22

Un nuovo soggetto politico a Uta

15 inversione a uta
15 un nuovo soggetto politico a uta
• di DANIELA CORDA

 

Tempo di novità e tempo di elezioni per Uta. “Più partecipazione” e “più trasparenza” sembrano essere i due ingredienti che più caratterizzano il nuovo soggetto politico ‘Inversione a Uta’.

Un soggetto nuovo, dinamico, che si differenzia nettamente da tutti quelli che hanno caratterizzato la scena politica fino ad ora: tanti giovani preparati ed esponenti di tutte le categorie sociali e del mondo dell’associazionismo. Un gruppo di persone che da quattro classici amici al bar si espande fino a coinvolgere centinaia di persone, con un unico obiettivo: cambiare Uta.

Ma la novità maggiore sta nella scelta della composizione della lista che si presenterà alle elezioni di maggio. Infatti, non si tratta di una lista preconfezionata dove, i soliti noti, hanno già stabilito il candidato sindaco e si sono accordati sulla spartizione delle poltrone. Tutt’altro: il gruppo lavora organizzato in sottogruppi (scuola, bilancio, urbanistica e così via), da cui escono valutazioni e proposte dopo un’accurata analisi della situazione locale. Un lavoro che procede per oltre un anno, coinvolgendo sempre più persone con l’intento di contribuire maggiormente alla costruzione del cambiamento. La lista, invece, verrà decisa in maniera democratica e sarà guidata da un unico sbarramento: chi si candiderà non dovrà avere un’esperienza amministrativa alle spalle, ne va della credibilità e della buona riuscita di questo ambizioso progetto. Insomma, persone nuove per davvero.

Ma c’è di più, questo nuovo soggetto non si esaurirà con le future elezioni amministrative ma, invece, sarà determinante sia come organo di controllo sull’operato dell’amministrazione, sia come supporto e mediatore tra cittadini e amministrazione. Si tratta di un gruppo apartitico, aperto a tutti, dove ognuno ha le sue idee ma con qualcosa che gli accomuna: il bene del paese.

Venerdì 5 dicembre, presso il centro sociale di via Argiolas Mannas, il gruppo è uscito allo scoperto, illustrando i valori e i principi fondamentali, e registrando una forte partecipazione della cittadinanza, di quelle che si sognano i partiti o movimenti locali odierni. E’ stata una vera dimostrazione di democrazia, perché non è vero che la gente si disaffeziona alla politica o non s’interessa alla politica: con l’evento del 5 dicembre si è dimostrato che la gente VUOLE essere coinvolta, VUOLE partecipare e non è più disposta a subire passivamente le decisioni prese in una stanza chiusa e non certo nell’interesse generale.

Chiaramente oggi non è sufficiente essere dei bravi amministratori. Con le risorse sempre più scarse e con la situazione economica drammatica che il Paese si trova ad affrontare, i futuri amministratori, troveranno grosse difficoltà a far fronte alle esigenze dei cittadini. Noi ci auguriamo che abbiano il buon senso di non anteporre il rigore dei conti al bene dei cittadini; che si ricordino che una pubblica amministrazione non è un soggetto privato, e quindi non è un’azienda, perché sebbene la teoria dominante neoliberista voglia convincere tutti che lo Stato deve fare “il buon padre di famiglia”, la verità è che soggetto privato e soggetto pubblico sono due soggetti completamente diversi, con funzioni diverse, persino opposte.

Oggi suonano più che mai attuali, e andrebbero sempre tenute a mente, le parole del professor Federico Caffè, un economista tra i principali diffusori della dottrina keynesiana in Italia, scomparso in circostanze misteriose nel 1987: «Al posto degli uomini abbiamo sostituito i numeri e alla compassione nei confronti delle sofferenze umane abbiamo sostituito l'assillo dei riequilibri contabili».

 

(Vulcano n° 82)

 

 

comments powered by Disqus
top