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La politica tra i giovani

13 la politica tra i giovani
Riflessione sull'assenza dei giovani dalla vita politica. • di GIULIANA MALLEI

 

Attualmente la Politica non riesce (o non vuole) comunicare con la Gioventù. Purtroppo non possiamo ignorare la gravità di questo fatto, ma non possiamo negare che la Politica (nazionale e locale) abbia delle gravi responsabilità.

Viviamo in una società in cui i giovani sono relegati ai margini, costretti dentro a delle campane di vetro virtuali, dalle quali non riescono ad uscire. Genitori che iperproteggono i figli impossessandosi del loro vissuto, troppo presenti in ogni istante tanto da rendere i ragazzi degli insicuri, indecisi perennemente bambini, fino a trent'anni e oltre.

Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale abbiamo assistito alla nascita della Democrazia, evento portato avanti da una classe politica originariamente colma di buoni propositi, poi eccessivamente affezionata al ruolo ritagliatosi (in Parlamento, in Regione, in Comune) tanto da lasciare spazio agli altri solo dopo la morte.

E'giusto riconoscere agli anziani il ruolo di “guida”, ma non è giusto che gli anziani impediscano ai giovani di avere un posizione nella società; questo è un qualcosa di innaturale e che deve finire al più presto o ne pagheremo tutti delle conseguenze gravissime.

In nome del fatto che le aspettative di vita sono cresciute, ci si trincera dietro l'opinione che anche la giovinezza abbia tempi più lunghi e assistiamo ad un decadimento della gioventù: ragazzi che impiegano dieci anni per un semplice diploma, giovani universitari che procrastinano all'infinito il raggiungimento della laurea, altri che, dietro mille scuse, non trovano il posto di lavoro desiderato e aspettano, tra un fine settimana e l'altro (e tra una sbronza e l'altra), che qualcosa cada dall'alto.

Sempre più spesso si arriva a quarant'anni senza nessuna esperienza lavorativa seria.

E la Politica cosa fa? Ovviamente nulla.

A Villaspeciosa la situazione è identica al resto d'Italia, la totale sfiducia da parte dei giovani nei confronti della Politica è un qualcosa di tangibile. Probabilmente però sarebbe più corretto parlare di disgusto. Nel nostro paese infatti non esiste nessuna sezione di partito, nessun giovane al di sotto dei 38 anni è tesserato ad un qualche movimento o partito, addirittura in tanti non si recano nemmeno a votare.

Per fare Politica non è indispensabile avere una tessera di partito, è fondamentale avere le idee chiare ed informarsi su ciò che avviene attorno a noi. Il sistema impone che i giovani abbiano il cervello obnubilato da facebook, da twitter o da altri social network, induce loro l'idea che avere lo smart phone di ultima generazione sia indispensabile, mentre acquistare i libri per studiare sia secondario. Ai giovani viene inculcata l'idea che gli argomenti di loro competenza siano il Calcio e il divertimento. Crescere è faticoso, implica impegno e concentrazione, è più semplice scappare e rifugiarsi nel mondo dei balocchi costruito appositamente dal sistema Gerontocratico.

Eppure, in un passato non troppo lontano, si cominciava presto ad assumersi delle responsabilità e ciò non sempre era determinato dall'indipendenza economica. Tra gli anni '60 e '70 a Villaspeciosa un gruppo di giovani prese in mano le redini della società e creò un Circolo Culturale in cui si parlava di Politica, Religione, Filosofia, Sport, Letteratura, Teatro, Musica, Scuola. I più anziani avevano 33 anni, i più giovani pochi mesi di vita e gli anziani guardavano con benevolenza l'iniziativa. Il Circolo Culturale non aveva colore politico, era aperto a tutti e chi ha vissuto quell'esperienza può testimoniare che anche allora si viveva una profonda crisi economica, anche allora si viveva in un tunnel senza speranza, ma l'unione fece la forza e, per la prima volta, raggiunsero la laurea (o il diploma o la licenza media) anche giovani appartenenti a famiglie povere perché tutti avevano capito un concetto fondamentale: la conoscenza rende liberi!

 

(Vulcano n° 82)

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