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Assemini, 31 ottobre. Presentazione del libro "CELLA N. 21" di Bainzu Piliu

31.10 - assemini . presentazione libro cella n° 21
Il 31 ottobre 2014, alle ore 18, presso la Biblioteca comunale di Assemini, Bainzu Piliu presenterà il libro autobiografico “Cella n° 21”, in cui ripercorre la sua vita e il suo impegno politico, senza tralasciare gli eventi più drammatici che lo hanno visto protagonista qualche decennio fa.

 

Bainzu Piliu presenterà il libro autobiografico “Cella n° 21”, in cui ripercorre la sua vita e il suo impegno politico, senza tralasciare gli eventi più drammatici che lo hanno visto protagonista qualche decennio fa.
Chi è sardo ed ha più di 40 anni non può non aver sentito parlare di Bainzu Piliu. Ozierese trapiantato a Sassari, il prof. Piliu fece parlare di sé fin dagli anni ’70, prima come esponente della frangia indipendentista del Partito Sardo d’Azione e poi, a partire dal 1976, come fondatore e ideologo del Fronte per l’Indipendenza della Sardegna (il FIS). Erano gli anni in cui tanti Sardi ancora si vergognavano di parlare apertamente in limba e prevaleva in molti di essi un senso di inferiorità culturale nei confronti dei “continentali”.
In questo clima arroventato dagli “anni di piombo”, Piliu promosse una serie di iniziative politiche tese al rafforzamento dell’identità culturale del popolo sardo: istituì a Sassari nel 1976 la prima scuola di lingua sarda, nel 1978, essendo docente di Chimica all’Università di Sassari, permise di sostenere gli esami in sardo e nel 1981 vi furono addirittura due tesi scritte in limba (peraltro su tematiche dal contenuto tecnico). I suoi sforzi maggiori, però, erano rivolti al tentativo di unificare le varie correnti indipendentiste isolane e definire una piattaforma programmatica su cui basare l’azione e la propaganda politica.
Il suo atteggiamento verbale (spesso con comizi in lingua sarda), quello estetico (nelle occasioni ufficiali, dal 1980 anche come sindaco di Bulzi, vestiva l’antico costume logudorese) e soprattutto quello ideologico, lo imposero immediatamente all’attenzione dell’opinione pubblica ma anche a quella della DIGOS. Le sue iniziative politiche, gli scritti e i comizi, seppure fortemente provocatori, comunque erano sempre stati all’insegna della “non violenza”. Egli voleva convincere i Sardi ad affrancarsi dalla sottomissione culturale, economica e militare (sotto forma delle estese servitù) imposta da una dominazione italiana di tipo coloniale, riconquistando la totale indipendenza statuale oppressa da secoli e secoli di dominazione “straniera”.
In quegli anni, però, lo Stato italiano era sotto l’assedio di vari movimenti armati, tra cui gli indipendentisti dell’Alto Adige che già avevano messo a segno una serie di attentati alle infrastrutture nazionali. Inoltre, il crescente consenso elettorale conseguito dal sardismo di marca indipendentista (nel 1984 otterrà il 14% dei voti) e soprattutto gli attentati contro la sede della Tirrenia di Cagliari e di un traliccio dell’Enel tra il 1979 e l’81, avevano messo il FIS nel mirino delle forze dell’ordine. Alla fine del 1982 vengono arrestati diversi componenti del FIS, di cui i più noti erano Doddore Meloni e Bainzu Piliu. Erano accusati degli attentati dinamitardi, di cospirare insieme al governo libico per tentare una insurrezione armata e mettere a repentaglio l’unità nazionale. Nel corso dei vari gradi del processo non emersero responsabilità materiali a carico di Piliu, ma era indubbio il suo ruolo di ideologo dell’indipendentismo sardo e, secondo i giudici, anche quello di ispiratore degli insurrezionalisti. Condannato, Piliu sconterà una pena di 4 anni (parte ai domiciliari e parte nelle carceri di Cagliari e Sassari, sempre nella cella n. 21), ma non interromperà mai il suo impegno politico, sempre volto all’idea di una Sardegna indipendente e perfettamente integrata nel panorama europeo.
Dalle ceneri del FIS sono sorti diversi partiti indipendentisti, alcuni ancora operanti, ma l’idea di uno stato sardo indipendente stenta a far breccia nelle menti e nei cuori dei Sardi: quali sono gli argomenti a favore e quali quelli contrari all’indipendenza? È realistico nel 2014 ancora parlare di indipendentismo? Quali errori sono stati commessi dalle formazioni politiche sarde? E, soprattutto, perché la Sardegna dovrebbe diventare uno stato sovrano?

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