log ventennale
log ventennale

I politici asseminesi: «il malaffare allontana i cittadini dalla politica»

10 i politici asseminesi «il malaffare allontana i cittadini dalla politica»
• di LUCA PES

 

Dati allarmanti per quanto riguarda l’affluenza alle urne dei cittadini di Assemini. Tenendo in considerazione gli ultimi cinque anni, ricordiamo che nel 2010, alle Elezioni Provinciali, soltanto il 31,98% degli aventi diritto al voto si presentò alle urne, mentre al ballottaggio andò decisamente peggio con una percentuale disastrosa del 16,84%. Andò un po’ meglio alle amministrative del 2013, quando per l’elezione dell’attuale sindaco circa metà degli asseminesi si recò a votare: il 55,40% al primo turno e il 45,53% al ballottaggio. In riferimento al 2014, sia le Elezioni Regionali che quelle per il Parlamento Europeo, non sono riuscite a coinvolgere la metà della cittadinanza: 46,58% di votanti nel primo caso e addirittura 40,62% nel secondo. Soltanto le Elezioni Politiche del 2013 richiamarono “in massa” i cittadini di Assemini, facendo registrare percentuali di poco inferiori al 70% sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica.

Abbiamo intervistato qualche amministratore del passato ed alcuni attuali consiglieri asseminesi, per porre loro la questione: quali sono le ragioni che hanno creato una crepa sempre più ampia tra “il palazzo” ed i cittadini?

Il dott. Guido Loria, già Sindaco del PCI dal 1988 al 1990, dichiara: «Ai tempi del mio mandato, chi faceva politica non si “improvvisava”, ma generalmente seguiva un percorso all'interno di un partito, un sindacato o un’associazione. Chi si candidava ad una carica pubblica aveva quindi un certo livello di preparazione o almeno un’infarinatura sulle questioni delle quali si sarebbe dovuto occupare una volta eletto. I ladri e i corrotti, in politica, ci sono sempre stati, tuttavia, fino a 10/15 anni fa, mi pare che il fenomeno fosse circoscritto. Negli ultimi anni, una volta venuto meno il precedente contesto, abbiamo visto che l'ingresso in politica è avvenuto senza più filtri e molti, purtroppo, intendono l’amministrare come un “affare” per fare soldi a tutti i costi. I partiti e le istituzioni, al giorno d’oggi sono così deboli che non riescono a porre un argine a questo stato di cose. Se i cittadini sono schifati dalla politica, hanno tutte le ragioni per esserlo».

Abbiamo, poi, fatto un’interessante chiacchierata con Luciano Casula, già Sindaco dal 1993 al 1997 e dal 2003 al 2008, ora consigliere di minoranza nelle fila del Partito Democratico, il quale motiva le ragioni che hanno portato alla spaccatura tra politici e cittadini: «La politica dev’essere intesa come una passione, una missione, un servizio. Nei tempi passati, l’attività politica nasceva nei circoli che oggi, tranne nel nostro partito, non esistono quasi più, all’interno dei quali si vivevano momenti di associazione e di educazione alla politica. Bisognerebbe investire su giovani capaci, insegnare loro la politica con comportamenti e valori di lealtà e onestà, ma l’andazzo di questi ultimi anni ed il malaffare dilagante allontanano chiunque dalla cosa pubblica. Sarebbe auspicabile avere una classe dirigente preparata, perché uno dei costi dell’incompetenza è proprio l’allontanamento dei cittadini. Oggi è difficile, a causa della crisi economica e sociale, dare delle risposte concrete ed efficaci alla gente, la quale identifica il politico come una persona che ottiene una poltrona per tutelare i propri interessi ed il proprio stipendio. Nel modificare la legge elettorale, si dovrebbe dare nuova credibilità alle istituzioni davanti agli occhi della gente. L’attività politica, inoltre, dovrebbe essere una possibilità per tutti, anche per chi non fa parte di una casta che accumula grosse somme di denaro per realizzare pompose campagne elettorali. Anche questo contribuisce alla disaffezione dei cittadini nei confronti della politica».

Fondamentali, per avere un quadro più completo, le parole di dott. Paolo Mereu, eletto Sindaco per il centrodestra nel 1997 e nel 2008, che non ha concluso nessuno dei due mandati ed ormai si ritiene deluso, anch’egli, dalla politica: «Il distacco dei cittadini dalla politica, a mio parere, è dovuto alla crisi ed alla mancanza di occupazione. Si era abituati ad uno stato sociale che affrontava i problemi in modo completamente diverso fino a 5/6 anni fa, ma oggi mancano le risorse economiche e lo spirito di solidarietà. Ciò che poi allontana dalla politica sono gli scandali, la corruzione, il malaffare, basta pensare al Mose di Venezia, all’Expò di Milano o all’ultimo scandalo di Mafia Capitale, per capire che i cittadini si chiedono perché pagare dei soldi che i politici rubano e continuano a rubare, nonostante la crisi spaventosa. Per quanto riguarda i giovani, ritengo che abbiamo perso l’attuale generazione. Una marea di ragazzi si ritrova senza un lavoro, senza tutele sindacali, senza la speranza di un futuro. Tra i giovani c’è solo rassegnazione, per questo si allontanano dalla politica».

