alcuni di essi, ancora in vita, non hanno mai dimenticato le cure assidue di dott. Piano al quale devono la vita.
Sempre tra il 1944 e il 1945 dott. Piano rese un altro importante servizio per le comunità di Villaspeciosa e di Decimoputzu: vaccinò tutti gli speciosesi e i putzesi contro il vaiolo e la difterite. Completamente da solo, senza l'ausilio di nemmeno un'infermiera, somministrò il vaccino all'intera popolazione nel giro di alcuni giorni.
Nel 1948 il dott. Monni di Villasor, ormai anziano, chiese al dott. Piano di poterlo sostituire dato che oramai a lui venivano meno le forze. Ancora una volta dott. Piano non si tirò indietro e aiutò l'anziano collega. Da Villasor arrivava la Guardia Municipale col calesse a prelevarlo da Decimoputzu ogni volta che la situazione lo richiedesse. Fu così che prese la decisione di stabilirsi a Villasor in quello stesso anno.
Qui svolse la professione con la stessa abnegazione e dedizione fino al 1973, anno in cui andò in pensione. Per tanti anni fu il solo medico presente a Villasor per una popolazione di circa 4500 abitanti, sempre a disposizione di tutti, ad ogni ora e in qualunque giorno.
Negli anni Sessanta finalmente giunse a Villasor un altro medico, il dott. Marco Murtas, con il quale venne raggiunto un accordo in base al quale, a domeniche alterne, avrebbero avuto un giorno di riposo. L'amicizia tra i due professionisti sorse naturale e spontanea, entrambi concepivano la professione nel medesimo modo ossia come un servizio per il Prossimo.
Per tutta la vita la famiglia di dott. Piano fu il suo sostegno, il suo rifugio. Pur non avendo il capo famiglia orari fissi di rientro, la famiglia lo attendeva sempre per riunirsi a pranzo e a cena. Era un'attesa silenziosa e paziente alla quale i figli e la moglie si sottoponevano volentieri.
Uomo religiosissimo dotato di una ferma moralità, non pensò mai alla ricchezza personale, né inseguì il successo effimero, ma in tanti anni di duro lavoro ebbe la gioia e la soddisfazione di costruirsi una casa propria. La sua dedizione verso il Prossimo non si limitava alle cure mediche, ma riguardava anche il sostentamento dei più poveri. Per le feste in tanti si sdebitavano con lui donandogli maialetti, agnellini e altri alimenti che a sua volta egli devolveva, in silenzio, a chi non aveva di che mangiare. Morì nel 1979 all'età di 76 anni lasciando in eredità un grande patrimonio di valori morali e di rettitudine.
Questa eredità è stata raccolta dal figlio Aldo che ha proseguito la professione paterna tenendo sempre vivo l'esempio ricevuto. Ma il modello di dott. Piano padre non si estingue con dott. Piano figlio, infatti il testimone è stato raccolto dalla dott.ssa Sara Piano, figlia di dott. Aldo Piano e nipote di dott. Emilio Piano che, nella sua professione di medico fisiatra, porta avanti una tradizione di umanità e servizio per il Prossimo.
Nel ringraziare il dottor Aldo Piano per la grande disponibilità a raccontare la storia di suo padre, riteniamo che sia degno di nota il fatto che Villasor non ha dimenticato l'operato di dott. Emilio Piano intitolandogli una strada nel centro abitato, un doveroso pubblico riconoscimento ad un uomo che tanto ha contribuito per la salute dell’intero paese.


(Vulcano n° 80)

comments powered by Disqus
top