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Elezione del Presidente della Repubblica. Pronostici.

giorgio napolitano
• di MARIA ANGELA CASULA

 

Il 14 gennaio 2015 si è ufficialmente dimesso il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che conclude il suo secondo mandato.

Lo stendardo bianco bordato di azzurro, che sta a indicare la supplenza, è stato issato e da quel momento il Presidente del Senato Grasso è a tutti gli effetti Presidente supplente della Repubblica Italiana.

Il Presidente della Repubblica Italiana, nel nostro sistema politico, è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale; la sua elezione ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell'Assemblea nelle prime tre votazioni, per le successive votazioni è sufficiente la maggioranza assoluta, secondo quanto stabilito dall’articolo 83 della Costituzione.

Il Presidente della Repubblica è un organo costituzionale eletto dal Parlamento in seduta comune, integrato da rappresentanti delle Regioni, nella misura di tre per ognuna, eccetto la Valle d'Aosta, che ne ha uno solo, per un totale di 58 elettori e dura in carica per sette anni.

La figura del Presidente della Repubblica Italiana, per le innumerevoli funzioni e compiti attribuitegli dalla Costituzione, è un organo molto importante per la tutela della democrazia in Italia.

Questo periodo è molto delicato per l’Italia e a livello politico nazionale rappresenta un momento caratterizzato da intense e continue consultazioni e contrattazioni sulla scelta del nominativo che occuperà il Palazzo del Quirinale.

Entro la fine del mese si procederà alla prima votazione e il Presidente del Consiglio prevede che le prime tre votazioni, che, come visto, richiedono un quorum qualificato, non andranno a buon fine e solo in quarta votazione verrà individuato il nominativo scelto, garante dell’indipendenza del Parlamento, soprattutto nei confronti dell’esecutivo.

Molto importante sarà garantire la massima credibilità possibile per l’attuale maggioranza politica e la condivisione con le varie forze politiche per esprimere un voto rappresentativo anche delle minoranze parlamentari.

La scelta non è semplice e sono molti i nomi spesi finora, tra i quali troviamo Amato, Prodi, Fassino, Finocchiaro, Franceschini, Del Rio, Veltroni, Mattarella, Padoan, Visco e tanti altri, ma in realtà l’obiettivo dovrà essere quello di una scelta consapevole, ci si auspica che sia una figura di largo respiro, che sia imparziale, indipendente e riesca a traghettare un paese come l’Italia fuori da questa lunga e difficile crisi, garantendo l’equilibrio politico e istituzionale necessario proprio nei momenti delicati come quelli che stiamo vivendo.

 

29\01\2015

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