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Villasor. A teatro con “Fueddu e gestu”

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Carlo Goldoni: laboratorio per i giovani. • di LUIGI PALMAS


Il Centro Teatrale Fueddu e Gestu di Villasor ha presentato nei mesi scorsi “Le avventure della villeggiatura” da C. Goldoni, esito scenico del laboratorio teatrale tenuto per i giovani.
Fueddu e Gestu non è solo una delle più importanti compagnie teatrali della Sardegna ma è una scuola, espressione culturale del territorio. Lontana dalle mode o dalle “convenienze” culturali ufficiali, ha lavorato, in un trentennio, sulla poesia, le arti, il teatro in lingua sarda e italiana. Un grande impegno verso l’animazione socio culturale, con un’attenta ricerca sul campo della lingua, delle tradizioni e storia dell’isola. Ha incentivato la produzione letteraria sarda invitando autori come Francesco Masala, Paolo Pillonca, Ignazio Delogu, Gianmario Demartis, Leonardo Sole a scrivere testi originali per il proprio teatro, interpretando opere di Salvatore Cambosu, Giuseppe Dessì, valorizzando autori emergenti come Anna Cristina Serra e Francesca Falchi. La grande artista Maria Lai ha spesso lavorato con la compagnia ad eventi culturali coinvolgenti intere comunità, realizzando scenografie e costumi di alcuni spettacoli. La compagnia è impegnata nella ricerca e nella sperimentazione di linguaggi delle arti che producono un proprio originale percorso teatrale. Direttore artistico e regista è Giampietro Orrù, impegnato da dieci anni nella rassegna Teatrinversus, dedicata ai temi di importanti autori della cultura internazionale che stanno a cuore alla compagnia come Lorca, Jarry, Gogol etc. La presenza e la diffusione della cultura, dell’arte, del teatro, con una grande crisi attuale di valori, è importante per una coscienza civile contro le molte proposte indecenti di molta televisione e un diffuso consumismo deleterio. Fueddu e Gestu presenta il teatro come percorso di un mutamento personale e sociale. La compagnia, presente in tutta la Sardegna, nelle scuole, università e servizi sociali, con laboratori teatrali e produzione di spettacoli originali, vanta una conquista di riconoscimenti regionali e nazionali per il teatro in collaborazione con le scuole. Anche se il regista e la compagnia non ostentano mai la loro importanza, hanno e si ha la coscienza del lavoro fatto in tutto questo tempo. In questi ultimi anni hanno deciso di continuare e incrementare la propria ricerca e stile teatrale creando una scuola-laboratorio per i giovani, all’interno della propria struttura teatrale, che probabilmente è unico come proprietà di una compagnia nell’isola, costruito con i ricavi del proprio lavoro, senza mecenati, senza chiedere a nessuna amministrazione comunale la disponibilità di strutture. Le molte rappresentazioni del 2014, sponsorizzate, anche su face book hanno suscitato tanta curiosità nella rete, oltre che tra gli amici e parenti dei ragazzi, hanno avuto il teatro strapieno. E’ stato un grande successo che ha ricompensato il lavoro di tutti i protagonisti.
Il regista e l’attrice Maura Grussu hanno riconosciuto la validità del risultato, vedendo non solo bravi ragazzi e allievi ma anche dei talenti che potranno proseguire anche con il teatro l’esperienza vissuta come crescita personale. Alla fine della “prima” rappresentazione, con i brindisi e i complimenti di tutti, i ragazzi, allegri e soddisfatti, anche commossi, hanno concordato sulla volontà e validità di continuare la bella esperienza.
Il programma di laboratorio è stato suddiviso tra il training teatrale: espressione mimico gestuale, vocalità, dizione, recitazione, spazio scenico, teoria e pratica del teatro, e il lavoro di messa in scena. Poi esercitazioni individuali e di gruppo hanno permesso di arrivare all’opera di Carlo Goldoni: “Le avventure della villeggiatura”. Questo autore, importante nella storia del teatro (1707- 1793,) con il suo “castigat ridendo mores”, la sua rivoluzione teatrale con la sua comicità e la sua grandezza nel raccontare e rendere protagonista il gruppo degli attori, ha favorito la scelta. I ragazzi hanno procurato i materiali di scena e i costumi, e hanno venduto i biglietti. Una grande soddisfazione è arrivata dalla commissione del Premio Nazionale dedicato a Giorgio Gaber, che ha risposto alla direzione di Fueddu e Gestu selezionando il progetto del gruppo per rappresentare a maggio nella città di Grosseto “Le avventure della villeggiatura”. Purtroppo questa occasione è sfumata perchè non si è riusciti a procurare i fondi necessari alla trasferta che non è stata finanziata da nessun ente né privato né pubblico.
Questo meraviglioso gruppo, formato da Fabiola Concas, Lorenzo Eriu, Alessio Lampis, Stefania Lampis, Angela Herres, Anna Herres, Roberta Palmas, Silvia Palmas, Emanuela Orrù, Federica Orrù, Dario Piras, Flavio Vacca e Daniele Zuncheddu sa che per loro non è importante la presenza di presuntuosi e pseudo uomini politici o d’affari alle repliche dello spettacolo, perché la gioia più grande l’hanno ricevuta da un grande pubblico di appassionate e competente, che ha sostenuto la bella esperienza teatrale e ne ha stabilito il successo.