La dott.ssa Jessica Mostallino, vicesindaco appartenente al MoVimento 5 Stelle, ci spiega perché, secondo la sua opinione, i cittadini si allontanano dalla politica: «Mi immedesimo perfettamente nei cittadini che hanno perso fiducia nelle istituzioni. La politica è stata, e continua ad essere, una serie di promesse non mantenute, che in pratica sono finalizzate solamente al voto. Molti di noi del MoVimento si sono candidati proprio per questo, decidendo di non stare a guardare ma di impegnarsi in prima persona e di amministrare. L’unico strumento che il cittadino ha per manifestare in modo concreto la propria disaffezione alla politica, è il non recarsi alle urne. Ecco in cosa si è trasformata la delusione della gente nei confronti dei tradizionali partiti politici. Per quanto riguarda noi, è importante sottolineare che i cittadini ci scrivono sui social network, noi incontriamo la gente per strada. Questo è il nostro modo per comunicare vicinanza e per evitare di porre una barriera tra noi e i cittadini».

L’ing. Carla Marras, esponente di Forza Italia, ora all’opposizione, fa un’analisi particolare del concetto di allontanamento dalla politica: «Quando si parla di disaffezione dalla politica, bisogna distinguere fra: l’allontanamento dei cittadini dalla partecipazione alla cosa pubblica nella forma più classica, che si estrinseca nella vita di partito (sotto qualsiasi veste si presenti: movimento, associazione, gruppo) e la diserzione delle urne elettorali. Non è in discussione che, invece, una larga fetta di popolazione si informi costantemente delle vicende politiche locali e nazionali attraverso i canali disponibili (giornali, TV, internet). L’assenteismo elettorale è la conseguenza della mancanza di un “riferimento ideologico” a cui attingere e che non è stato sostituito da una politica di proposte e metodi che le persone riconoscano essere coerente. Da ogni fronte arrivano i richiami alla competenza, alla laboriosità, all’onestà, ma di fatto questi principi si scontrano con le informazioni di corruzione e clientelismo che ci “bombardano” ogni giorno. Il cittadino è posto davanti ad un conflitto di lealtà per cui assiste continuamente alla rottura delle promesse elettorali di politici che, però, sono inseriti nella cornice ideologica in cui si riconoscono. E così in molti, rinunciano ad esprimere il proprio voto e lasciano che gli altri decidano le sorti del loro Comune, Provincia, Regione e così via. Ci sono, poi, i mezzi di informazione che, occupandosi pressoché in modo esclusivo di “mala politica”, di fatto non creano le condizioni per far sapere che, comunque, ci sono tante persone che affrontano con serietà, competenza ed onestà il proprio impegno politico».

Infine, abbiamo chiesto al dott. Enrico Salis, unico esponente di Sinistra Ecologia Libertà in consiglio, la sua opinione in merito a questa disaffezione dei cittadini: «Sicuramente questo fenomeno è dovuto a diversi fattori. Il principale è legato agli episodi che si stanno susseguendo in cui la politica viene accostata al malaffare; il coinvolgimento in queste inchieste (l'ultima quella di Roma) di personaggi di schieramenti politici diversi porta le persone ad affermare il classico “son tutti uguali”. Io penso e spero ancora che, invece, ci siano persone che fanno politica con passione civile, cercando di fare del proprio meglio per migliorare le condizioni di questo paese, a tutti i livelli, dal Comune al Parlamento. Un altro fattore di disaffezione è sicuramente la distanza tra quanto viene promesso in campagna elettorale e la realtà dell'amministrare; l'amministrazione quotidiana è spesso lenta e faticosa, soggetta a compromessi, portando così delusione nei cittadini che non vedono una prospettiva immediata di cambiamento. Situazione accentuata in momenti di grave crisi economica come quello che stiamo attraversando».

I politici asseminesi, insomma, comprendono e giustificano la disaffezione alla politica. Urgono ricette e soluzioni affinché la macchina amministrativa ed i cittadini riprendano a marciare in buoni rapporti e a collaborare, come accadeva qualche decennio fa.

 

(Vulcano n° 82)

comments powered by Disqus
top