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Villaspeciosa. Luigi Muntoni, un Sindaco con la Giustizia Sociale nel cuore

80 - 18 luigi muntoni
80 - 18 luigi muntoni finanziere nel 1949
La storia di un sindaco di Villaspeciosa con ideali di Destra, molto amato e votato dalla Sinistra. • di GIULIANA MALLEI


Le pagine di Vulcano ospitano molto spesso biografie di personaggi che hanno fatto la storia dei paesi presenti nel Territorio. E' un atto dovuto alla memoria di chi ha contribuito, con il suo operato, a migliorare la vita di tutti noi. Uno di questi personaggi è stato Luigi Muntoni, una Stella Cometa che ha illuminato Villaspeciosa per brevissimo tempo.
Ringraziamo il figlio maggiore, Roberto, per aver ripercorso e condiviso le tappe fondamentali della vita di suo padre, esempio di democrazia e sindaco del paese per due volte.
Nato a Sanluri il Primo gennaio 1930 in una famiglia di panificatori, imparò il mestiere in casa pur non avendo intenzione di proseguire su questa strada. Infatti nel 1947, a soli 17 anni, si arruolò nella Guardia di Finanza e partì per diverse località della Penisola, tra le quali il confine con la Jugoslavia. Erano anni difficili e in quell'area gli scontri tra italiani e sloveni si susseguivano con notevole frequenza e le foibe conobbero i primi martiri italiani di una guerra fratricida combattuta tra comunisti titini da un lato e italiani da un altro.
I genitori di Luigi temevano per l'incolumità del proprio figlio e insistettero affinché egli si congedasse e facesse ritorno a casa, cosa che avvenne nel 1951.
In quel periodo il padre di Luigi, Giuseppe, pensava già di aprire un altro panificio ma non a Sanluri, bensì a Villaspeciosa. Egli infatti aveva avuto modo di conoscere alcuni studenti di Villaspeciosa, iscritti al collegio dei Padri Scolopi, i quali lo informarono che a Villaspeciosa non esisteva nessun panificio.
Tra gli studenti vi era il giovane Antonino Sarais la cui famiglia fu ben lieta di affittare al sig. Giuseppe Muntoni i locali dove fu sistemato il forno per la panificazione e la rivendita. Fu così che nel 1952 Villaspeciosa ebbe il suo primo panificio. Qui lavoravano, oltre al patriarca, i figli Elio, Luigi e Graziella.
La simpatia e l'affabilità del giovane Luigi fu, per gli speciosesi, travolgente. Dotato di grande carisma, sensibilità umana e bellezza conquistò il paese e contemporaneamente il cuore della giovane Teresa Podda che, in quello stesso anno, divenne sua moglie.
Poco dopo le nozze, il panificio di Luigi Muntoni fu trasferito in un locale nuovo di zecca, ma l'ex panificio continuò ad esistere perché la famiglia Sarais aveva oramai imparato il mestiere. Ecco che Villaspeciosa, nel giro di poco, si ritrovò con due panifici.
Il buon senso e la bontà d'animo del giovane Luigi lo resero popolare nel paese che lo stimò profondamente. Pur avendo idee politiche di Destra, cosa di cui non fece mai mistero, egli fu amato e rispettato soprattutto dalla Sinistra che trovava in lui il giusto portavoce contro ingiustizie e soprusi che ancora esistevano. Aiutò personalmente tutti coloro che si trovavano nel bisogno e non disdegnò di dare buoni consigli e supporti concreti a chi non aveva mezzi. Per questo motivo, nelle elezioni del 1960, fu candidato in una lista civica composta, in massima parte, da comunisti e vinse contro una Democrazia Cristiana ritenuta imbattibile.
