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La TASI, una IMU di ritorno per spillare gli ultimi spiccioli dalle nostre tasche

5 tasi e imu
• di SANDRO BANDU

 

Questo numero sarà imperniato su una mini inchiesta che abbiamo effettuato tra i nostri Comuni sulla tanto odiata Ta.Si., la nuova tassa che andrà a sostituire l'Imu.

Si proprio così: nel nostro paese, famoso nel mondo per le sue contraddizioni gattopardesche, si cambia tutto, anche il nome di una tassa, purché tutto rimanga tale e quale; per qualcuno è la tassa che darà il colpo di grazia e che finirà per sottrarre gli ultimi spiccioli dalle tasche degli italiani. 

Quindi per fare un favore a Berlusconi, che non voleva più sentire il dannato acronimo Imu, si inventa una nuova tassa e se ne istituisce una nuova che per i cittadini è più pesante, dal punto di vista economico, della precedente Imu.

Ecco dunque la Ta.Si., tassa sui servizi indivisibili che più d'uno ancora non ha idea di cosa siano.

Parliamo dei servizi forniti dagli Enti locali ai cittadini come l'illuminazione pubblica, i servizi comunali come l'anagrafe e stato civile, la manutenzione del verde pubblico e delle strade e la polizia locale. 

Per arrivare a parlare della Ta.Si. è necessario, però, fare un cammino a ritroso e capire tutto il percorso dell'Imu dalla sua istituzione fino alla soppressione, perché come si è già detto la Ta.Si. in realtà si è trasformata in una Imu di ritorno.

L’Imposta Municipale Unica (IMU) è stata inizialmente introdotta dal Governo Berlusconi (D.Lgs. n. 23 del 14 marzo 2011) per gli immobili diversi dall’abitazione principale ma il Governo Monti, a causa di urgenti motivi per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici (manovra “Salva Italia”), ha esteso l’imposta anche alle abitazioni principali rendendola effettiva, in via sperimentale, a partire dal 2012 per poi portarla a regime dal 2015 (Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011 e modifiche Legge n. 214 del 22 dicembre 2011). Come dichiarato dal Dipartimento delle Finanze, l’IMU sostituisce l’ICI e, per la componente immobiliare, l’IRPEF e le relative addizionali regionali e comunali sui redditi fondiari degli immobili non locati o non affittati.

Attraverso la Legge n.124 del 28 ottobre 2013 e del D. l. n.133 del 30 novembre 2013 viene soppresso per l’anno 2013, il pagamento della prima rata e della seconda rata dell’IMU sull’abitazione principale e le relative pertinenze (ad esclusione degli immobili classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9). Esclusivamente per il 2013 il Governo Letta ha introdotto il pagamento della cosiddetta “Mini IMU” per assicurare una copertura finanziaria che sostituisse in minima parte il gettito garantito dall’imposta sulla prima casa ormai abolita.

Nella Legge di Stabilità 2014 viene anche definito che a partire dal 1 gennaio 2014 l’IMU diventa parte della nuova Imposta Unica Comunale (IUC) e graverà solamente sulle abitazioni principali classificate come abitazioni signorili (categoria catastale A/1), abitazioni in ville (categoria catastale A/8), castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici (categoria catastale A/9), e sulle altre tipologie di immobili che non sono utilizzate come prima casa.

Come vedete il motivo principale è sempre quello della cassa: il Governo ha bisogno di soldi e non c'è niente da fare: tutti zitti e in fila alla Posta o alla Banca per versare quei pochi denari ancora in nostro possesso.

Aliquote dei nostri Comuni

A tal proposito ci siamo lasciati nell'editoriale precedente con l'incertezza per i nostri Comuni sull'aliquota da applicare per il calcolo della Ta.Si..

Alcuni Comuni non la introdurranno per niente, come Uta ed Assemini dove però è previsto un notevole incremento dell'Imu per le seconde case, mentre per Decimomannu l'aliquota sarà dello 0,17 %, per Villaspeciosa dello 0,15%, per Decimoputzu e Villasor dello 0,1%.  Come si vede il Comune con l'aliquota più alta è Decimomannu dove non si poteva fare di più, così afferma, nell'intervista che leggerete nelle pagine più avanti, l'assessore al Bilancio Rosanna Argiolas. 

Tutto sommato le aliquote dei nostri Comuni sono contenute, considerando che in altre città soprattutto nei capoluoghi e nelle metropoli, le Giunte locale le hanno fissate ai massimi livelli, vale a dire dello 0,25%.

Altra novità e che per il pagamento della Ta.Si. non saranno interessati solo i proprietari delle abitazioni, ma anche gli affittuari, in percentuali dal 10 al 30%, decise dai sindaci.

Esentati dalla Ta.Si

Sono esentati dal versamento della Ta.Si gli immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, ove non soppressi, dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali. Si applicano, inoltre, le esenzioni previste dall'articolo 7, comma 1, lettere b), c), d), e), f), ed i) del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504; ai fini dell'applicazione della lettera i) resta ferma l'applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 91-bis del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 e successive modificazioni.

Esclusione dalla TASI

Sono escluse dalla Ta.Si tutti gli immobili che non siano fabbricati o aree edificabili (quindi ad esempio non si paga sui Terreni Agricoli, Terreni Agricoli con requisito di previdenza agricola e sui Terreni Incolti).

Il Comune con regolamento di cui all'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, può prevedere riduzioni ed esenzioni nel caso di:

a) abitazioni con unico occupante;

b) abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od altro uso limitato e discontinuo;

c) locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente;

d) abitazioni occupate da soggetti che risiedono o abbiano la dimora, per più di sei mesi all'anno, all'estero;

e) fabbricati rurali ad uso abitativo

La Ta.Ri non è dovuta in relazione alla quantità dei rifiuti assimilati che il produttore dimostri di aver avviato il recupero.

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