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San Giorgio e San Basilio protettori di Decimoputzu

13 chiesa san basilio - decimoputzu
13 san basilio - decimoputzu
Una grande tradizione religiosa unisce Decimoputzu a questi due Santi della Chiesa Cattolica Orientale. • di GIULIANA MALLEI

 

A Decimoputzu sono due le sagre importanti, una si svolge nel mese di maggio e l'altra in settembre. La caratteristica di queste sagre consiste nella venerazione di due Santi importantissimi: San Giorgio e San Basilio Magno, entrambi originari della Cappadocia, una ragione dell'attuale Turchia centrale.

La festa di S. Giorgio si celebra la terza domenica di maggio. I festeggiamenti iniziano il sabato precedente, quando nel pomeriggio i membri del Comitato allestiscono un carro e fanno il giro dei panifici del paese dove acquistano pane in quantità. Finito il giro, il pane viene portato nella chiesa parrocchiale per la benedizione durante la messa. La domenica mattina parte la processione per le vie del paese. Vengono portati in processione S. Giorgio e Santa Assuina (si dice che fosse la mamma di S. Giorgio), quindi si celebra la messa nei pressi della chiesetta (se la giornata è bella la messa è all’aperto altrimenti è al chiuso). Il lunedì si festeggia Santa Assuina e alla sera si svolge una processione (con entrambi i santi) e poi la messa che conclude i festeggiamenti.

La devozione per questo Santo è molto sentita dai putzesi che, nel corso dei secoli, non hanno mai mancato a questo appuntamento col Santo guerriero. La storia di questo martire è avvolta dalla leggenda, infatti son poche le testimonianze certe e attendibili. Per ricostruire le vicende umane di San Giorgio ci si riferisce alla Passio sancti Georgii, che però è un'opera apocrifa. Secondo questa fonte, Giorgio nacque in Cappadocia intorno al 280 da madre cappadoce e padre persiano che lo educarono nella religione cristiana. Divenuto adulto si arruolò nell'esercito del''imperatore romano Diocleziano. Nonostante Giorgio avesse dimostrato al suo sovrano grande fedeltà e notevoli abilità militari, questi pretendeva che i suoi soldati fossero fedeli agli dei e non cristiani. Secondo le fonti sopra citate, Giorgio donò tutti i suoi averi ai poveri e dichiarò apertamente la propria adesione alla religione cristiana. Ebbe così inizio per lui un lungo periodo di torture e tormenti che terminarono con la sua decapitazione a Nicomedia intorno al 303. La venerazione per questo santo è molto diffusa in tutto il mondo cristiano ed è legata anche alla leggenda aurea che lo accompagna. In base a questa leggenda, San Giorgio, trovandosi in Libia, venne a conoscenza dell'esistenza di un terribile drago che si celava sotto le acque di un lago. Il terribile animale poteva uccidere con il suo fiato bollente chiunque gli si avvicinasse, perciò gli abitanti limitrofi gli offrivano in sacrificio due pecore al giorno. Quando le pecore iniziarono a scarseggiare si pensò allora di offrire una pecora e un fanciullo o una fanciulla estratti a sorte. Un giorno fu estratta a sorte la figlia del re, quest'ultimo cercò di risparmiare la vita di sua figlia offrendo per intero il suo patrimonio, ma la popolazione si ribellò. In quel momento passò di lì il giovane soldato Giorgio il quale, sentita la storia suggerì alla ragazza di legare la propria cintura intorno alla testa del drago. La principessa riuscì a legare il drago, che divenne docilissimo. La popolazione rimase affascinata dalla scena che si presentò ai loro occhi, ma anche molto terrorizzata. Allora Giorgio disse loro di non temere perché se avessero accettato di convertirsi e battezzarsi nella religione cristiana lui avrebbe avuto da Dio la forza per uccidere il drago. Tutti si convertirono e Giorgio uccise il drago.

A Decimoputzu vi è una chiesetta dedicata a San Giorgio, molto piccola ma anche molto bella, un piccolo gioiello di architettura medioevale sacra.

L'altro santo venerato a Decimoputzu è San Basilio Magno dottore della Chiesa, la sagra a lui dedicata è la più articolata e la più sentita dai fedeli che giungono numerosi da tutta la Sardegna.

Si festeggia sempre la seconda domenica di settembre. I festeggiamenti iniziano il venerdì precedente con la preparazione del santo e della chiesetta, che si trova in aperta campagna.

Il venerdì pomeriggio intorno alla 17,00 parte, dalla Chiesa parrocchiale, una processione solenne (traccas, cavalli, persone in costume e musica di launeddas) in cui si recita il rosario in sardo. La processione vede protagonista il simulacro della Madonna. All’uscita del paese, poco prima dell’incrocio per il sentiero che conduce alla chiesetta campestre di S. Basilio, il sacerdote lascia la processione e sale su una macchina per raggiungere la chiesetta, prendere il santo e andare incontro alla Madonna. Nei pressi della chiesetta avviene “s’incontru” tra la Madonna a S. Basilio. Quindi si entra in chiesa e si celebra una messa solenne. In genere la messa è officiata dall’Arcivescovo di Cagliari o da un suo sostituto.

Il sabato vengono celebrate tre messe nell’arco della giornata, così pure la domenica.

Il lunedì è la giornata dedicata agli ammalati. Infatti la mattina vengono condotti moltissimi infermi per assistere ad una celebrazione solenne.

Il martedì pomeriggio la Madonna, dopo aver “salutato S. Basilio, riparte alla volta del paese intorno alla 17,30. La processione è molto più lunga rispetto a quella del venerdì. Infatti vengono distribuite ai fedeli delle candele perché si arriverà in paese dopo il tramonto.

Anche in questa occasione, una volta raggiunto l’ingresso del paese, il sacerdote abbandona la processione e raggiunge in auto la parrocchia dove prende il simulacro di S. Basilio piccolo (Santu Basibeddu) e raggiunge nuovamente la Madonna poco prima dell’arrivo in parrocchia. Qui c’è un altro “incontru” tra la Madonna e S. Basilio. Subito dopo si celebra una messa e con essa si conclude la festa.

San Basilio nacque a Cesarea di Cappadocia nel 329 in una famiglia cristiana. Infatti anche due suoi fratelli, Gregorio e Pietro (entrambi vescovi) e una sua sorella, Macrina, sono venerati come Santi dalla Chiesa Cattolica.

San Basilio ebbe modo di studiare la Teologia con numerosi studiosi del suo tempo e per questo viaggiò moltissimo. La sua grande amicizia con Gregorio Nazianzeno, anch'egli vescovo e Dottore della Chiesa, durò per tutta la vita.

Il maggior contributo San Basilio lo ha dato con due sue opere: “La Grande Regola” e “La Piccola Regola”, due trattati per l'orientamento della vita dei monaci. Fu autore di molte opere di carattere dogmatico, ascetico, discorsi ed omelie; scrisse inoltre un trattato per i giovani sull'uso e il comportamento da tenersi nello studio dei classici pagani, e moltissime lettere sui più svariati argomenti.

Possiamo affermare che San Basilio fu il primo Santo che dedicò una preghiera agli animali, fu composta nel 370 e si evidenziano tutte le tematiche relative ai diritti degli animali. Morì nella sua città natale il 1° gennaio del 378

 

(Vulcano n° 80)

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