Si insediò come sindaco il 3 dicembre del 1960, all'indomani dell'ultima grande alluvione che colpì il paese danneggiando gravemente numerose case e raccolti. Da subito si adoperò per espletare le pratiche burocratiche affinché gli ispettori del Genio Civile effettuassero i sopralluoghi e avviassero i risarcimenti nel più breve tempo possibile. Purtroppo però erano anni in cui la DC non poteva stare a guardare i successi di una lista civica e non poteva permettere che nella mente della povera gente si insinuasse l'idea che una persona educata, non vendicativa e non autoritaria potesse riuscire a governare in pacifica armonia e dialogo con tutti. Iniziò così una “guerra di logoramento” atta a screditare il sindaco e l'amministrazione. In quegli anni i comunisti erano considerati lontani da Dio e non trovavano accoglienza in parrocchia né per i sacramenti né per altro. L'allora parroco rifiutò di celebrare matrimoni religiosi se uno dei due sposi era comunista, rifiutò anche di accettare come padrini di battesimo tutti coloro che appartenevano a questo schieramento politico o erano ad esso molto vicini (sindaco compreso). Una guerra in perfetto stile Peppone e don Camillo che vide Luigi Muntoni radiato dalla parrocchia senza troppi complimenti. Nonostante ciò l'Amministrazione reggeva e andava avanti, pertanto gli avversari politici decisero di mettere in campo un'altra strategia: controllare l'onestà degli amministratori. In questo modo emerse che ben 9 membri del Consiglio Comunale risultavano morosi nei confronti del Comune medesimo per non aver pagato una rata d'affitto dei lotti comunali. Si trattava di cifre irrisorie che però il TAR ritenne rilevanti e decretò la caduta dell'Amministrazione Comunale. Era il 24 dicembre 1961.
Amareggiato per l'accaduto, Luigi Muntoni mise da parte la politica, ma non smise di combattere contro le ingiustizie.
In quegli anni era usanza che tutti gli esercizi commerciali aprissero la domenica mattina. Oggi la cosa non fa meraviglia, dato che da qualche anno il riposo domenicale per gli impiegati del settore commerciale non esiste più nuovamente. All'epoca, una normativa regionale e nazionale proibiva le aperture domenicali poiché la domenica era giorno di riposo per tutti. A Villaspeciosa nessuno rispettava questo divieto e tutti aprivano, anche se di malavoglia.
Luigi Muntoni, con quasi tutti gli altri esercenti, si fece promotore di questa battaglia contro l'apertura domenicale. Proprio lui che il parroco reputava un “senza Dio” chiedeva che fosse rispettato il giorno del Signore!
I Commercianti di Villaspeciosa scrissero una specifica richiesta al sindaco, Cesello Sedda, in cui chiedevano il rispetto della normativa vigente. Il sindaco, a sua volta, girò la richiesta al Prefetto il quale rispose imponendo il rispetto della Legge. Ci fu un po' di scompiglio in paese perché non tutti erano favorevoli a rinunciare all'acquisto di mezz'etto di formaggio macinato o ad un etto di mortadella, la domenica mattina subito dopo la messa. Lentamente la normativa venne fatta digerire e tutti si resero conto che in fondo la domenica deve essere un giorno di riposo da dedicare a se stessi e alla famiglia.
Nel luglio del 1966 si tornò a votare per il rinnovo del Consiglio Comunale e Luigi Muntoni si candidò nuovamente con una lista civica con l'intenzione di non fare il sindaco. Infatti fu nominato Primo cittadino Eugenio Podda che ricoprì questo incarico dal 10 luglio di quell'anno fino al rimpasto in Giunta avvenuto l'8 marzo 1969, data in cui Luigi Muntoni fu acclamato nuovamente sindaco. Purtroppo le difficoltà in seno all'Amministrazione si rivelarono ben presto complicatissime e di non facile soluzione, inoltre il neo sindaco, pur essendo ancora molto giovane, non godeva di una buona salute. Per queste ragioni il 7 febbraio 1970 si dimise.
La leucemia lo stroncò, dopo lunghe sofferenze, il 10 maggio 1973 a soli 43 anni. Lasciava la moglie e quattro figli, un'attività commerciale florida, che tutt'oggi prosegue, e un ideale di democrazia e di giustizia sociale che vive nella memoria di chi lo ha conosciuto, ma soprattutto nel cuore e nell'operato dei suoi figli.

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