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Parliamo d'arte?

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• di MARIA ANGELA CASULA

 

È stato presentato ieri al Museo MAN di Nuoro il catalogo della mostra Maria Lai.
Ricucire il mondo, l'artista Ullassese, scomparsa già da due anni ormai, considerata tra i più significativi esponenti dell’arte contemporanea. 

Corpo, analisi, opere della Lai sono gli argomenti che hanno arricchito il catalogo attraverso i saggi di Emanuela De Cecco, Anna Maria Montaldo, Maura Picciau, Maria Luisa Frongia, Lorenzo Giusti, Barbara Casavecchia, Pietro Clemente e Cristina Gigli.
Analisi attenta e ricerca accurata a dare merito e valore alla vita e alle opere della grande artista, riconosciuta in tutto il mondo per le sue creazioni di Arte Sociale, Arte Povera e Informale.

Legata fortemente al territorio è stata promotrice di opere che hanno scardinato i luoghi comuni che volevano alcuni territori della Sardegna, chiusi ad un discorso comunitario.
Donna dai semplici modi ma di grande intuizione e caratura morale.

Di notevole calibro le amicizie e le frequentazioni nell'arco della sua vita.
Da Bruno Munari a Giuseppe Dessì, dirimpettaio durante la sua permanenza a Roma; da Costantino Nivoli a Jorge Eduardo Eielson e Salvatore Cambosu.

Di grande prestigio le sue mostre, oltreché in Sardegna, in tutto il mondo compresa quella avvenuta nel 1978 alla Biennale di Venezia.
Dopo le recenti esposizioni negli Stati Uniti  e in prestigiose manifestazioni europee, Maria Lai è considerata a pieno titolo l'artista più significativa della Sardegna.

A distanza di sei mesi dalla sua morte, avvenuta a Cardedu il 16 Aprile del 2013, è stato promosso un convegno in suo ricordo da Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati,  presso la Sala della Regina a Palazzo Montecitorio.  
Nel catalogo pubblicato da Silvana Editoriale e presentato ieri, questo ed altro ancora sulla vita e le opere di questa piccola grande Donna e Artista Sarda. 

 

14.02.2015

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