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Il 15° rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna

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• di MARIA ANGELA CASULA

 

Recentemente l’Assessore regionale della difesa dell’ambiente ha presentato il “15° rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna”, redatto dalla Sezione regionale del Catasto dei rifiuti dell'ARPAS, in collaborazione con gli Osservatori Provinciali dei rifiuti e l'Assessorato della Difesa dell'Ambiente della Regione, che colloca la Sardegna all'ottavo posto su base nazionale, registrando un ottimo risultato pari a quasi il 51 per cento di raccolta differenziata.

La Sardegna quindi si colloca tra le regioni virtuose in tema di raccolta dei rifiuti urbani.

Infatti, in base a questo rapporto, la Sardegna si posiziona al di sopra della media nazionale, in termini di percentuale di raccolta differenziata registrata nel territorio, con circa nove punti percentuali in più, superando abbondantemente la media rilevata per le regioni del sud e del centro, e avvicinandosi pertanto ai livelli ottimali di alcune regioni virtuose del nord Italia, vedi Emilia Romagna e Lombardia, ma ancora lontana dall’eccellenza di regioni virtuose come il Veneto e il Trentino Alto Adige.

L’Assessore all’ambiente, Donatella Spano, nel presentare il 15° rapporto sulla gestione dei rifiuti urbani in Sardegna, ha sostenuto che "Siamo più che soddisfatti di questi dati, che dimostrano che gli indirizzi che stiamo seguendo sono buoni e le politiche regionali efficaci" e ha annunciato l'avviamento a breve termine dei lavori per “l’aggiornamento del Piano e per redigere un disegno di legge sui rifiuti”.

L’Assessore afferma inoltre che "Rileviamo con soddisfazione che diminuisce la produzione di rifiuti, ma esiste una grande disparità tra i comuni, nella raccolta di differenziata, che oscilla tra il 75% e il 20%.

Per raggiungere l'obiettivo del 65 per cento - ha aggiunto l'Assessore - deve migliorare la raccolta nei grossi centri e dei comuni costieri.

È nostra intenzione continuare nell’educazione e sensibilizzazione per migliorare la raccolta, recuperare materiali come il legno e accelerare per la realizzazione degli ecocentri già finanziati".

La situazione della raccolta differenziata in Sardegna analizzata nel rapporto si riferisce all’anno 2013, e sottolinea una diminuzione della quantità totale dei rifiuti raccolti sul territorio regionale ed in modo particolare una riduzione dei rifiuti “a smaltimento”, con un leggero aumento sia del livello della raccolta differenziata, che si attesta sul 50,9%, che del totale complessivo dei rifiuti differenziati raccolti.

Questo risultato positivo è stato raggiunto anche per effetto dell’avvio a regime “di raccolte ad alta efficienza in alcuni comuni di impatto rilevante.

L'aggiunta di una nuova linea di compostaggio in esercizio, e la messa a regime delle linee attivate nel 2012, ha consentito il pressoché totale recupero della frazione organica da raccolta differenziata.

Si rileva una consistente diminuzione della quantità dei rifiuti mandati direttamente a discarica senza pretrattamento”.

L’Assessore evidenzia infine gli obiettivi che si pone l’Amministrazione regionale in materia di politiche di pianificazione e incentivazione, ovvero “…accelerare il passaggio verso il 65% della raccolta differenziata e completare la dotazione impiantistica di recupero di energia e materia, anche in vista del raggiungimento dei target di recupero effettivo per il 2020 e di riduzione dei rifiuti biodegradabili in discarica per il 2018”.

La raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani se fatta ad un livello elevato permette la diminuzione della quantità di rifiuti spediti nelle discariche o negli inceneritori, infatti grazie alla differenziata una buona parte dei rifiuti potrebbe essere trattata e riutilizzata.

Quindi differenziare rappresenta il primo passo verso una gestione dei rifiuti ottimale ed efficiente.

Ovviamente il risultato registrato nel rapporto, essendo una media, è influenzato dalla percentuale di differenziata raggiunta in ciascun comune della Sardegna, per cui potremo trovare un comune virtuoso con una percentuale di raccolta differenziata superiore al 50,9% della media regionale e comuni poco virtuosi con un risultato molto al di sotto di tale valore, e le cause possono essere molteplici, da un inefficiente organizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, ad uno scarso senso civico ed eduzione sociale dei cittadini, magari poco sensibilizzati dalle istituzioni, sebbene ritenga che il senso civico debba essere presente in ognuno di noi, come ospiti passeggeri di questo pianeta, a prescindere dalle campagne di sensibilizzazione organizzate ai vari livelli.

 

08.03.2015

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