22

Uta. Non si muore di sola TASI, vero sindaco?

8 tasi uta
• di DANIELA CORDA

 

Se c’è un pensiero che oramai accomuna tutti gli italiani, dev’essere senz’altro quello dei tributi, che aumentano di anno in anno e non risparmiano nessuno.

Con la legge di stabilità del 2014, infatti, oltre alla TARI, la mini IMU e la IUC, ha fatto la sua comparsa anche la TASI, l’imposta sui servizi indivisibili (illuminazione pubblica, la sicurezza, l'anagrafe, la manutenzione delle strade ecc.).

La novità sostanziale di questa nuova tassa è che, oltre ai proprietari di case, sono tenuti a pagarla anche gli inquilini, insomma, l’ennesima batosta per i consumatori, nonché per i commercianti, gli artigiani e i piccoli imprenditori.

Per i Comuni che ancora non avevano deliberato entro il 23 maggio, il termine è stato prorogato al 10 di settembre mentre il termine del versamento è stato fissato al 16 ottobre.

L’amministrazione del Comune di Uta ha deciso di azzerarla. Il continuo aumento dei tributi locali viene giustificato dai continui tagli dei trasferimenti statali ai Comuni, conseguenza quest’ultima dei vincoli di bilancio imposti dai trattai europei (soprattutto dal Fiscal Compact). E, sebbene il Comune di Uta non abbia applicato la TASI, dal bilancio di previsione approvato il 16 settembre si evincono diversi incrementi.

Chiediamo al sindaco, Giuseppe Pibia, un po’ di chiarezza.

Come giustifica questi aumenti? In qualche modo c’entrano i continui tagli dei trasferimenti statali?

I trasferimenti statali al Comune di Uta quest’anno sono stati tagliati di 700’000 euro rispetto all‘anno scorso.

Abbiamo notato che è stata triplicata l’addizionale IRPEF che da 100’000 è passata a 300’000;

Abbiamo aumentato l’IRPEF che, in un primo momento, abbiamo mantenuto allo 0,4 poi c’è stato un ulteriore taglio al Fondo di Solidarietà e siamo stati costretti ad aumentarla. Però, con l’IRPEF, per la fascia di cittadini che ha un reddito fino a 10’000 euro ci sono le detrazioni che azzerano l‘imposta, quindi non pagano neanche le addizionali, mentre con la TASI non ci sarebbero state eccezioni neppure per chi non ha un reddito.

Insomma avete scelto il male minore.
E’ stato inoltre previsto un massiccio piano di alienazioni per 414’485 di aree Peep (piano edilizia economica popolare) e Pip (Piani di insediamento produttivo), e 619’751 per beni immobili.
Sì, stiamo lavorando per realizzare l’isola ecologica e abbiamo dei lotti da vendere.

Quindi questo prescinde dalla scarsità di risorse?
Sì, quei soldi servono per ultimare la stessa zona artigianale, abbiamo quattro lotti nel PIP.

E i beni immobili?
Quello si riferisce all’ex mattatoio.

Le concessioni cimiteriali, invece, sono passate da 35‘000 a 70‘000?
Quelle sono le costruzioni dei loculi. E’ una partita di giro, prima ne avevamo previsto 35000, ora ne abbiamo previsto 70’000 perché aumentano le richieste e aumenta anche la popolazione. Ma il costo del loculo è sempre lo stesso. Si tratta di un incremento di costruzioni.

Per quanto riguarda la rata della mensa per la scuola dell’infanzia, ci risulta che sia passata da 65 euro a 83.
Be’, quello è dovuto ai costi della nuova gestione: è cambiata la gestione e ci sono dei costi in più. Poi comunque quella riguarda la rata massima, chi ha un reddito basso paga meno. Ogni anno facciamo un nuovo appalto e ogni anno c’è il cambio di gestione.
Comunque ci tengo a sottolineare che, rispetto ad altri Comuni in zona, siamo quelli che hanno mantenuto gli standard più bassi riguardo la fiscalità.

Ritiene che sia giusto che il Governo continui a tagliare la spesa pubblica come ha più volte ribadito?Le risorse che spettano a noi è giusto che restino a noi. Per quanto riguarda gli sprechi invece è giusto che vengano tagliati.

Spesso sul discorso dei tagli, c’è chi ancora fa confusione e sembra non capirne il reale significato. Taglio significa che quei soldi spariscono definitivamente e non possono essere utilizzati per altro. Non pensa invece che i soldi degli sprechi (perché poi si taglia tutto meno che gli sprechi) andrebbero, semmai, reindirizzati là dove servono? Perché “tagliare” significa rimuovere dal bilancio, che è una cosa completamente diversa, non significa dirottare quelle risorse verso altre voci. 
Certo.

Il sindaco di Villaspeciosa, Elio Mameli, ha scritto una lettera molto dura indirizzata al Presidente del Consiglio dove sostanzialmente evidenza le grosse difficoltà che si ritrovano ad affrontare i piccoli Comuni, come il suo, in seguito alle politiche economiche perseguite dal governo. E sottolinea il fatto che gli amministratori oggi si ritrovino a fare gli esattori.
Questo non da oggi ma da quando hanno messo l’IMU: a noi ha danneggiato tantissimo perché la parte cospicua che si pagava per i capannoni, la categoria D, è andata interamente allo Stato.

Quindi dal 2011, da quando c’era il governo Monti.
Sì.

Si sentirebbe di sottoscriverla, la lettera del sindaco Mameli? Sa, a volte l’unione fa la forza.
Dovrei prima leggerla con attenzione.

Ringraziamo il sindaco per la disponibilità e restiamo in attesa dei consueti nuovi tagli con cui verrà disintegrata ulteriormente l’economia del nostro “bel Paese” e dei futuri nuovi tributi. Come dire, aspettiamo di scoprire con impazienza di quale altra morte dovremo morire. Prima di morire definitivamente.

 


(Vulcano n° 81)

comments powered by Disqus
top