Augusto Medda, giornalista e fotografo ufficiale della compagnia, sempre presente alle prove e alle rappresentazioni ha posto alcune domande a Giampietro Orrù:
E chi meglio di Giampietro Orrù può interpretare il successo di questi ragazzi?
“La cultura viene considerata erroneamente un fattore marginale, dimenticando che la stessa situazione economica è dovuta ad una “cattiva educazione culturale” (a dimostrazione di quanto può incidere la cultura nella vita di tutti i giorni). A parte tutto la soddisfazione è grande, quando si assiste al cambiamento in positivo delle persone. È sicuramente da apprezzare la caparbietà dei ragazzi nel frequentare il laboratorio di teatro nonostante impegni di studio e per alcuni di lavoro. Poi il teatro, quello vero, è gratificante, anche se impegnativo. Come tutti i giochi ha regole da rispettare per poi permettersi di reinventarlo, è difficile perché, come si sa, richiede un notevole lavoro psicofisico, bisogna memorizzare, educarsi alla pazienza e alla concentrazione, infine utilizzare gli strumenti della comunicazione e dell’espressione scenica. Certo si può sempre fare di più e meglio ma intanto i ragazzi del laboratorio sono stati bravissimi nel mettere in campo i loro talenti, i suggerimenti e gli insegnamenti miei e della mia collega Maura Grussu. Ho lavorato con loro attraverso tecniche animative basate sul gioco di squadra comune a tanti altri lavori di equipe, ma senza alienazione, senza mai perdere l’entusiasmo e provando piacere nel portare a buon fine l’esito scenico per il pubblico. Tutti i ragazzi devono sicuramente affinare gli strumenti del gioco d’insieme ma alla fine, l’aver fatto una cosa importante per se stessi e per il divertimento degli altri è stata una grande, impagabile soddisfazione.”
Cosa ti senti di consigliare o incoraggiare a questi ragazzi?
“Consiglio ai giovani motivati e di talento di coltivare l’arte al di là di tutto, come passione, impegno nel tempo libero, prima ancora che come professione. Fare “teatro” significa conoscere e sviluppare attitudini utili nella vita di tutti i giorni. A tutti (non solo a quelli motivati e di talento) di frequentare il teatro e di utilizzarlo come “strumento” per compiere un percorso di crescita individuale e collettiva. Il teatro di gruppo è sicuramente un’esperienza che rende le persone in grado di abbattere barriere, pregiudizi e favorire la solidarietà e l’integrazione per migliorare la qualità della vita. Il teatro è una disciplina in grado di far guadagnare alle persone spirito critico e obiettività ed è il “luogo spirituale” in cui si possono realizzare i sogni spesso contrari a quelli orizzontali, economicistici e massificanti della bassa politica attuale.”
Il regista di Fueddu e Gestu è e vuole risultare scomodo e non rinuncia a dire ciò che pensa sul disastro sociale che stiamo vivendo, non riuscendo a non esprimere contrarietà verso la politica di oggi, a tutti i livelli, perché non investe nella “Cultura”, l’unico bene che può migliorare le persone e quindi il mondo.


(Vulcano n° 80)

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