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No alla violenza sulle donne. “La giornata internazionale” a Decimomannu

19 giornata internazione no alla violenza sulle donne (1)
19 giornata internazione no alla violenza sulle donne (2)
• di ETTORE MASSA

 

Il 25 novembre ricorre la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, proclamata in seguito alla tortura e all’uccisione nel 1960 delle sorelle Mirabal da parte del regime di Trujillo, nella Repubblica Dominicana, donne impegnate nella lotta di liberazione del loro paese. 

Risale al 1976 la prima manifestazione in piazza contro la violenza a Roma dove migliaia di donne hanno invaso le strade e le piazze rivendicando i loro diritti, dopo pochi mesi del tragico e spietato massacro del Circeo. Questi fatti, purtroppo, si sono ripetuti ancora e si ripetono tuttora quasi con assurda e incredibile puntualità, fatti di violenza inaudita spesso subiti nel silenzio e nella rassegnazione dalle vittime, impotenti e private della loro libertà di poter vivere senza paure ed oppressioni.

Anche a Decimomannu la manifestazione di solidarietà, non solo per ricordare questi tragici eventi ma per rivendicare i diritti alla vita di tutte le donne, si è concretizzata sabato 29 novembre nella Piazza del Volontario, organizzata dalla Pro Loco e Amministrazione Comunale e curata con la collaborazione delle Associazioni locali Il Flauto Majico, Cif, Arci Bauhaus, I Falchi.

Davanti alla statua di Giovanni Paolo II, consacrato Santo quest’anno, che nella sua vita ha seminato pace e fratellanza, si è animata una catena di nastri rossi con le persone intervenute a portare testimonianze, messaggi di rivendicazione, d’amore e di solidarietà. Presente e partecipata con una poesia dedicata alla madre di tutti, Maria, da parte di una rappresentanza dei giovani che hanno riaperto, anzi spalancato, le porte dell’Oratorio per far rivitalizzare quel messaggio di amicizia e amore trasmesso da Don Giovanni Bosco. Momenti intensi e ricchi di significato anche con i canti delle ragazze della Scuola “Il Flauto Majico” per esaltare e cantare l’amore tenendoci uniti a quella catena formata dai nastri, di colore rosso quale simbolo internazionale di passione e solidarietà verso coloro che hanno subito violenza, rosso come segno di avvertimento, rosso come la rabbia per come ci troviamo in questi casi soli e indifesi.

 

(Vulcano n° 82) 

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