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Omicidio Verbano. Una storia dimenticata

valerio verbano
• di MONICA ATZEI

 

22 febbraio 1980 - 22 febbraio 2015

Valerio Verbano era nato a Roma il 25 febbraio 1961, il padre era un funzionario ministeriale iscritto al PCI e la madre infermiera. Valerio era uno studente e anch’egli era un’attivista di sinistra. Appunto per questo aveva scritto un documento da poco tempo, diciamo un Dossier, nel quale aveva ricostruito l’attività dei Nar, i Nuclei armati rivoluzionari, gruppo eversivo dell’estrema destra.

Quel 22 febbraio di 35 anni fa, tre ragazzi si presentano a casa di Valerio nel quartiere di Monte Sacro, dicendo alla madre di essere amici del figlio, ma una volta entrati legano ed imbavagliano la madre Carla ed il padre, i “fantomatici amici” sono dei malintenzionati che probabilmente per motivazioni politiche stanno cercando Valerio.

Il ragazzo rientra da scuola e, resosi conto della situazione, si scontra verbalmente e fisicamente con gli aggressori, ma uno di questi gli spara un colpo di pistola alla nuca e Valerio muore sotto gli occhi dei genitori. Una ricostruzione successiva dice che l’intenzione dei ragazzi era quella di una spedizione punitiva, ma il litigio scaturito sarebbe degenerato arrivando a quello sparo.

Sin da subito l’omicidio fu attribuito ai Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR), ovvero l’ala più estrema della destra eversiva, i Terroristi Neri, essi stessi rivendicheranno l’omicidio, ma malgrado tutto dopo 35 anni non si è mai arrivati alla Verità, il movente e i responsabili dell’omicidio sono ancora da accertare.

La signora Carla si è battuta sino alla morte, avvenuta nel 2012, affinchè si riuscisse a scoprire chi, come e perché, ma non è riuscita a far luce su questa pagina di cronaca italiana e dopo la sua morte il silenzio si è fatto sempre più pesante.

Ora, a distanza di 35 anni, io, come forse qualche altro, ci chiediamo: quanto dobbiamo aspettare? Si riuscirà a capire perché tutto è stato “insabbiato”, perché poche ipotesi e perché nessuna certezza?

Valerio aveva 20 anni. Non dobbiamo dimenticare, anzi dobbiamo ricordare, ricordare per noi stessi e per le generazioni future.

 

22.02.2015

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