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Villasor. Consiglio comunale: tra pesci e imposte

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• di ROBERTO FENU

 

Dentro l’acquario le luci sono soffuse, l’aria è distesa, i pesci nuotano in tutta tranquillità mentre i passanti guardano distrattamente e se ne vanno.

Ci sarebbe da chiedersi come i pesci vedono la realtà attraverso quel vetro che distorce e li separa dall’ambiente circostante. Ma a noi è impossibile parlare con i pesci, perché essi sono muti e in tutti i casi non ne conosciamo neanche il linguaggio comportamentale.

Quindi non potremmo mai sapere, ad esempio, cosa significhi se il branco, tutto assieme, va a destra o a sinistra. Ci rimarrà sempre il dubbio di certi atteggiamenti pur vedendo i pesci ballare valzer politici.

È con una comunicazione di tutta urgenza che il sindaco di Villasor, nel dopopranzo del 26 di agosto, compone le pariglie del Consiglio Comunale per approvare i regolamenti che disciplineranno i tributi locali. Un comportamento strano per tanti motivi che forse i cittadini di Villasor non conosceranno mai. Motivi oscuri degni del romanzo “Il nome della rosa” di Umberto Eco.

Tornando a ritroso nel tempo, come si diceva, ciò che sbalordisce sono ad esempio le dichiarazioni rilasciate dall’ex assessore Sangermano al quotidiano “L'Unione Sarda” il 1° di agosto: “non ho simpatie per il M5S, sono iscritta al PD e ho preso le distanze dalla giunta: con le mie dimissioni ho voluto salvare l'onore del PD. Mi sono dimessa per ragioni strettamente politiche, legate all’attività amministrativa che non ritengo essere più in sintonia con le proposte elettorali”. L’assessore Sangermano, poi però, vota favorevolmente, in un valzer fatto di inchini, tutte le decisioni del Consiglio del 26 agosto.

Lascia allibiti il comportamento della minoranza non presente in consiglio, la quale si giustifica citando il regolamento comunale che disciplina il funzionamento del Consiglio, che prevede che in casi di convocazione d’urgenza gli atti da discutere in Consiglio debbano essere depositati perché i consiglieri ne possano prendere visione e la notificazione di convocazione debba avvenire entro le 24 ore antecedenti la convocazione del Consiglio. Per cui, non verificatasi questa procedura, la presenza dei consiglieri non avrebbe fatto altro che sanare le irregolarità, che a dire di qualche consigliere di minoranza potrebbe essere motivo di annullamento della seduta.

Peccato pero che rimangano, anche in questo caso, alcuni dubbi, perché durante il Consiglio si sente dire che gli atti sono stati prima discussi in commissione, tant’è che l’unico presente della minoranza, non si sa perché, vota a favore dei punti all'ordine del giorno.

Pur distratti i passanti si sono pero accorti che dentro l’acquario mancava qualcosa. Mancavano quei pesci che dicono essere predatori. Esperti cacciatori di quei pesci cangianti, di colore mutevole, che cambiano repentinamente direzione diventando imprendibili. Ma si sa che anche i pesci rispondono alle leggi del branco, perciò non possono predare i loro stessi componenti. Non possono predare un componente della loro stessa famiglia: indebolirebbero il branco. È così che il predatore perde l’istinto; è così che il capobranco è costretto a stratagemmi se non vuole trovarsi a capo di un branco debole e confuso.

È proprio cosi che partono i proclami di ricorsi al TAR per convocazione illegittima del Consiglio, salvo poi smerciare tali proclami come inutili provocazioni; è così che si invocano il prefetto e il segretario comunale quali risolutori di conflitti di legittimità le cui ragioni sono del tutto soggettive, cioè non ricadono nella sfera oggettiva del diritto; potremmo continuare, ma non vogliamo annoiare i nostri distratti passanti che sanno già molto bene di cosa si sta ragionando.

Poi sono ormai abituati all’incoerenza, non fa più neanche effetto sentire il capo dell’amministrazione accusare il Governo di politiche restrittive contro gli Enti locali, quando è ancora vivido il ricordo delle foto postate su Facebook che lo ritraggono abbracciato all’attuale presidente del Consiglio in visita in Sardegna. Ancora oggi “coerentemente” mostra di aver ben appreso la tecnica delle slide con tanto di pesciolini.

Forse, c’è da dire, che quei pesci ci vedono abbastanza bene anche attraverso quel vetro che a noi appare appannato. Sanno, quindi, come muoversi per essere scelti e messi dentro l’acquario, tanto che da vent’anni ci sono sempre gli stessi capibranco. È stato cosi anche per il ventennio precedente, ma questa ormai è storia e la storia, a molte persone, annoia. Come cosi, scrive il poeta Ungaretti nella poesia Italia, gli innumerevoli contrasti d’innesti maturano in serra.

 

(Vulcano n° 81)

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