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Sull’orlo del precipizio

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Nonostante il cambio di allenatore, il campionato del Cagliari pare sempre più difficile da rimettere sui binari giusti. Lotta, coraggio, abnegazione e buona sorte, devono appartenere ai rossoblu nel finale del torneo... • di LUCA PES

 

Niente di nuovo all’orizzonte. Sono passati quasi tre mesi dall’ultima puntata del nostro “film del campionato”, eppure il Cagliari è ancora lì, impantanato sul fondo della classifica. Con lo spettro della serie B che, a dodici giornate dal termine, è sempre più vicino.

Sembrava il giorno della svolta, quel 23 dicembre in cui il Cagliari ha esonerato il tecnico Zeman per affidare la guida tecnica al cavallo di ritorno Gianfranco Zola, alla sua prima esperienza da allenatore nel massimo campionato italiano. Ma la media punti del tecnico boemo (12 punti in 16 giornate, 0,75 a partita), dà di pochissimo ragione al mister di Oliena, che finora ha raccolto in media 0,8 punti a giornata.

Nonostante il mercato di gennaio abbia portato in dote alcuni innesti interessanti, come il portiere Brkić, i difensori González e Diakitè, il centrocampista Hušbauer e gli attaccanti M'Poku e Čop, a fronte della partenza dei soli Benedetti e Ibarbo, il rendimento dei rossoblu non ha avuto la tanto agognata scossa utile ad acciuffare uno dei posti utili alla salvezza. La dice lunga l’unico punto conquistato nelle ultime sei giornate.

Il nostro “film” si era interrotto dopo la sonora sconfitta casalinga contro i Campioni d’Italia della Juventus, prima della sosta natalizia. Riprendiamo, dunque, dalla giornata disputata nel giorno della befana, nella cui calza il Cagliari trova un’amara sorpresa: tanto carbone, che si traduce in una sonora batosta. È 5-0 il risultato finale in quel di Palermo, un inizio shock per il nuovo mister cagliaritano. Ma cinque giorni dopo, contro il Cesena, arriva la prima vittoria stagionale al Sant’Elia. I gol di João Pedro e Donsah danno nuova linfa alla classifica rossoblu, rimpinguata sette giorni più tardi dall’ottimo punto conquistato sul difficile terreno di Udine. Al vantaggio di João Pedro fa seguito il sorpasso friulano, prima del definitivo pareggio, siglato da Avelar con un rigore battuto oltre il novantesimo. Il Cagliari sembra aver trovato la strada giusta e si impone, al Sant’Elia, anche contro i neroverdi del Sassuolo. Di Rossettini e Čop le reti della vittoria, il finale è 2-1. Otto giorni più tardi, si vola in terra orobica e il Cagliari sembra raccogliere un ottimo punto, grazie alla rete di Dessena che pareggia l’iniziale vantaggio dell’atalantino Biava. Ma l’ex Pinilla regala un amaro finale alla sua vecchia squadra e, al novantaquattresimo minuto, esegue una splendida rovesciata che non lascia scampo all’estremo difensore rossoblu Brkić. Al ritorno in terra sarda, c’è da affrontare la delicata sfida contro la Roma, pretendente per lo scudetto. Il Cagliari gioca una brutta gara, si trova sotto di due gol (Ljajic e Paredes) e riesce solo al novantacinquesimo a trovare la rete dell’onore col nuovo arrivato M'Poku. La partita di Torino contro i granata è un difficile banco di prova per la compagine rossoblu, ma una buona prestazione e un gran gol di Donsah, consentono al Cagliari di uscire imbattuto dallo stadio Olimpico. Contro l’Inter, al Sant’Elia, un Cagliari troppo confusionario e remissivo, specialmente nel primo tempo, subisce il doppio svantaggio dai neroazzurri che segnano con Kovacic ed Icardi, riuscendo soltanto a riaprire parzialmente la gara grazie a un gran tiro di Longo che carambola su Carrizo e si insacca alle spalle dello stesso portiere. La seconda gara consecutiva tra le mura amiche non va di certo meglio, questa volta è il Verona a fare bottino pieno grazie alle reti di Toni e Gòmez, a cui risponde il solo Conti nei minuti finali. L’ultima sconfitta è storia recente (rispetto al momento in cui scriviamo, ndr). Il Cagliari si presenta a Marassi al cospetto della Samp con un nuovo modulo, il 4-2-3-1, ma per gli interi 90 minuti la squadra appare smarrita, con la situazione che peggiora ulteriormente dopo i discutibili cambi tattici di mister Zola, oramai in evidente stato confusionale. Risultato finale: 2-0 per i blucerchiati.

Il cambio dell’allenatore e il mercato di riparazione, il presidente Giulini ha giocato due carte importanti. Zola è sempre più in bilico. A questo punto, solo un nuovo cambio della guida tecnica, da affidare ad un tecnico esperto e dai nervi saldi, potrebbe portare al miracolo salvezza. Ora sta alla dirigenza trovare il bandolo della matassa e all’intera squadra remare, con tutte le proprie forze, per non cadere nel terribile baratro della Serie B.

Che la buona sorte ci sia vicina!

 

(Vulcano n° 83)

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