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Paolo e Maria Letizia: ci viene il negato il diritto di amare i nostri nipoti

80 - 15 nonni paolo e letizia
• di SANDRO BANDU


L'intervista che leggerete è una storia particolare che va a toccare una sfera molto privata e delicata: quella dei rapporti, in questo caso ormai logori tra figlio-nuora e genitori. Pertanto cercherò di tenermi distante dalle emozioni, dalle interpretazioni e dalla tentazione di cercare le ragioni e i torti di ciascuno. Non spetta a me emettere sentenze e influenzare il lettore con le mie opinioni: cercherò di dare voce, questo sì, a due persone, Paolo e Maria Letizia, quasi sessantenni, che disperatamente cercano di recuperare il rapporto con il figlio e di dare il proprio affetto ai due nipotini che vivono con i genitori qui in Sardegna.
Paolo e Maria Letizia hanno avuto tre figli, un maschio, quello residente in Sardegna, e due figlie, ai quali hanno dedicato la loro vita e gli hanno consentito di studiare: il figlio ricopre un importante e invidiabile lavoro, le due ragazze sono rispettivamente architetto e dottore in ricerca per l'agricoltura.

Signor Paolo, da quanto dura questa diatriba con suo figlio e sua nuora?
“Possiamo dire che gli screzi importanti ebbero inizio nel 2006, dopo il matrimonio”.

Perché?
“Già da prima del matrimonio ci fu qualcosa che non andava nei comportamenti di questa donna: sembrava possessiva, gelosa, permalosa ma dopo il matrimonio questi atteggiamenti sono diventati palesi, fastidiosi, arroganti, provocatori e non più accettabili. Come padre ho sentito il dovere di rendere partecipe mio figlio delle mie riflessioni, poi di avvertirlo ed infine di contestare decisamente gli atteggiamenti che sua moglie ci riservava: da qui c’è stata la rottura”.

Non sarà troppo duro con questa donna, che poi è sua nuora?
“No, questa donna non ha fatto altro che lavorare per staccarci nostro figlio, per rompere ogni legame con noi genitori, con la nostra famiglia, con le sue radici”.

Perché vostra nuora ce l'ha a morte con voi?
“Di certo la nostra visione della vita, dell’educazione, della cultura, dell’onestà, della lealtà è abissalmente diversa dalla sua”.

Ma signor Paolo, non conosce il detto che tra moglie e marito non devi mettere il dito?
“Non solo lo conosco, ma lo rispetto. Infatti quello che contesto non è la sacrosanta autonomia della famiglia di nostro figlio o la decisione di aver sposato questa donna, ma è l’interruzione dei rapporti con la famiglia, ma soprattutto i modi, gli assurdi, incomprensibili, ingiustificabili motivi che sono alla base di questa rottura. Una donna che ama il marito può costringerlo ad interrompere i rapporti con la sua famiglia ?”.

Io non posso credere che suo figlio possa dare solo ascolto alla moglie. Qual è la vera opinione di suo figlio nei suoi confronti?
“Lui mi rimprovera di essere stato molto duro con lui fin dall'infanzia, ma se lo sono stato, l'ho fatto solo per il suo bene e per fargli fare quell'”evoluzione della specie” che gli ha permesso di raggiungere traguardi che tanti giovani d'oggi agognano”.

A suo figlio è vietato incontrare i suoceri?
“Certo che no! Anzi da quello che sappiamo è vero l’esatto contrario”.

Poi sono nati i nipotini...
“E da qui la vicenda è diventa crudele, infatti non ci è permesso di conoscere i nostri due nipoti. Ci è negato qualsiasi contatto e legame. Ci vengono negate anche le loro foto. Questo è semplicemente disumano!”.

Avete fatto “mea culpa” cercando a tutti i costi,  anche assumendovi colpe non vostre, di salvare i vostri rapporti?
“Sì, abbiamo tentato di tutto e ci sono state le nostre scuse, la nostra volontà di mettere da parte il passato e pensare solo al futuro, ma anche azioni che solo la disperazione riesce a farti fare. Ma questo tutto è stato sempre annullato dagli assurdi pretesti che man mano venivano escogitati dalla moglie di nostro figlio”.

Voi non conoscete proprio i vostri nipoti?
“Alessandra ha quasi sei anni e io l’ho vista solo una volta. Edoardo ha tre anni e da pochi giorni ne conosciamo il viso. È una condanna crudele che noi non accetteremo mai perché è assolutamente ingiusta e incomprensibile; non siamo delinquenti e comunque non si può interrompere in questo modo assurdo il “Ciclo della Vita”. Spero che gli insegnamenti che di certo nostro figlio ha ricevuto riaffiorino nella sua coscienza”.


(Vulcano n° 80)

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