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Compleanni musicali: “Led Zeppelin I” (WEA, 1969)

31 compleanni musicali led zeppelin i (wea 1969)
Il primo album degli Zeppelin, come molti dischi d’esordio, ha il fascino della dimensione naÏf, della personalità ancora in formazione non completamente definita. Oggi, ascoltandolo a ben quarantacinque anni dalla sua uscita, mostra non poche ingenuità: ma non è invecchiato perché mantiene ancora intatta la sua carica energetica. • di TONINO USCIDDA

 

Poco più che 22enne, Jimmy Page godeva già di una notevole fama come uno dei migliori chitarristi della nuova leva e a soli ventidue anni entrò nel gruppo degli Yardbirds per sostituire nientemeno che Eric “God” Clapton (sic). Per due anni suonò con questo gruppo finché, durante una tournée in Scandinavia, esso si sciolse lasciando a Page i diritti sul nome e... una lunga serie di date da rispettare.  A quel punto l’esile e schivo chitarrista chiamò il bassista John Paul Jones - che pure godeva fama di ottimo session-man -  il batterista John Bonham e il cantante Robert Plant: già leader dei Band of Joy e in procinto di entrare nel gruppo blues di Alexis Corner. Con il nome di New Yardbirds i quattro onorarono le obbligazioni contrattuali e - stabilito che gli sforzi andavano concentrati specie sul mercato americano - entrarono in sala di incisione per realizzare questo primo lavoro discografico. Nel frattempo il “pazzo” batterista degli Who Keith Moon li aveva scherzosamente ribattezzati Led Zeppelin (…) E con questo nome (Zeppelin erano i dirigibili del barone tedesco Von Zeppelin nati come strumenti di guerra aerea già nel corso della prima guerra mondiale) la band tenne fede ai propositi battaglieri con cui era nata sul finire dei 60’. Ma vi è una stranezza da sottolineare: la scelta dell’immagine fatta dai quattro per la copertina del disco. Una foto rielaborata che descriveva non un momento lieto, grandioso, ma una caduta, una tragedia; un ecclatante (a livello mondiale) disastro aviatorio degli anni 30’. Quanto di premonitorio ci fosse in quella foto è difficile dirlo. Comunque sia, la cover d’esordio rimane uno dei tanti enigmi (…) insoluti nella straordinaria carriera - appena decennale - del grande gruppo rock britannico dei 70’. Non va dimenticata anche la tiepida, iniziale, accoglienza del pubblico e della critica musicale inglese ad una loro tournée in madrepatria che li spinse “definitivamente” (Nemo propheta in patria...?) sull’altra sponda dell’oceano, dove sarebbe iniziata una delle più travolgenti avventure della storia della musica.

Questo primo album, Led Zeppelin I, li candidò immediatamente come successori dei Cream e rivali del Jeff Beck Group. L’impatto del debutto fu enorme grazie ad una produzione altamente sofisticata e all’incontenibile energia blues racchiusa in brani come «Communication Breakdown», «Dazed and Confused», «Your Time Is Gonna Come» e «Good Times Bad Times». Per di più il remake di un brano tradizionale come «Babe I’m Gonna Leave You» (scritto dalla statunitense cantautrice Anne Bredon sul finire dei 50’) divenne cavallo di battaglia di ogni piccolo gruppo esistente sul globo. Canzone «Babe I’m Gonna...» che apre con il delicato arpeggio acustico di Page su cui la personale voce di Plant ricama uno di quei suoi drammatici e nel contempo delicati lamenti d’amore. Ed è così che in un batter d’occhio le vendite dell’album (disco d’oro USA nel luglio del 1969) raggiunsero livelli esaltanti.

Intelligentemente guidati dal manager Peter Grant, ex attore, ex lottatore, nonché ex tour manager (!), i Led Zeppelin seppero costruirsi una reputazione solidissima come la “prima”attrazione hard-rock del mondo, concentrando l’attività sui dischi (con vendite per milioni di dollari) e sulle grandiose, spettacolari, esibizioni dal vivo ovunque massicciamente sold-out. Una sola volta, agli inizi, erano apparsi in televisione e mai pubblicarono un singolo in 45 giri. E poi quell’aura quasi mistica, esoterica, che circondò la loro immagine (…). Ad ogni nuova tournée il pubblico - che aumentava sempre più paurosamente - correva nelle arene di tutto il pianeta a vedere le loro memorabili esibizioni live (in quegli anni eccezionali la band gareggiò con i Rolling Stones sia nel numero di presenze che negli incassi). Insieme agli Who i Led Zeppelin costituirono forse il miglior esempio di formazione puramente Rock-Act imperniata su basso, chitarra e batteria. Led Zeppelin I (annoverato tra le pietre miliari della storia rock), a distanza di quasi mezzo secolo dalla pubblicazione, è qualcosa di più di un disco da museo perché capace ancora, fin dalle prime note, di far venire i brividi sulla pelle. 

 

(Vulcano n° 82)

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